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Scotland Loves Anime 2011

Saturday, 29 October 2011 18:56 Armando Rotondi Festival - Report
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scotland2011_tekken_blood_vengeanceAlla sua seconda edizione, Scotland Loves Anime si conferma una bella realtà in continua espansione. Una manifestazione completamente dedicata al mondo dell’animazione giapponese, unico caso in Gran Bretagna. Ospitata per due weekend consecutivi presso il Glasgow Film Theatre (7-9 ottobre) e l’Edinburgh Filmhouse (14-16 ottobre), è stata ricca di proiezioni così come anche di incontri con autori e produttori.

La kermesse si inaugura con l’ultima fatica dello Studio Ghibli, il poetico Arrietty (2010) per la regia di Yonebashi Hiromasa dal romanzo per l’infanzia di Mary Norton: un lavoro nel migliore solco delle precedenti produzioni di Miyazaki e del suo studio che fa davvero ben pensare al futuro dopo la pensione del grande regista e del collega Takahata Isao.
Adrenalinico è Tekken: Blood Vengeance (2011) di Mori Youchi e basato sulla serie di videogiochi Namco: una pellicola, tutto sommato, divertente, ben fatta nella sua animazione 3D, con ottimi nomi tecnici, quali lo Higuchi Shinji di Evangelion per lo storyboard e Sakimoto Hitoshi alle musiche, anche se ci sono evidenti buchi di sceneggiatura.
scotland2011_mardock_scrambleVisivamente intrigante è Mardock Scramble di Kudo Susumu, presentato nelle sue due parti: The First Compression (2010) e The Second Combustion (2011). Ispirata a una serie di romanzi di Ubukata Tow, adattata anche in manga, la storia gira intorno a Rune Ballot, giovane prostituta che, lasciata morire da Shell Septinous, viene trasformata in un cyborg.
L’ova Hotarubi no Mori e (2011) di Omori Takahiro, dal manga di Midorikawa Yuki, presentato insieme ai primi due episodi di Baccano!, è invece una storia poetica e delicata: l’amore tra una ragazza e uno spirito dei boschi, che non può essere toccato da nessun essere umano. Un mediometraggio che colpisce sia dal punto di vista visivo che narrativo, ottimamente realizzato e che riesce a strappare ben più di una lacrima.
Di grande intensità è anche Colorful (2010) di Hara Keiichi. Il regista, che già si era fatto notare con Summer Days with Coo/Un'estate con Coo (2007), regala un film complesso e spiazzante, in cui è presente una buona dose di umorismo che si innesta in un background davvero difficile. Basato sul romanzo di Mori Eto, Colorful è la storia di un’anima peccatrice, che non ricorda nulla del proprio passato, ma a cui viene, tuttavia, data un’altra possibilità. Gli viene permesso di vivere nuovamente nel corpo di uno studente, Makoto, morto suicida. Per scoprire se stesso e la propria identità, deve comprendere anche quali sono le cause che hanno portato all’infelicità di Makoto e al suo estremo gesto. Un film davvero introspettivo e ragionato.
scotland2011_letter_to_momoA Letter to Momo (2011), firmato dallo stesso Okiura Hiroyuki di Jin-Roh (1999), è una favola che muove anch’essa da drammatiche premesse: la morte improvvisa di un padre e il trasferimento della tredicenne Momo nella remota isola di Shio, nel mare interno, a seguito della madre. Momo si sente colpevole con il padre, per non avergli chiesto scusa per un diverbio, e custodisce gelosamente una lettera non finita del genitore in cui vi è scritto solo “Cara Momo”. Nell’isola di Shio, dopo l’arrivo di Momo, iniziano ad accadere strani eventi e tre strampalate presenze soprannaturali fanno la loro comparsa. Una favola delicata, che cattura grazie a un’ambientazione di grande effetto e scene, come quella della disperata corsa in ciclomotore durante un tifone, davvero ben realizzate.
Solo a Glasgow due classici recenti dell’animazione giapponese come Interstella 5555 (2003) di Takenouchi Kazuhisa, con la coinvolgente colonna sonora dei Daft Punk, e Escflowne: The Movie (2001) di Akane Kazuki. La manifestazione di Edimburgo, invece, si è caratterizzata per la massiccia presenza di ova, ben quattro oltre alle pellicole sopra citate. Si parte dal fantascientifico a base di mecha Armored Troop Votoms: Pailsen Files (2007-2008) di Takahashi Ryosuke, di cui sono stati mostrati alcuni episodi, ulteriore tassello del famoso franchise che va avanti sin dagli anni ’80. Commedia romantica e fantascientifica è Coicent (2011) di Morita Shuhei, che trasporta la classica gita scolastica, con amori che sbocciano, in una Nara del 2710. Towa no Quon (2011) di Iida Umanosuke narra invece di Quon, un ragazzo che, improvvisamente, scopre di avere dei poteri sovrannaturali, e di altri ragazzi speciali come lui. Five Numbers! (2011) di Ando Hiroaki, infine, è un ova fantascientifico di ambientazione carceraria con cinque personaggi, più un gatto, lasciati liberi di girare nella prigione dove sono rinchiusi e le cui vite sembrano misteriosamente collegate.
Al già ricco programma, si aggiungono alcuni interessanti incontri. Nel fine settimana glaswegiano protagoniste sono state Sato Yumi, produttrice dello studio Brain’s Base, e Yokoyama Shuko, responsabile dell’Aniplex, prima della proiezione di Hotarubi no Mori e. Edimburgo ha invece ospitato Takahashi Ryosuke, regista di Armored Troop Votoms: Pailsen Files, e Oiji Shunsuke, sia planning developer dell’anime di Takahashi che produttore associato di Colorful. Davvero niente male per una manifestazione al suo secondo anno di vita.

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