404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Festival Intimalente: Festival di Film Etnografici 2014

Intimalente: Festival di Film Etnografici 2014

Thursday, 13 November 2014 11:08 Armando Rotondi Festival - Report
Print

intimalente locandina 2014Intimalente - Festival di Film Etnografici, tenutosi l'8 e il 9 novembre 2014 presso l'Officina Teatro di San Leucio (Caserta), rappresenta una piccola realtà cinematografica, ma non per questo di poco interesse. Si tratta in effetti di una di quelle pregevoli manifestazioni che molte volte non trovano l'attenzione da parte delle istituzioni e dei governanti locali e regionali, per colpa dell'inerzia di questi, ma che paradossalmente e non sorprendentemente riscuotono successo e eco all'estero.

Così una kermesse come Intimalente si ritrova con un programma di pellicole, per lo più corto e mediometraggi, non solo italiane, ma provenienti da ogni angolo del globo, con una nutrita presenza di documentari dall'Estremo Oriente.
Nella prima giornata del festival, nella sezione della mattina, si è avuto modo di vedere il giapponese Sensing the Journey of the Dead (2012) di Ito Satoru del National Museum of Ethnology di Tokyo: un mediometraggio di grande fattura che cerca di analizzare la sensibilità della società Tai, nella prefettura di Dehong, provincia di Yunnan (Cina), durante i loro riti sciamanici, in particolare il Song Kho Khao, che richiama lo spirito di un defunto.
Nella sezione pomeridiana due pellicole dallo Sri Lanka: il corto Katada ayiti (2014) di Suranga Deshapiya Katungampala e del lungometraggio The Clan (Warigapojja, 2013) di T. Thennakoon. A questi si aggiunge il malese Weight of Salt (2014) di Margaret Bong, lungometraggio di quasi 75 minuti che descrive i cambiamenti in una piccola località del Borneo visto attraverso le vite di una famiglia indigena Kelabit la cui occupazione è la produzione di sale.
Da Timor Est, in coproduzione con la Spagna, Mermaids of Timor-Leste (Wawata Topu, 2013) di Davdi Palazon e Enrique Alonso, documentario su quattro generazioni di pescatrici (wawata topu nel dialetto Rasua) nel villaggio di Adara, a Timo Est. I registi seguono le protagoniste nella loro vita quotidiana, nella loro attività così come dipingendo un quadro dei problemi sociali che devono affrontare.
Il 9 novembre, seconda giornata del festival, è stato presentato il tibetano The Valley of the Heros (2013) di Khashem Gyal, storia dello straordinario sforzo di preservare la lingua tibetana nella contea di Hualong, un remota comunità Hui, musulmana quindi, presente in Amdo, Tibet.

 

sitemap
Share on facebook