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Transilvania International Film Festival 2013

Thursday, 19 September 2013 12:49 Armando Rotondi Festival - Report
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transilvania_iff_2013_logoI grandi festival, quelli blasonati, sono noti: Cannes, Venezia, Berlino e pochi altri. Il Transilvania Film Festival ha poco da invidiare a questi giganti e anzi, dopo appena 11 edizioni, è da considerarsi a tutti gli effetti una di quelle kermesse che contano e di livello altissimo, così come testimoniato dall’accreditamento ufficiale della manifestazione da parte della FIAPF (Federazione Internazionale Produttori Cinematografici).

Con sede nella storica città di Cluj-Napoca, uno dei cuori culturali della Romania e della regione storica della Transilvania, prestigiosa sede universitaria, il TIFF 2013 ha visto un programma di ampio respiro, con sezioni competitive di lungometraggi, cortometraggi (immancabilmente horror, ci troviamo pur sempre in Transilvania!) e retrospettive delle più varie: focus sul cinema slovacco, ungherese, rumeno, su autori quali Stephen Fears, Jiri Menzel e Oliver Assayas.
transilvania_iff_2013_i_catch_a_terrible_catNutrita la presenza di pellicole provenienti dal far east. Si parta dal giapponese I Catch a Terrible Cat (Koppidoi neko, 2012) di Imaizumi Rikiya, vincitore del premio per la miglior regia, e unico orientale in competizione. Un film interessante la cui vicenda vede lo scrittore Takada Norifumi che vive una sorta di blocco dopo una serie di meravigliosi romanzi e la morte della moglie; prossimo al suo sessantesimo compleanno, rimane suo malgrado invischiato in una grottesca rete di drammi e infedeltà familiari.
All’interno della sezione Supernova si vede la presenza di ben quattro titoli di nostro interesse. transilvania_iff_2013_new_worldNew World (Shin-sae-gye, 2013) di Park Hoon-jung, pellicola coreana di gangster che narra della lotta per il potere tra due luogotenenti del crimine, organizzata dopo la scomparsa del loro capo e l’operazione New World, imbastita dalla polizia per fermare la guerra. A questa si aggiunge la penultima fatica di Kim Ki-duk, Pietà (id., 2012), vincitore del Leone d’Oro alla 69° Mostra di Venezia. Il grande regista filippino Brillante Mendoza viene proposto con il suo Thy Womb (Sinapupunan, 2012), presentato anch’esso all’edizione 2012 di Venezia e quindi a Toronto e Busan. Si tratta di un toccante dramma al femminile: Shalela, una donna avanti con gli anni e infertile, cerca di esaudire il desiderio di paternità del marito, mettendosi alla ricerca di una ragazza che possa essere la compagna dell’uomo e dargli un bambino; una volta trovata nella persona di Mersila, la gelosia inizia a farsi strada nell’animo di Shalela. Dalla Cina, invece, arriva Full Circle (Fei yu lao ren yuan, 2012) di Zhang Yang, film eccentrico con cui il regista conduce lo spettatore nel caldo mondo di un gruppo di anziani, tutti tra i 70 e gli 80 anni, che vivono in una casa di riposo e che decidono, sotto impulso di uno di loro, di competere in un programma televisivo.
transilvania_iff_2013_full_circleFilm neri sono invece presentati, come si può ben comprendere dal nome, nella sezione “Shadows”. Due i lavori di Kitano Takeshi proiettati: Outrage (2010) e il sequel Outrage Beyond (2012), pellicole con cui Kitano realizza un potente affresco sulla lotta tra crimine organizzato e le forze di polizia in Giappone, toccando diversi temi che vanno dalle regole proprie della yakuza all’influenza che questa può avere sull’andamento del Paese. Altro maestro giapponese è Kurosawa Kiyoshi che, con Penance (Shokuzai, 2012), disegna una tormentata storia di morte, di impossibilità di elaborare il lutto e di rassegnazione: in una piccola cittadina, Emil, una giovane studentessa, viene rapita e brutalmente uccisa; il corpo viene ritrovato da quattro ragazze, che forse riescono a vedere il colpevole; il caso tuttavia rimane irrisolto; Asako, la madre della vittima, non riesce a trovare pace e accusa le quattro ragazze per non ricordare il volto dell’assassino.
Horror e fantascientifico è, infine, il coreano a episodi Doomsday Book (In-ryu-myul-mang Bo-go-seo, 2012) del duo di registi Kim Ji-woon e Yim Pil-sung che ragionano sul tema dell'apocalisse. Nella prima parte della pellicola (A Brave New World) assistiamo a un’invasione di zombie per le strade di Seul; in The Heavenly Creature, un robot, mentre lavora in un tempio, raggiunge l’illuminazione e la consapevolezza, ma i suoi creatori vedono in tutto ciò una minaccia per l’umanità e decidono di terminare la macchina; nell’ultimo Happy Birthday, una bambina compra, attraverso uno strano sito web, un nuovo tavolo da biliardo per il padre, e tutto questo sembra essere collegato a uno sconosciuta meteora che si avvicina alla terra.

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