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ArteCinema 2011

Sunday, 23 October 2011 12:48 Armando Rotondi Festival - Report
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artecinema_ingressoArteCinema è un festival del cinema davvero particolare, se non unico, dedicato a corto o mediometraggi documentari dedicati ad artisti contemporanei. Proprio questa sua peculiarità ne ha decretato il successo, facendolo giungere alla 16° edizione, che si è svolta, come ogni anno, nella prestigiosa sede del Teatro Augusteo di Napoli, uno spazio con più di 1.400 posti, dal 13 al 16 ottobre. Molti e di grande prestigio sono stati gli artisti, tra pittori, fotografi, architetti e altro, protagonisti dei documentari in rassegna - si va da Banski a Sol Lewitt, da Rebecca Horn a Zaha Hadid, per arrivare a Basquiat, Oliviero Toscani e Anich Kapoor. Tra queste “mini-sezioni” monografiche, due sono state dedicate ad artisti dell’estremo oriente.

artecinema_peiLa prima riguarda il cinese-giapponese Pei Ieoh Ming. Nato a Canton nel 1917, è considerato l'ultimo esponente del modernismo, nonché l’erede vivente di architetti come Le Corbusier, Gropius e Mies van der Rohe. Al crepuscolo della sua carriera, ormai ultra ottantenne e dopo opere come la Piramide del Louvre, Pei viene chiamato in Cina, suo paese natale, con l’incarico di costruire un museo moderno nel quartiere più antico della città di Suzhou, caratterizzato da costruzioni classiche delle dinastie Ming e Qing. Tre sono state le pellicole dedicate al grande architetto cinese nel corso della kermesse. La prima è The Museum on the Mountain (1998) di Peter Rosen, mediomtreggio di 52 minuti dove il regista segue il lavoro di Pei nella progettazione e nella lunga realizzazione del Museo Miho di Kyoto, situato tra i boschi delle montagne Shiga. Segue Learning from Light: The Vision of I.M. Pei (2011), realizzato da Bo Landin e Sterling Van Wagenen: il film, di 60 minuti, mostra uno degli ultimi lavori dell'architetto, inaugurato nel 2008 - il museo di Arte islamica in Qatar, considerato un capolavoro di architettura e definito il “Louvre del Medio Oriente”. Terzo documentario è I.M. Pei: Building China Modern (2011) di Anna Makepeace, dove l’autrice segue Pei ritornato in Cina e incaricato, come detto, di integrare antico e moderno nella città di Suzhou.
artecinema_namCoreano è, invece, Nam June Paik, cui sono stati dedicati altri tre film. Nato a Seul nel 1932 e morto a Miami nel 2006, è stato il pioniere della videoarte e uno degli artisti più influenti del ventesimo secolo. Paik intuì la popolarità della televisione, quando essa era ancora un medium agli esordi e senza la popolarità odierna. Smontando e rimontando a modo suo televisori e vari oggetti, mescolando cultura orientale e cultura occidentale, inventò un linguaggio visivo nuovo e ironico. In Nam June Paik – Open Your Eyes (2010), documentario tedesco della regista e storica dell’arte Maria Anna Tappeiner, abbiamo una rassegna di sue opere con filmati di repertorio, interviste a collaboratori, familiari e personaggi suoi contemporanei. Un altro ottimo ritratto dell’artista coreano, con altre immagini di repertorio, ci è offerta dal francese Play It Again Nam - Un portrait de Nam June Paik (1990) di Jean-Paul Fargier. Più generico, invece, L’art video (2002) di Aude de Laforcade. Il documentario mostra l’evoluzione della video arte, grazie a testimonianze di critici e video di archivio di alcuni lavori dei principali artisti del “genere”: Gary Hill, Bill Viola, Wolf Vostell, Ange Leccia, Studio Azzurro, Pierrick Sorin e, primo fra tutti, Nam June Paik.
Con questa sua 16° edizione, ArteCinema si dimostra un festival di grande fascino, un festival all’avanguardia, termine appropriato visto che si occupa di arte contemporanea, che può interessare davvero una platea ampia di appassionati e studiosi di cinema, documentario o arte contemporanea.

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