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Rotterdam International Film Festival 2013

Monday, 25 February 2013 00:00 Giampiero Raganelli Festival - Report
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rotterdam 2013 a fallible girlAncora una grande abbuffata per gli appassionati di cinema orientale, e non solo per loro, offerta quest'anno dal Festival di Rotterdam. C'è spazio per tutto, tranne che per il cinema mainstream o per i red carpet che pure fanno la fortuna di tante blasonate manifestazioni cinematografiche. Venti sale a disposizione per oltre 700 film presentati, ognuno con due o tre repliche. I motivi di questa ipertrofia filmica festivaliera sono vari.

C'è l'attenzione per le cinematografie più marginali, più estreme, i cui progetti vengono anche aiutati dal festival attraverso le sue istituzioni di supporto, l'Hubert Bals Fund e il CineMart. C'è poi la totale indifferenza per il criterio di inediticità delle opere presentate, a differenza di tutti i grandi festival. E così tanti film possono essere già passati ad altre manifestazioni. Quest'anno poi la Roma neo-mülleriana ha fatto incetta di opere di grande livello e così molto di quello che si è visto a Rotterdam era già passato di lì. Del resto il festival olandese ha il suo naturale bacino di utenza, sia di pubblico generico che professionale, nel Nord Europa in cui rimane, con Berlino, l'unica grande manifestazione cinematografica in un panorama in cui il baricentro è spostato verso il sud del continente, a maggior ragione dopo l'impennata qualitativa di Roma. Per questi motivi Rotterdam rimane tra le più importanti, e più complete e variegate, vetrine cinematografiche al mondo.
Non stupisce quindi che ben due film tailandesi, cosa impensabile in altri festival, siano stati presentati in concorso. Si tratta di 36 di Nawapol Thamrongrattanarit e di Karaoke Girl di Visra Vichit Vadakan. Il primo è un film metalinguistico riflessivo, e autoriflessivo, sull'essenza della fotografia e del cinema, sulla consistenza di quest'ultimo come sequenza di fotogrammi, sul catturare e fissare la realtà attraverso fotografia e cinema, sulla memoria, mentale e di un hard disk, come magazzino di immagini, e sulla possibilità di perderne i dati. Il tutto all'indomani del delicato passaggio al digitale. Film composto di 36 quadri, pianisequenza a inquadratura fissa, come 36 sono gli scatti di un rullino di una vecchia macchina fotografica. Tra le immagini perse dalla protagonista, e tra le loro pieghe, si può celare un rimpianto, un film potenziale, una storia d'amore rimasta inespressa come un negativo non sviluppato. Karaoke Girl è un film che ruota attorno a una ragazza, Sa Sittijun che interpreta se stessa, seguita dal regista, che si prostituisce a Bangkok. Sospeso su un filo sottile tra documentario e fiction, un suono molto curato, frequenti sguardi in camera, momenti molto colorati e kitsch in un film amaro dove la felicità appare un sogno irraggiungibile. Di tailandese c'era anche il non inedito Mekong Hotel di Apichatpong Weerasethakul nella sezione Spectrum.
rotterdam 2013 vulgariaSolo un altro film orientale in concorso, proveniente da Hong Kong. Altra anomalia visto che il cinema della ex colonia britannica difficilmente viene messo in competizione ai festival. Si tratta di Longing for the Rain di Yang Lina. Una ghost story di analisi sociale sulla middle class, sul divario tra classi, sulla noiosità della vita regolare borghese, su un mondo dove solo gli uomini rivestono posizioni di potere. E così alla protagonista, donna sposata dalla vita agiata e ordinaria fatta di shopping e mansioni casalinghe, compare un fantasma che diventa il suo focoso amante. Buddismo e taoismo si incrociano in un'opera dove la donna è associata al tradizionale principio femmineo dell'acqua. Da Hong Kong presentati anche i già visti, a Roma e Udine, Drug War di Johnnie To e Vulgaria di Pang Ho-cheung, entrambi in Spectrum.
rotterdam 2013 emperor visits the hellSterminata presenza di opere cinesi nella sezione Bright Future, espressamente concepita per i lavori di cineasti giovani ed esordienti. Emperor Visits the Hell di Li Luo è un adattamento in chiave contemporanea del classico della letteratura antica, Il viaggio in Occidente, scritto nell'era Ming. Preceduto da un curioso corto d'animazione sullo stesso soggetto, ma nel suo contesto storico originale e in chiave fantasy, con un'animazione estremamente stilizzata, bidimensionale e grottesca. Il film vero e proprio è invece una satira della società cinese in mano a gangster e burocrati: quando i classici possono essere usati per leggere e interpretare il presente. A Fallible Girl di Conrad Clark è una coproduzione di Emirati Arabi, Cina e Regno Unito. Si tratta della storia di un'imprenditrice cinese a Dubai, in una società dove donne e immigrati non hanno diritti, opera di un regista cosmopolita che vive in Cina, con musiche del grande Mihály Vig, il compositore di Bela Tarr. Four Ways to Die in My Hometown di Chai Chunya è la storia di una donna che torna al villaggio natio per la premonizione dell'imminente morte del padre. Film di sperimentazione visiva sulla Cina rurale e la sua decadenza, popolata solo da anziani, dopo il massiccio esodo verso le grandi metropoli. The Love Song of Tiedam di Hao Jie è un musical ambientato nell'epoca della Rivoluzione culturale, incentrato su performance delle popolari canzoni er-ren-rai. Memories Look at Me di Song Fang, già presentato a Locarno, è un docudrama dove tutti gli attori interpretano se stessi, sulla visita della regista alla propria famiglia a Nanchino. Dalla Cina anche tre opere nella sezione Spectrum. Ping'an Yueqing del famoso artista Ai Weiwei, peraltro presidente della giuria di Rotterdam. Documentario, e ricostruzione della morte, ufficialmente in un incidente stradale, di Qian Yunhui, capovillaggio di Zhaiqiao nella città di Yueqing, inviso alle autorità. When Night Falls di Ying Liang, pure già apprezzato a Locarno, è ancora la messa in scena di un fatto di cronaca, la detenzione in un ospedale psichiatrico di una donna il cui figlio aveva ucciso sei poliziotti. Alone di Wang Bing, in realtà una coproduzione tra Francia e Hong Kong, è un montaggio più breve di Three Sisters, passato a Venezia.
Nutritissima la presenza di film dall'Indonesia, tra cui una nuova opera di Garin Nugroho, Soegija. Il regista accantona quel cinema sperimentale per cui è conosciuto in favore di un kolossal storico-patriottico celebrante la nascita di una nazione, quella indonesiana. Sul modello di Città dolente il film ripercorre la dominazione olandese e quella giapponese, con una sostanziale visione positiva della prima e negativa della seconda, fino all'indipendenza. Il tutto attraverso l'agiografia del vescovo giavanese Soegija, eroe nazionale. Il Garin Nugroho di Opera Jawa torna nell'uso frequente di canzoni che, pur diegetiche, conferiscono un vago senso di musical al film. Proiezione gremita di indonesiani olandesi, per il tema molto sentito. Atambua 39° Celsius di Riri Riza racconta di quella che è una situazione paragonabile alla divisione tra Berlino Est e Ovest, di profughi spiantati, fuggiti da Timor Est dopo le violenze successive all'indipendenza, che hanno trovato rifugio nella cittadina polverosa di Atambua nella parte indonesiana dell'isola, Timor Ovest. One Day When the Rain Falls di Ifa Isfansyah è una storia famigliare in tre parti, mentre fuori piove incessantemente, che rivela contraddizioni, conflitti generazionali della società indonesiana.
Mentre queste tre opere erano in Spectrum, altre tre sono passate in Bright Future. On Mother's Head di Putu Kusuma Widjaja, documentario sulle difficili condizioni della vita di campagna a Bali, protagoniste tre donne di tre diverse generazioni alle prese con l'allevamento di un maiale. Peculiar Vacation and Other Illnesses di Yosep Anggi Noen: un uomo, una donna e un sofà, un road movie a Yogyakarta che vede i due protagonisti impegnati in un viaggio per la consegna del divano. What They Don't Talk About When They Talk About Love di Mouly Surya racconta storie d'amore ambientate in istituto per persone non vedenti, tra giovani ciechi interpretati da attori ciechi.
rotterdam 2013 gfb bunnyDal Giappone due le opere presentate in Bright Future. The Charm of Others di Ninomiya Ryutaro, commedia nera ambientata tra un gruppo di operai, prodotto del PIA Film Festival, opera di un giovane regista che è stato salutato come il nuovo Kitano. GFP Bunny di Tsuchiya Yutaka, film caratterizzato ancora da uno humor molto nero, che prende il titolo dal nome di un coniglio OGM fluorescente. Racconta, ispirandosi a un fatto di cronaca, di una ragazza che passa dal praticare esperimenti di vivisezione su animali ad avvelenare la propria madre. Più massiccia, come prevedibile, la presenza nipponica in Spectrum. Il penultimo film di Wakamatsu, 11.25: The Day He Chose His Own Fate, già presentato in vari festival, il ritorno al j-horror di Nakata Hideo, The Complex, il nuovo film di Kobayashi Masahiro, Japan's Tragedy, ulteriore eco del terremoto e dello tsunami del 2011. Due film di Miike Takashi, da Cannes For Love's Sake, ennesima trasposizione del regista di un manga, e da Roma Lesson of the Evil in cui il parossismo e l'iperviolenza del regista coinvolgono le istituzioni scolastiche nella figura del professore-serial killer Hasumi, novello prof. Kitano di Battle Royale. Inori è un film sotto l'ala protettrice di Kawase Naomi che ha invitato il regista messicano Pedro González-Rubio a raccontare gli abitanti delle montagne attorno a Nara. Odayaka di Uchida Nobuteru, prodotto dall'attrice Kiki Sugino, che nel film si ritaglia il ruolo della madre protagonista, è un ulteriore film che riflette sul disastro del 2011 e sul conseguente incidente di Fukushima che viene messo in risonanza con una crisi famigliare, ma anche con la riconciliazione nelle avversità. Con una macchina a mano spesso fastidiosa e nervosa, alla Dogma, il regista rende l'ossessione dei giapponesi per le conseguenze di quegli eventi, la nevrosi da radiazione, e un senso di frustrazione misto a impotenza. Il film si avvale della consulenza di Amir Naderi. Uno speciale programma, in Spectrum Shorts, dal titolo Ai Is Japanese for Love è stato dedicato alle tematiche dell'amore e della famiglia viste da uno sguardo femminile. Comprendeva Chiri di Kawase Naomi, ulteriore capitolo della regista sul tema nascita/morte/madre, e Don't Dare to Stop Love di Oguchi Yoko, film sperimentale seminarrativo in super 8 sgranatissimo, femminile e femminista.
Due opere giapponesi anche nella retrospettiva Regained, dedicata, tra le altre cose, alle avanguardie cinematografiche. Number 10 Bles/Goodbye Saigon è il film di debutto di Osada Norio, già sceneggiatore di Fukasaku, che si affida a una produzione vietnamita per raccontare la storia ambientata nel 1975, alla fine della guerra, dell'uccisione accidentale di un vietnamita a opera di un uomo d'affari giapponese. Stom Sogo: Ultimately di Stom Sogo è un lavoro che presenta una selezione dall'archivio del grande artista di cinema sperimentale recentemente scomparso.
Spazio anche per serie tv nipponiche nella retrospettiva Changing Channels. Al già visto a Venezia Penance di Kurosawa Kiyoshi, si è aggiunto Going Home, in undici episodi, esordio nelle serie di Koreeda Hirokazu. Incentrato come spesso il suo cinema, sulla famiglia, il regista di Distance, avvalendosi del suo prediletto Abe Hiroshi, racconta di un impiegato che, quando l'anziano padre si ammala, prosegue la sua caccia a una strana, leggendaria creatura detta kuna.
In Spectrum anche Comrade Kim Goes Flying di Anja Daelemans, Nicholas Bonner, Kim Gwang-hun, bizzarra coproduzione internazionale che vede coinvolti capitali, e registi, inglesi, belgi e nordcoreani per un film che si può definire a pieno titolo del regime di Pyongyang. Il sogno di una minatrice di diventare trapezista è visto nell'ottica della dottrina della Juche in un film dai colori pastello come i melodrammi socialisti sovietici di una volta. Ma il sogno, il volo, la sospensione dell'incredulità possono superare qualsiasi pregiudizio.
rotterdam 2013 kalayaanRappresentata degnamente, come ormai in tutti i festival, la cinematografia filippina. In Bright Future è passato Big Boy di Shireen Seno, girato in super 8, simulando il found footage, è la storia di una famiglia filippina di metà secolo scorso. Tutti gli altri film dall'arcipelago erano in Spectrum. Due opere del prolifico Adolfo B. Alix Jr., Kalayaan che racconta di un soldato di guardia in un'isola sperduta, interpretato dalla star tailandese Ananda Everingham, e Mater Dolorosa, una sorta di Padrino al femminile, una saga famigliar-gangsteristica, dai colori spenti, quasi in bianco e nero. Lukas the Strange di John Torres è un film sospeso tra il documentario e il fantastico, con l'uso di effetti speciali, raccontando di un ragazzo cui viene detto che il padre è un tikbalang, creatura metà uomo e metà cavallo. Misericordia: The Last Mystery of Kristo Vampiro è l'ultima opera dell'eccentrico Khavn De La Cruz, un film virato in rosso che strizza l'occhio ai mondo movie di Jacopetti, dove a fare da guida è un personaggio dal nome significativo Kristo Vampiro. Steel is the Earth di Mes De Guzman è la seconda tappa del regista della sua trilogia sulla terra, sulla materia grezza in questo caso l'acciaio. Nelle comunità rurali delle isole perdute, tutto deve essere autoprodotto: Carlito, il protagonista, si è costruito da solo pistola e motocicletta.
Da Singapore Disappearing Landscape di Vladimir Todorovic, opera di un artista serbo che vive e insegna nel piccolo paese asiatico, un film in tre parti, tre storie di migrazione, di sradicamento e alienazione, dove fondamentali sono i paesaggi, naturali e industriali. Una coppia sino-giapponese che vive a Singapore, un uomo che torna in Serbia dopo dieci anni negli Stati Uniti, una coppia da Cile e Colombia in Catalogna in cerca di una vita migliore.
rotterdam 2013 jiseulDue opere sudcoreane in Bright Fututure. Sleepless Night di Jang Kun-jae, anatomia sentimentale che scava nell'intimità di una coppia di giovani, sposati da due anni, all'affiorare dei primi disagi. Sunshine Boys di Kim Tae-gon, malinconica storia di una rimpatriata tra ex compagni di college, nelle baracche militari di una cittadina innevata dove uno di loro, entrato nell'esercito, vive. Film sulla perdita dell'innocenza, dei sogni di gioventù, sulla fine dell'adolescenza e l'ingresso nell'età adulta. Le altre opere della Corea del Sud sono passate in Spectrum, a partire dal bellissimo The Russian Novel, film struggente sul passato e sui ricordi elaborati attraverso la scrittura e la narrazione. Quando il cinema si occupa di letteratura, del romanzo comprendendo la degenerazione dello star system editoriale. Jiseul di O Muel racconta, con un rigoroso bianco e nero, una vicenda a lungo cancellata dai manuali di storia, la brutale e sanguinosa repressione, da parte dell'esercito, di una rivolta nell'isola di Jiseul, nel 1948. Sempre per Spectrum anche Pietà di Kim Ki-duk, trionfatore veneziano, e il film del festival, tra le pochissime concessioni al cinema di, relativa, cassetta, l'atteso Stoker, cui è stata affidata la chiusura. Il debutto di Park Chan-wook a Hollywood, con Nicole Kidman, dà modo al regista di sfogarsi nei suoi virtuosismi e formalismi in un'opera quanto mai hitchcokiana.
rotterdam 2013 poor folkPer Bright Future anche l'interessante Poor Folk coproduzione Taiwan/Myanmar. Traffici di droga, prostituzione, truffe sono all'ordine del giorno in quell'autentico far west che è la zona di confine tra Myanmar e la Tailandia. Opera seconda di Midi Z, birmano che ha fatto gli studi cinematografici a Taiwan. Anche la sua opera d'esordio, Return to Burma, pure passato a Rotterdam, trattava del suo paese d'origine. Taiwanese anche Happiness Building 1 di Chen Chieh-jen, in Spectrum. La nuova generazione di taiwanesi raccontata dalle storie degli occupanti di un grande edificio dismesso. Il film nasce da un sondaggio fatto tra i nati nel 1980, cui il regista ha chiesto di raccontare la propria vita. Ne è emerso un quadro di insicurezza per i radicali cambiamenti sociali successivi alle riforme liberiste del 1984.
Necessarie massicce dosi di Brioschi per smaltire l'indigestione di Rotterdam.



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