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Festival del film di Locarno 2010

Friday, 03 September 2010 00:00 Giampiero Raganelli Festival - Report
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Cinema orientale ai minimi termini

Li HongqiCambio di direzione artistica quest’anno a Locarno: le redini sono state prese dal francese Olivier Père, proveniente dalla Quinzaine des Réalisateurs. E’ stata un’edizione in cui la presenza del cinema del sud-est asiatico ha raggiunto i minimi storici, cosa abbastanza sorprendente se si considera la grande tradizione orientalista di questo festival, che ha avuto un grande impulso negli anni della direzione di Marco Muller, e che è stata sostanzialmente rispettata anche dai due direttori successivi, Irene Bignardi e Frédèric Maire. Solo l’anno scorso va ricordato il grande trionfo del cinema far east con la rassegna sugli anime e non solo. I motivi di questa debacle non sono certo attribuibili a uno scarso interesse del nuovo direttore, basta pensare al lavoro da lui svolto alla Quinzaine e al fatto di aver attribuito il Pardo d’onore alla carriera a Jia Zhang-ke e di aver fatto presiedere la giuria a Eric Khoo. La ridottissima rappresentanza orientale va dunque attribuita a particolari congiunture sfavorevoli. E’ stata un’annata decisamente scarsa per il cinema giapponese, abituale trionfatore in tutti i festival: i nuovi lavori di Wakamatsu e Yamada Yoji sono passati a Berlino, mentre Venezia si è garantita Miike. Anche al Far East Film Festival i film del sol levante non hanno brillato come gli altri anni. Rimarchevole anche la sostanziale assenza, salvo qualche cortometraggio, del cinema sudcoreano, quest’anno fagocitato da Cannes, mentre Venezia ne ha raccolto le briciole. Il risultato per Locarno è che le opere dell’estremo oriente si potevano contare su poco più delle dita di due mani, con un unico film giapponese presente tra tutte le sezioni. Decisamente un record negativo.
KaramayIl cinema cinese ne è uscito comunque a testa alta: due film in concorso, uno dei quali ha ottenuto il massimo riconoscimento, il Pardo d’oro, mentre l’altro ha suscitato grande interesse tanto da diventare uno dei casi del festival di quest’anno. Il vincitore è stato Han jia (Winter Vacation), terza incursione nella settima arte del poeta e romanziere Li Hongqi, che già approdò a Locarno nel 2005 con il suo film d’esordio Hao duo da mi (So Much Rise). Opera minimalista e dalla narrazione rarefatta, incentrata su quattro adolescenti al loro ultimo giorno di vacanze invernali, offre un ritratto, a tratti ironico, della vita della middle class cinese, dominata dal vuoto e dall’alienazione, nello sfondo di una desolata anonima cittadina nel nord del paese. Un altro sperduto centro abitato è teatro dell’altro film cinese in concorso, Karamay , terza opera di Xu Xin, documentarista dedito a raccontare le minoranze etniche in Cina. Si tratta di un documentario fiume, di oltre sei ore, che racconta dello spaventoso incendio divampato, nel 1994, in un edificio di Karamay, villaggio petrolifero nel deserto. Un incidente che ha provocato 323 vittime, perlopiù bambini impegnati in saggi di danza, mentre le autorità locali presenti vennero messe in salvo. Una storia scomoda, ben presto messa a tacere dal regime. Il film inizia con una lunga inquadratura della città all’alba, cui seguono le riprese, in bianco e nero e con macchina a mano, delle foto dei bambini sulle lapidi del cimitero, con la m.d.p. visibile nel riflesso. Immagini dunque estremamente sporche. Il film proseguirà in bianco e nero con lunghe interviste ai famigliari delle vittime, con interludi a colori dei paesaggi desolati che fanno da sfondo alla storia. La lunghezza rappresenta la cifra stilistica del film che arriva a esibire l’assenza di montaggio. Nelle interviste infatti non vengono risparmiate le pause o gli imbarazzi degli intervistati, ma anche i momenti in cui questi si interrompono per andare a rispondere al telefono. Xu Xin sembra aver assimilato la lezione di Wang Bing.
The Fourth PortraitNel concorso parallelo Cineasti del presente si è visto l’unico film giapponese Niju Isseiki (Intolerance Now) dell’esordiente Yamauchi Takahiro, una storia di fantasmi che affonda le sue radici nella tradizione del racconto di kaidan, girata secondo uno stile moderno e sperimentale. Nella stessa sezione anche il taiwanese The Fourth Portrait , opera di Chung Mong-hong che si era fatto conoscere a Cannes nel 2008. Romanzo di formazione di un bambino orfano di padre, che trova nel disegno il conforto alle sue peripezie. Un lavoro interessante, venato di amarezza, nel solco del cinema di Hou Hsiao-hsien ed Edward Yang.
Degno di nota il cortometraggio Tales , inserito nel programma Pardi di domani: Corti d’autore. Si tratta di una coproduzione franco-filippina che vede Raya Martin affiancato dai francesi Saskia Gruyaert e Antoine Thirion: un breve racconto senza dialoghi incentrato sulla rielaborazione del lutto, sul senso panico di una natura dominata dagli elementi impetuosi e dagli spiriti.
Jia Zhang-ke, come si è detto, è stato insignito del Pardo d’onore Swisscom. Il regista di Platform è stato protagonista di una bella tavola rotonda con il pubblico. Ha raccontato dei suoi esordi cinematografici, naturale proseguimento delle sue attività di scrittore e pittore; ha parlato dei suoi legami con la provincia dello Shanxi, del suo interesse verso il suo mondo rurale, per i suoi paesaggi umani e verso i modi in cui la gente reagisce ai repentini cambiamenti sociali che scuotono la Cina; si è confermato come un sismografo della contemporaneità e, al tempo stesso, come un’archivista della memoria; ha elencato i suoi modelli cinematografici: Edward Yang, Oshima, De Sica, Ang Lee e Fei Mu. Da ricordare infine anche la proiezione di My Magic di Eric Khoo, nell’ambito del programma speciale dei film delle giurie.
La nuova linea tracciata da Olivier Père per il festival ticinese conferma le attese derivanti dal background del nuovo direttore, fortemente legato all’intellighenzia critica parigina, che ha realizzato una sorta di Quinzaine in grande. Una linea che, nonostante le vacche magre del cinema orientale, non può che promettere bene per il futuro.

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