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Transilvania International Film Festival 2015

Monday, 07 December 2015 00:00 Armando Rotondi Festival - Report
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Transivlania International Film Festival 2015Ritengo che qualche parola sulla 14a edizione del Transilvania International Film Festival di Cluj-Napoca, tenutosi tra fine maggio e inizio giugno 2015, sia ben spesa. In primo luogo perché, come ho avuto modo di scrivere anche in occasione dei report precedenti, lo considero uno dei festival internazionali con la migliore organizzazione (non a caso è riconosciuto dalla FIAPF) tra quelli che ho avuto modo di frequentare nel corso degli anni, ma anche per la sua programmazione di altissimo profilo, anche per quel che concerne la produzione asiatica.

Le pellicole del Far East si concentrano, nello specifico, in due sezioni, tra le tantissime in programma: Supernova e Shadows.
In Supernova abbiamo il sudcoreano A Hard Day (Kkeut-kka-ji-gan-da, 2014) di Kim Seong-hun, presentanto già a Cannes 2014. La pellicola mostra la faticosa giornata del detective Ko Geon-soo, difficile sotto tutti i punti di vista: la notifica di divorzio da parte della moglie, la morte della madre, l’investigazione che sta seguendo. Si tratta di un action-thriller intriso di suspense e humour, apprezzato dalla critica nella sua prima uscita festivaliera, e con una strana doppia vita in Corea: prima snobbato dal pubblico, poi molto popolare dopo un periodo di passaparola.
Nella stessa sezione il giapponese Chasuke’s Journey (Ten no Chasuke, 2015) di Sabu, già autore di Drive (2002) e di altre 13 pellicole. In programmazione annche a Berlino, Chasuke’s Journey è una commedia fantastica su amore e destino, tra il nostro mondo e il paradiso.
La sezione Shadows, come intuibile dal nome, racchiude invece pellicole internazionali più oscure, horror, schock, dure. E inquietante è The Revenge Channel (Hikiko Kourin, 2014) di Hisatake Kikkawa, anche opsite del festival insieme ad alcuni membri del cast. Il regista, al suo secondo lungometraggio, prosegue in un percorso già tracciato da Hikiko san no sangeki (2013) e realizza un horror forse non originale, ma disturbante, coinvolgente, che punta sul bullismo, la vendetta, il voyeurismo e l’utilizzo di internet e dei social network. Non originale, ma con una “cattiva” davvero malasana.
Sudcoreano è Haemoo (2014) di Shim Sung-bo, presentato già a numerosi festival (Toronto 2014, Vancouver 2014, Stockholm 2014, San Sebastian 2014, Mar del Plata 2014, Dubai 2014, Palm Springs 2014) e premiato per la regia al Fantasporto 2015. Adattato da un testo teatrale del 2007, e basato a sua volta su una storia vera del terribile caso di 25 immigrati clandestini Sino-coreani morti soffocati nel magazzino di un peschereccio, è un film che si muove tra l’incubo claustrofobico ed elementi tipici del blockbuster catastrofico, tecnicamente ben fatto (regia, fotografia, montaggio), ma nella sostanza riuscito a metà.
Interessante presenza asiatica anche in un’altra sezione, Words are Very Unnecessary, dove troviamo Ruined Heart! Another Love Story Between a Criminal and a Whore (Pusong Wazak: Isa na Namang Kwento ng Pag-Ibig sa Pagitan ng Puta at Kriminal, 2014), in co-produzione tra Filippine e Germania,  diretto da Khavn de la Cruz: una storia di amore e violenza nei meandri di Manila, tra un boss del crimine, che comanda con il pugno di ferro utilizzando la religione e la forza, e una prostituta, una storia classica, ma decostruita e filmata con grande forza in sole 24 ore in sei luoghi differenti dell’area urbana di Manila.
Dalla Cina viene invece Red Amnesia (Chuang Ru Zhe, 2014) di Wang Xiaoshuai, anch’esso presentato in molte kermesse di rilievo (Toronto 2014, Rio de Janeiro 2014, Pusan 2014, Tallin 2014, Singapore 2014) e in competizione a Venezia 2014, con la bella interpretazione di Lu Zhong, premiata come migliore attrice agli Asia Pacific Screen Awards 2014. Interpreta Deng, una vedova in pensione che spende le proprie giornate prendendosi cura dei suoi due figli, ormai cresciuti, e dell’anziana madre, nonostante i tentativi della famiglia di fermarla. Una routine quotidiana che viene interrotta da alcune telefonate anonime.

 

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