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Cambogia: Snaker e la figlia del re dei serpenti

Friday, 12 November 2004 00:00 Massimo Riva Articoli - Approfondimenti
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SnakerCon la produzione di Kuon puos keng kang, di Fai Sam Ang nel 2001, noto con il titolo internazionale di Snaker, si tenta di far rivivere il cinema cambogiano, di fatto morto con la guerra, negli anni '70. Il panorama cinematografico cambogiano contemporaneo è infatti dominato dalle produzioni, spesso documentaristiche, di Rithy Panh e del suo gruppo, che hanno un notevole risalto internazionale (si veda il costante successo del regista al festival di Cannes). Ma solo con Kuon puos keng kang abbiamo un prodotto filmato in 35mm; la prima vera e propria pellicola dai tempi della seconda guerra d'Indocina.
C'è subito da dire che la qualità del film è piuttosto modesta, soffrendo una regia non del tutto matura e un budget estremamente ridotto (circa 10.000 dollari Usa). Ma, al di là delle qualità intrinseche del film, si possono trovare diversi motivi di interesse. Il film, una co-produzione cambogiana e thailandese, è la rivisitazione di un racconto popolare della tradizione khmer che ha avuto un particolare successo cinematografico: si tratta infatti del quarto film che ispira. Negli anni '60 in Cambogia furono girati due film basati sullo stesso soggetto, Pous geng gong (interepretato da Chea Yutton e da Dy Savate) e il seguito Neary sohk pous (interpretato da Kong Som'oeun e sempre da Dy Savate). Negli anni '80 viene girato Ngu geng gong, un film interamente thailandese, ma basato sullo stesso racconto. SnakerIl film del 2001 lo si può considerare intimamente cambogiano, nonostante la produzione thailandese abbia suggerito la presenza di un attore thai collaudato come Winai Kraibutr, già interprete di successi commerciali quali Bang Rajan e Nang Nak, e proprio la sua presenza in quest'ultimo lungometraggio deve aver suggerito di proporre al pubblico thai Kuon puos keng kang come il seguito del film, nonostante le due pellicole non avessero assolutamente nulla in comune. Al di là di questi particolari, come detto, Snaker può essere considerato intimamente cambogiano, visto che si colloca all'interno di precise tradizioni letterarie khmer. La trama è, come sempre avviene nei racconti popolari cambogiani, estremamente didascalica: vengono infatti rappresentati due differenti triangoli amorosi, uno impuro ed uno puro. Nella prima parte una donna, Neang Ni, delusa dal marito ubriacone, si innamora e si concede a un naga, un serpente magico, da cui rimane incinta. L'adulterio viene presto scoperto, ma a tutti i personaggi - che, è bene sottolinearlo, nel frattempo si sono macchiati di qualche colpa - è riservato un tragico destino. Qui si può facilmente scorgere uno dei temi tipici della letteratura khmer, quello della giusta vendetta. Il karman si muove implacabile, e riserva a ciascuno ciò che si merita, diventando mezzo di giustizia. SnakerE' un tema presente in numerosi racconti popolari, ma è anche al centro dei grandi capolavori della tradizione letteraria khmer, dal Tum Taev (una sorta di Romeo e Giulietta cambogiani) al Reamker (la versione khmer del Ramayana, il cui titolo cambogiano significa proprio "la vendetta di Rama" (1)).  Dall'amore fra la donna e il serpente nasce Soraya, sulla quale gravano le colpe dell'amore peccaminoso dei genitori, cosa che è manifesta anche a livello tangibile, visto che è condannata ad avere dei serpenti al posto dei capelli. La piccola orfana, raccolta e allevata da un sant'uomo che vive come eremita, rappresenta però il prototipo della purezza khmer. Incarna l'ideale di comportamento per ogni donna cambogiana. E' una perfetta srey kruap leakkh, la donna perfettamente virtuosa della tradizione culturale khmer. In base alla sua purezza e innocenza il karman le riserverà un felice avvenire. E' lei che si ritrova, suo malgrado, protagonista di un nuovo triangolo amoroso. Si innamora, ed è ricambiata, di un ricco giovane cui salva la vita. A frapporsi al loro sogno d'amore c'è però una ragazza, che avanza pretese sul giovane, e ricorre a qualunque mezzo pur di conquistare il suo cuore. Il comportamento di Soraya e del suo innamorato si dimostrano però esemplari, in questo modo sarà la legge del karman ha portare giustizia, punendo chi si frappone al loro amore e regalando a Soraya degli splendidi capelli, in luogo dei mostruosi serpenti che deturpavano la sua bellezza.
SnakerSe ad un primo livello di analisi è quindi facile intuire che il film offre degli insegnamenti pratici su come è giusto comportarsi e fornisce agli spettatori dei modelli secondo cui il bene giunge a coloro che si comportano bene e viceversa (ed è proprio in questa funzione didascalica che si diffondono i racconti popolari, e per cui storie come questa vengono tuttora insegnate nelle scuole di tutta la Cambogia), è però possibile rinvenire degli ulteriori spunti di riflessione. E' infatti significativo che il primo film cambogiano realizzato dopo decenni sia la trasposizione di un'antica storia popolare. Si tratta di un fenomeno interessante e già osservato anche in altre circostanze (2): è un'opera di costante ridefinizione culturale, che porta a riplasmare di volta in volta la propria identità a partire da una tradizione simbolica condivisa. Si tratta di fenomeni senza dubbio presenti in ogni società - si vedano i vari studi sulla nostalgia nell'età contemporanea (3), ma che all'interno di una società come quella cambogiana acquistano un'ulteriore dimensione. Dopo i drammatici avvenimenti degli anni '70 si è diffuso infatti il sentimento di perdita della propria identità culturale (durante l'era di Pol Pot si è assistito sistematica eliminazione degli intellettuali nel paese).  E' così ritenuto indispensabile il riscoprire la propria tradizione, come modo per salvaguardare la propria identità. L'idea del patriottismo è infatti molto enfatizzata nel film, che può essere preso a testimonianza di questo processo: Angkor Wat, il massimo simbolo della nazione e ricorrente emblema della patria (da sempre presente nelle bandiere che di volta in volta hanno rappresentato la Cambogia) non è infatti solo presente all'inizio e alla fine del film, ma è anche il set in cui si svolge la scena focale del lungometraggio, quella in cui il giovane dichiara il proprio amore a Soraya. Dichiarazione in cui è estremamente enfatizzato il patriottismo: il giovane infatti si sofferma a descrivere Angkor Wat ("E' il monumento che dimostra la grandezza della Cambogia" dice a Soraya), ed è possibile scorgere lungo tutto il film il tipico habitus del patriottismo khmer.
SnakerLa ricerca della propria identità culturale non è però un atto meccanicistico; si tratta piuttosto di una costante opera di rilettura e ridefinizione. E' significativo infatti che dei quattro film citati basati sulla stessa storia (anche se è meglio riferirsi solo ai tre khmer) non venga mai mantenuta la stessa trama. Pous geng gong, il primo film girato negli anni sessanta, è quello che rimane più fedele alla trama originale. Il film del 2001 di Fai Sam Ang differisce in particolare nella seconda parte, in cui il triangolo amoroso che si instaura è molto più banale. Al di là delle capacità del regista e sceneggiatore, l'alterazione della trama è senza dubbio un atto consapevole: così facendo viene enfatizzato l'aspetto didascalico di cui si è parlato, e si esalta il ruolo del karman nel portare giustizia. E' possibile che l'accresciuto ruolo del karman abbia una dimensione consolatoria: in una società estremamente corrotta come quella cambogiana, in cui prevale un clima d'impunità, il mettere in risalto una forma "naturale" di giustizia ha dei risultati rassicuranti e consolatori.
Ecco così che i livelli di lettura di una pellicola come Snaker aumentano notevolmente. Un film come quello in esame fornisce un modello ideale di mondo, dove tutto è meccanico e ordinato, e dove la giustizia è assicurata per tutti.
Non si tratta di un modello ideale tradizionale, ma contemporaneo. La tradizione culturale è solo una lente attraverso cui guardare il futuro, una risorsa di simboli e modelli che accumulano differenti connotazioni con il mutare del contesto sociale. Così nel film vengono condensati e convogliati simboli diversi (e forse anche contraddittori). Sono presenti modelli ideali di giustizia, di comportamento, di relazione fra i generi e di virtuosità. Modelli ben distanti dalla realtà cambogiana contemporanea, finendo per diventare un campo ideale per gli scontri politici oggi in atto.

Note
1 Su questi argomenti si può vedere Chigas, 2001
2 Ledgerwood, 1995
3 Si veda per esempio Appadurai, 2001

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