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Anim'Est - International Animation Film Festival 2013

Monday, 28 October 2013 11:16 Armando Rotondi Festival - Report
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animest_logoL'Anim'Est di Bucarest è una bella realtà nell'ambito dei festival di cinema d'animazione, una kermesse in progressiva crescita, tanto da diventare l'evento cinematografico più importante della capitale rumena – e probabilmente tra i principali del Paese insieme al TIFF di Cluj-Napoca e all'Astra di Sibiu, dedicato ai film documentari. Il programma presentato è sicuramente di qualità, ben articolato, con varie sezioni competitive dedicate ai lungometraggi, ai corti e ai prodotti degli studenti, cui si aggiungono serate a tema con animazioni horror e varie retrospettive dedicate a paesi, scuole di cinema, festival, case di produzione e autori ospiti.

Molto nutrita la presenza asiatica, a cominciare dal giapponese Wolf Children (Ōkami Kodomo no Ame to Yuki, 2012) di Hosoda Mamoru, in competizione come lungometraggio e già vincitore del premio come miglior animazione ai Japan Academy Prize: Hana è una studentessa diciannovenne che vive una storia fiabesca e d'amore con un “uomo lupo”. Nel corso di tredici anni, dà alla luce due bambini Yuki e Ame, e, dopo la morte del padre, la famiglia si trasferisce dalla città a una realtà rurale.
Sempre dal Giappone, in concorso tra i corti, Hinode (2012) diretto da Niiyama Tetsuka, di appena 3 minuti, e While the Crow Weeps (2012), oscura storia di un funerale di corvi realizzato dalla coppia Sukikara Makiko e Matsumura Kohei. Cinese è lo stravagante My... My... (2011) di Lei Lei.
Interessanre anche la competizione dedicata alle produzione degli studenti di scuole di cinema dove troviamo bei corti dal Giappone come Kicking Rocks (2013) di Kubo Yutaro, storia di un ragazzino che gioca e combatte, allo stesso tempo, contro le stesse regole che lui ha imposto al gioco, o Maze King (2013) di Kim Hakhyun, con un clown e una storia abbastanza inquietante. A questi, nella stessa sezione competitiva, si aggiungono il sudcoreano Piece, Peace (2013) di Park Jae-In e il taiwanese The Voice of the Other End (2013) di Vong Chon On: delle voci emergono tra i violenti e rumori di costruzioni ai margini di una città. L'autore si interroga se ci possa essere qualcuno a sentire quelle voci o se il ciclo di sviluppo e di contemporanea distruzione della città stia coprendo le vite dei suoi abitanti.



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