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SPECIALE Far East Film 2006

Thursday, 01 June 2006 00:00 a cura di Stefano Locati Festival - Report
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SPECIALE Far East Film 2006
Film: Cina
Film: Corea del Sud
Film: Filippine
Film: Giappone
Film: Hong Kong
Film: Thailandia
Film: Taiwan
Retrospettiva Asia Canta!
Pro e contro
Diari e preferenze dal festival
Tutti i voti
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Introduzione
di Stefano Locati

Feff2006 - PosterEccoci giunti all'ottava edizione di quello che è diventato il più grande festival europeo di cinema popolare asiatico. Fa un certo effetto. Un traguardo importante, che racconta di una continua crescita, sia dal punto di vista quantitativo - per numero di pellicole presentate - che organizzativo. Negli anni il Centro Espressioni Cinematografiche, sempre sia lodato, è infatti riuscito a trasformare l'appuntamento di Udine in un happening internazionale, atteso un po' in ogni dove. Un fatto di cui si sono resi conto in molti, compresa la nota rivista Screen International, che ha inserito il Far East Film tra i cinquanta festival più importanti al mondo (dalle parti di Venezia e Torino, insomma). Un fiore all'occhiello per la città friulana, che ogni anno, verso la fine di aprile, ormai ci siamo abituati, è invasa da frotte festanti di spettatori esigentissimi. Si tratta però, come spesso accade in Italia, di un fiore ingiustamente trascurato. Il paradosso, come sottolineano gli organizzatori stessi, è che i fondi stanziati diminuiscono - mettendo a repentaglio i futuri sviluppi. Inoltre, a livello mediatico, dell'evento in Italia si parla ancora e sempre troppo poco. Segno sia che dei quotidiani nazionali, salvo poche lodevoli eccezioni, neanche l'ombra. Tra le televisioni si notano invece solo quelle "di nicchia", mentre preferiscono glissare i grandi network. Eppure anche quest'anno aumentano gli accrediti e, almeno i primi quattro giorni, complice il week-end lungo per il 25 aprile, si assiste a un pienone da tutto esaurito. Dunque c'è speranza: non resta che supportare, dal basso, una manifestazione che ha ancora da raccontare qualcosa in fatto di sapori e passioni dal sud est asiatico - e questo nonostante i progressivi, inevitabili mutamenti cui ogni anno fa fronte.
Dopo la doverosa ricognizione generale, è bene però raccontare del presente. Come è stata questa ottava edizione? Altalenante. A picchi entusiasmanti sono seguite scelte meno fortunate. Comprensibile, considerato che nell'arco di nove giorni sono state proiettate in tutto 72 pellicole, ma da non trascurare. Il confronto con le passate edizioni parla di una retrospettiva meno omogenea, più debole, non a caso in larga parte snobbata, per non dire disertata, e di una selezione di titoli contemporanei non sempre vincente. Non si tratta comunque di un problema da ingigantire: nel complesso il festival ha offerto enormi soddisfazioni, gradite sorprese e necessarie conferme, accontentando sia i cinefili più intransigenti che i semplici curiosi.
Quest'anno erano presenti sette paesi. A fare la parte del leone sono state come sempre Corea del Sud (con 13 film), Hong Kong (12 film) e Giappone (8 film più 5 eventi speciali). In un ruolo più defilato Cina (4 titoli), Tailandia (6 film), Filippine (3 film e un cortometraggio) e il ritorno di Taiwan (un solo film). Giappone e Corea vedono confermato l'alto livello produttivo; si ha invece l'impressione che Hong Kong abbia subito un ulteriore tracollo. Devono essersene accorti anche i programmatori, considerato che hanno posizionato praticamente tutte le pellicole hongkonghesi la mattina o il primo pomeriggio, fasce notoriamente sfavorevoli e di poco richiamo - penalizzando sicuramente la visibilità di quei pochi prodotti meritevoli (B420, Cocktail, Isabella). D'altra parte, era mai successo che tra i primi dieci posizionati al premio del pubblico non ci fosse neanche una pellicola dall'ex colonia? Corposa e oculata la selezione giapponese, che parte avvantaggiata dalla proiezione speciale di Miike (Imprint, l'episodio censurato dalla tv Usa della serie Masters of Horror) e dalla miniretrospettiva su Jissoji Akio e Edogawa Ranpo (Ranpo Noir, Murder on D Street, A Watcher in the Attic), ma esce vincente soprattutto per l'alta qualità media dei film più recenti - Linda Linda Linda in testa. Più problematico catalogare l'offerta coreana: se non mancano i capolavori (Welcome to Dongmakgol) è pur vero che, pescando nel mazzo, spesso si rimane a bocca asciutta (vogliamo parlare di Murder, Take One alias The Big Scene?). Quanto agli altri paesi, mantengono le posizioni faticosamente conquistate. E' stato l'anno in cui molti si sono ricreduti sul cinema cinese (ossia hanno dato almeno una possibilità ai film mettendo il naso in sala, al contrario che in passato), ma c'è il sospetto che abbia giocato la diminuzione di titoli presenti: Gimme Kudos comunque qualche attenzione in più l'avrebbe meritata. La Tailandia è in forte espansione, soprattutto per la visibilità internazionale guadagnata, anche se la sensazione è che stia perdendo quella fresca ingenuità che mostrava fino a due anni fa, incasellandosi in segmenti di mercato precostituiti (e poi il nuovo Sippapak, Ghost of Valentine, delude!). Di Taiwan non c'è bisogno di parlare, quando l'unico convenuto è il risibile horror The Heirloom, mentre delle Filippine si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto, a seconda del punto di vista sociologico-produttivo o critico (nel secondo caso è meglio stare alla larga dai vari Matti e Ilarde). E' stata allora un'annata deludente? Assolutamente no! Il Far East Film rimane una miniera pulsante di buon cinema. Basta addentrarsi abbastanza a fondo!

Due parole sullo speciale: quest'anno le recensioni di tutti i film, divisi in schedine singole (discorso valido anche per la retrospettiva), sono presentate per paese di provenienza. A compendio dell'esame c'è anche un dibattito su due dei film più discussi nel dopo visione, Always - Sunset on 3rd Street e Home Sweet Home. In conclusione gli immancabili diari, per entrare nel vivo della vita da festival, e l'angolo dei numeri, con tutti i nostri voti: un semplice gioco, ma può essere utile per farsi un'idea di cosa potrebbe riservare la visione!

 



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