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Taiwan Cinefest 2010

Monday, 26 April 2010 00:00 Armando Rotondi Festival - Report
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Il Taiwan Cinefest si presenta come un piccolo evento di grande interesse nel panorama britannico, ovvero come l’unica manifestazione indipendente interamente devota alla cinematografia di Taiwan. Svoltasi tra Londra, ai Riverside Studios (17-21 marzo), e Glasgow, presso il GFT (23-31 marzo), la kermesse, alla sua seconda edizione, porta al grande pubblico inglese e scozzese il meglio e le più premiate produzioni taiwanesei degli ultimi anni. Cinque sono stati i pezzi forti.
Sumimasen LoveSi parte con Sorry, I Love You (Sumimasen Love , 2009) con Chie Tanaka e Wu Huai-chung per la regia di Lin Yu-hsien, presente a Londra per un incontro con gli spettatori. Il regista firma una commedia romantica, fatta di situazioni e predestinazioni, che mette in scena una giovane giappponese, che si reca a Taiwan per studiare il cinese e viene reclutata come protagonista in un film, e un ragazzo che vorrebbe diventare cineasta, ma che trova solo un lavoro part-time come proiezionista. E proprio questi che crede in un incontro voluto dal fato con la bella giapponese, scappata da Taipei, dal suo lavoro di attrice, a Kaoshing, nel sud, ed è lui che deve conivecerla a credere che il loro è un incontro predestinato.
Yang Yang (2009) di Cheng Yu-chieh è anche il nome della protagonista del secondo film in programma. Yang Yang è la storia di una giovane ragazza euroasiatica, figlia di un francese che non ha mai conosciuto, e per tali ragioni ella si considera una outsider a Taiwan, una persona, che per quanto bella e piena di esotismo, viene considerata diversa. Il film si sviluppa così come un viaggio alla ricerca della propria identità e di un realtà cui appartenere, facendosi inesorabilmente una pellicola sulla ricerca di amore.
A Place of Ones OwnStoria corale e piena di umorismo nero è, invece, A Place of One’s Own (2009) di Lou Yi-an con Mo Tzu-yi, Jack Kao, Lu Yi-jing, Lu Jia-Xin. Si ha in primo luogo una vecchia gloria della musica, Mozi, finito nel dimenticatoio, e la sua compagna, stella in ascesa; quindi un artista di origami monumentali, costretto a lavorare per la mafia, e la sua famiglia, moglie, che casualmente si trova a fare una rapina senza essere scoperta, e figlio, non troppo sveglio, che cerca di sbarcare il lunario per pagare al padre un’operazione. Immerso in un’affascinante Taipei, il film si compone di tante storie parallele, i cui binari non sembrano doversi intrecciare (anzi per un attimo sembra, allo spettatore, che Mozi sia sparito dalla vicenda), ma che si congiungono in un finale inaspettato e di grande impatto.
How Are You DadKuo Chen-ti firma una commedia divertente con Step Step (2009), interpretata da Tsai Shu-zhan e Chang Hsiao-chuan. Si tratta di una pellicola che muove le sue mosse da una cittadina taiwanese, per la precisione dalla casa per anziani dove lavora Xiao Liu come infermiere, e si sviluppa attraverso il ballo più sensuale del mondo, il tango, che fa breccia negli aziani ospiti della struttura dopo l’arrivo, in città, della splendida e riservata insegnante Ru Ping. Episodico è How Are You Dad? (2009) di Chang Tso-chi che divide il suo lavoro in dieci frammenti per raccontare il rapporto tra padre e figli, tra padri che vogliono catturare le attenzioni dei loro figli, ma anche fare di più per loro, riponendo in essi gioie e speranze. Una pellicola affascinante, quasi un messaggio d’amore.

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