404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Festival SPECIALE Far East Film 2008 - Film: Giappone

SPECIALE Far East Film 2008 - Film: Giappone

Monday, 02 June 2008 00:00 a cura di Stefano Locati Festival - Report
Print
Article Index
SPECIALE Far East Film 2008
Film: Cina
Film: Corea del Sud
Film: Filippine
Film: Giappone
Film: Indonesia, Malesia
Film: Singapore, Taiwan, Vietnam
Film: Thailandia
Retrospettiva Shin Sang-ok
Diari dal festival
Preferenze
Tutti i voti
All Pages

di Stefano Locati, Giampiero Raganelli, Emanuele Sacchi

ADRIFT IN TOKYO di Miki Satoshi
Adrift in TokyoTra Kaurismaki e il surreale nipponico, con Adrift in Tokyo Satoshi firma il suo capolavoro. Odagiri Joe mai così in palla per una storia che trae il meglio dal cinema d'autore europeo, ma che non potrebbe essere girato in nessun altro posto che nel Sol Levante. Il ritorno all'infanzia, la disperata ricerca del senso della vita, la voglia di staccare con tutto anche autodistruggendosi. Temi abusati che Satoshi riesce a sfiorare con levità, lontano anni luce da ogni forma di banalità. (e.s.)

ALWAYS - SUNSET ON THIRD STREET - 2 di Yamazaki Takashi
Always 2Secondo appuntamento, in odore di tris, con la cartolina della Tokyo post bellica messa in scena da Yamazaki Takashi. Il dispendio di mezzi e computer grafica nella ricostruzione d'epoca è evidente: abiti, case, strade e sapori sono quelli vibranti, poveri ma buoni di fine anni Cinquanta. La storia segue i protagonisti del primo episodio, con i due nuclei familiari allargati di un costruttore d'auto e di uno scrittore spiantato messi in parallelo. Unico imprevisto, una breve comparsata di Godzilla a distruggere la città; per il resto il film affoga nella urticante melassa buonista della nostalgia a tutti i costi. Toccante, ma ultraretorico. (s.l.)

CROWS - EPISODE 0 di Miike Takashi
Crows ZeroPer più di un'ora si rivede il miglior Miike, quello che ci mancava terribilmente. Eccessivo, debordante, scatologico, estremo, immune a ogni edulcorata analisi salottiera. Poi, sulla strada per il tetto del Suzuran, passa un po' alla cassa e alza l'otturatore a palla, ma Crows rimane un limpido segno di vitalità, oltre che la svolta in senso commerciale e di apertura al mezzo tv (sarà il suo Twin Peaks?). (e.s.)

DEATHFIX di Miki Satoshi
DeathfixUn giornalista è alla ricerca del deathfix, una droga in grado di provocare la morte temporanea. Miki spinge l'acceleratore verso l'ultrademenzialità, e la scatologia, arrivando a perdere il controllo, che invece manteneva negli altri film. L'obiettivo è realizzare un trip di comicità nonsense, ma il risultato è un'opera sfilacciata, un delirio sgangherato. Ma alcune gag sono memorabili come quando il regista gioca ancora, dopo In the Pool, con le pecette, ironizzando sulla censura giapponese. (g.r.)

FINE, TOTALLY FINE di Fujita Yosuke
Fine Totally FineIl titolo già dispone nel migliore dei modi e infatti Fine, Totally Fine è uno dei vertici dell'edizione X del Feff. Come per Adrift in Tokyo, un bozzetto minimalista che lascia trapelare i disagi di una società di ragazzi "interrotti", mettendoli al servizio di una comicità agrodolce ma a tratti irresistibile. Davvero impagabili gli spaventi messi in scena dal libraio-giardiniere-horrorofilo Teruo. (e.s.)

FUNUKE - SHOW SOME LOVE YOU LOSER! di Yoshida Daihachi
FunukeSulla scia di Kamikaze Girls e dei sempre più frequenti film giapponesi tratti da (o girati alla maniera di) un manga, Funuke è la storia di due sorelle dal temperamento e dall'aspetto opposti che duellano tra loro senza esclusione di colpi, ai danni dei parenti e di chiunque si frapponga nella loro eterna diatriba. Molto meno superficiale di quanto potrebbe sembrare, Funuke si colloca tra i migliori ritratti di famiglie disfunzionali nel cinema giapponese e non solo. (e.s.)

GACHI BOY di Koizumi Norihiro
Gachi BoyUn po' Memento un po' The Foul King, la storia del ragazzo smemorato che può trovare se stesso solo nel wrestling di strada tocca tutti i tasti giusti per far ridere e commuovere un po' a comando, ma non si può negare la godibilità di una storia ricca di sequenze che sono già storia del Feff. E non solo perché si è portato a casa un meritato Audience Award. (e.s.)

THE GLORIOUS TEAM BATISTA di Nakamura Yoshihiro
Glorious Team BatistaUna detective story di impianto classico, in cui il whodonit riguarda un'equipe cardiochirurgia. L'originale ambientazione, un po' di ironia e una trafila di scene gore a cuore aperto sono i punti di forza del film, Nakamura assolve al compitino di confezionare un film di genere senza infamia né lode. Seppur ispirato a episodi realmente accaduti in Giappone, il film evita qualsiasi pretesa di satira del sistema sanitario e, dopo The Kingdom, sarebbe difficile dire qualcosa di nuovo in merito. (g.r.)

IN THE POOL di Miki Satoshi
In the PoolAttraverso episodi dapprima paralleli e poi via via intersecati, Satoshi gioca di iperboli per esaltare il disagio di uomini e donne "fuoriposto" nel capitalismo avanzato nipponico. Con generosi dosi di naiveté si passa dalle gesta di Erecto Man a quelle della ragazza che si dimentica sempre qualcosa, passando per il colletto bianco anfibio, senza mai prendersi - vivaddio - neanche lontanamente sul serio. (e.s.)

KAIDAN di Nakata Hideo
KaidanIl regista di Ring si confronta con la tradizione dei kaidan, le storie di fantasmi del folklore giapponese, tipiche del teatro kabuki. Non un remake dell'omonimo film di Kobayashi, piuttosto una summa citazionista, che comprende anche Mizoguchi. Del grande autore viene riproposta la scena inquietante, di Ugetsu monogatari, della barca che naviga sulle acque brumose del lago Biwa. Un'opera classicista in cui stona il pur limitato ricorso agli effetti speciali, inutili in un horror d'atmosfera. (g.r.)

L CHANGE THE WORLD di Nakata Hideo
L Change the WorldSpin off del famoso brand Death Note, ispirato al popolare manga di Obata Takeshi. I due capostipiti, Death Note e Death Note: The Last Name, sono tra i più grandi incassi in Giappone nel 2006, mix spropositato di azione, horror, videogioco, spleen esistenziale adolescenziale e pose da idol. In questa terza incursione, diretta da Nakata Hideo in sostituzione di Kaneko Shusuke, si seguono le gesta di L, geniale detective sui generis dalla caratteristica gobba e dai modi autistici, in lotta contro un'organizzazione ambientalista impazzita. Dialoghi macilenti, ritmo anestetizzato e una macchinosità insopportabile rendono il tutto alquanto indigesto come e più dei primi due capitoli. (s.l.)

LOVE MASTER di Komino Masashi
Love MasterUn gigolò nel modo delle geishe, tra kimono e shamisen. Per elevarsi dalla sciatteria media dei pink, i registi ambiziosi devono inventarsi qualcosa per farsi notare, e invitare ai festival. Komino propone un'inedita prospettiva femminile, con un protagonista chiamato alla sacra missione di soddisfare le donne che incontra, e lo ambienta a Kagurazaka, caratteristico quartiere di Tokyo. Bella e mai stucchevole l'immagine del Giappone tradizionale, unico pregio del film. (g.r.)

PEEPING TOM di Fukagawa Yoshihiro
Peeping TomUno scrittore trae spunto, per i suoi romanzi erotici, dallo spiare i vicini. Un titolo ambizioso, che rievoca il capolavoro di Michael Powell, per raccontare una storia di voyeurismo. Un buon esempio della rinata vitalità, al cinema, dell'ero-guro, il genere letterario di Edogawa Rampo. Come altri film dello stesso filone, vedi Strange Circus, viene ripreso l'espediente metalinguistico, caro allo scrittore, di includere tra i personaggi un autore che scrive storie, narrazioni nella narrazione. (g.r.)

THE TENDER THROBBLING TWILIGHT di Imaoka Shinji
The Tender Throbbling TwilightBizzarro pinku eiga over sessanta dallo stesso regista del già allucinato Uncle's Paradise (2006). Due simpatici vecchietti, in gioventù compagni di scuola, si rincontrano a anni di distanza a una rimpatriata. I fuochi della passione sono ormai un ricordo di cui parlare con gli amici di bevute, ma tra i due nasce un'attrazione nostalgica che sfocia nel sesso. Imaoka Shinji costruisce una commedia ironica e disincantata, con guizzi surreali (i flashback liceali con gli attori anziani nei panni di loro stessi da giovani) diluiti in un impianto realista. Il contorno è svalvolato, ma il cuore del film è la riscoperta dell'eros oltre la barriera della vecchiaia, in sincerità e senza moralismi. (s.l.)

YOUR FRIENDS di Hiroki Ryuichi
Your FriendsL'amicizia di due ragazze, accomunate da handicap fisici, una zoppa, l'altra con una disfunzione renale. Un film intimista attraversato dal sottotesto metaforico delle nuvole. Evocate dalle due protagoniste, alla ricerca di quella perfetta, disegnate e fotografate (le foto sono dello stesso regista), fino alla bellissima scena finale della ragazza vista dall'alto, la soggettiva di una nuvola. Come nella concezione orientale, le nubi sempre cangiati, rappresentano la transitorietà dell'esistenza. (g.r.)

 



sitemap
Share on facebook