404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Festival Festival del film di Locarno 2009 - Open Doors

Festival del film di Locarno 2009 - Open Doors

Thursday, 01 October 2009 00:00 Giampiero Raganelli Festival - Report
Print
Article Index
Festival del film di Locarno 2009
Concorso internazionale
Open Doors
All Pages


Open Doors Screenings è una sezione del Festival di Locarno dedicata a cinematografie del Sud e dell'Est, con particolare attenzione alle produzioni indipendenti. Molti registi che partecipano a questa panoramica, parlano dei loro progetti in corso d'opera nella sottosezione Open Doors Factory Projects. Quest'anno era dedicata alla Cina e al mondo cinese, comprendente quindi anche Taiwan e Hong Kong.
Cry WomanLa tendenza più diffusa tra i cineasti della Cina continentale, è l'osservazione di una società in trasformazione. Walking on the Wild Side di Han Jie, racconta la storia, vera, di tre studenti liceali che inseguono il sogno della ricchezza nella Cina post-marxista. Le loro ambizioni si scontreranno ben presto con la cruda realtà. Cry Woman, secondo lo stile tipico del regista Liu Bingjian, al suo terzo film, si basa sullo humor nero per trattare scottanti temi d'attualità. Racconta infatti di una donna che fa la prefica professionista ai funerali. Grain in Ear, opera di un autore di origini coreane, Zhang Lu, ha per oggetto il mondo, fatto di stenti, degli immigrati clandestini coreani. The Sun Also Rises, di Jiang Wen, è un film in quattro episodi che raccontano quattro storie in diversi luoghi e in diversi momenti della storia cinese recente. Il più bello è il quarto, ambientato durante una cerimonia di matrimonio tra gli Uiguri, nel deserto di Gobi. Summer Palace, di Lou Ye, racconta il periodo di instabilità politica della Cina di fine anni '80, attraverso la storia d'amore di due studenti che partecipano alle contestazioni che sfoceranno nella piazza Tian'anmen. In Love We Trust è un dramma di vita coniugale, opera del regista di Le biciclette di Pechino Wang Xiaoshuai. Racconta la storia di una coppia la cui unica possibilità di salvare il figlio affetto da una malattia genetica, è quella di mettere al mondo un altro bambino.
FengmingMolti anche i documentari della Cina mainlander, a cominciare da Fengming, a Chinese Memory di Wang Bing, l'autore della monumentale trilogia West of the Tracks. Viene ripercorsa la storia della Cina dal 1949, attraverso i ricordi di un'anziana donna che fa emergere i fantasmi del passato. In un paese in rapido sviluppo, in cui aumenta il divario tra classi sociali, Yu Guangyi, in Timber Gang, racconta la vita dei taglialegna della provincia dell'Heilongjiang, sulle montagne della Manciuria, dove il regista è nato. Si tratta di un mestiere secolare ormai in via d'estinzione. Un piccolo mondo antico è raccontato anche in Oxhide II, che si occupa di una famiglia che gestisce una conceria sull'orlo del fallimento, per non volere utilizzare metodi di produzione moderni. La documentarista Liu Jiayin è più interessata al carattere dei personaggi e al loro modo di reagire all'avversa fortuna. In Petition - The Court of the Complainants, il regista Liang Zhao ha seguito per dieci anni le vicende dei querelanti, i diseredati che arrivano a Pechino, da tutta la Cina, per esporre le proprie rivendicazioni, trovandosi di fronte a un muro di indifferenza.
God Man Dog è un film taiwanese della regista Chen Singing, dove le vite di tre personaggi, uno dei quali è un venditore di statuette buddiste, si incrociano a seguito di un incidente provocato da un cane randagio. Si tratta di una riflessione sulla crisi dei valori religiosi, ormai assoggettati a merce in una mera ottica consumista.
Facendo un bilancio quantitativo della passata edizione di Locarno, si può rilevare che, di oltre 300 opere presentate, i film dell'estremo oriente hanno costituito circa il 40%, il che costituisce un record per un festival generalista, e di tradizione cosmopolita, come questo. Naturalmente il peso più grosso è stato rappresentato dal Giappone che, causa la rassegna, ha presentato ben 96 film. Si congeda così il direttore Frédéric Maire. Arigato Frédéric-san!



sitemap
Share on facebook