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SPECIALE Far East Film 2008 - Film: Thailandia

Monday, 02 June 2008 00:00 a cura di Stefano Locati Festival - Report
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SPECIALE Far East Film 2008
Film: Cina
Film: Corea del Sud
Film: Filippine
Film: Giappone
Film: Indonesia, Malesia
Film: Singapore, Taiwan, Vietnam
Film: Thailandia
Retrospettiva Shin Sang-ok
Diari dal festival
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di Stefano Locati, Giampiero Raganelli

BODY di Paween Purijitpanya
BodyUn uomo è ossessionato dall'incubo ricorrente di una donna che viene smembrata. Solo un sogno? Uno slasher in salsa thai, ispirato a un episodio di cronaca realmente accaduto, che ebbe protagonista un ginecologo che fece a pezzi la moglie. Tecnicamente di buona fattura, con gran dispiego di effetti CGI, la storia è però infarcita di cliché triti e ritriti, il ritmo della narrazione è lentissimo. Una bella sforbiciatina avrebbe giovato. Rimangono solo gli effettacci gore, su cui il film si regge. (g.r.)

HANDLE ME WITH CARE di Kongdej Jaturanrasmee
Handle Me With CareUn insolita commedia on the road rurale con protagonisti due sconosciuti che vivono ai margini della società. Kwan è un giovane nato con tre braccia. Na è una giovane sperduta e senza soldi. Entrambi, senza conoscersi, sono in viaggio alla volta di Bangkok. Kwan salva Na da un tentativo di stupro e da allora i due si muovono insieme, in un percorso metaforico sempre più irto di ostacoli. Saggio sulla solitudine e l'emarginazione dei diversi raccontato con tono confidenziale, tanta musica folk e un pauperismo empatico d'altri tempi. Qualche lungaggine e una seconda parte meno convincente offuscano la resa, ma a fine visione permane una sensazione piacevole. (s.l.)

LOVE OF SIAM di Chookiat Sakweerakul
Love of Siam Le vicissitudini di due ragazzi e la loro storia d'amore, ostacolata in un difficile contesto famigliare. Garbato e affettuoso ritratto degli adolescenti tailandesi, che sono soliti ritrovarsi nella piazza Siam di Bangkok. Tutt'altro che un film furbo: lo sguardo del regista è sempre delicatissimo e il tema dell'omosessualità è trattato con grande naturalezza e spontaneità. In patria è un cult, così come molte canzoni della colonna sonora, ed è già uscito un director's cut di quasi tre ore. (g.r.)

ME... MYSELF di Pongpat Wachirabunjong
Me MyselfVeicolo per la neo star Ananda Everingham, il protagonista del fortunato horror Shutter, con una storia poco verosimile su un travestito che perde la memoria e inizia una delicata storia eterosessuale con la ragazza che lo ha inavvertitamente investito. Lui, Tan, è sensibile e aggraziato. Lei, Oom, con un figlio a carico e una vita lavorativa incasinata, non può fare a meno di infatuarsene. Coscientemente spinto verso il mélo straziante, il film di Pongpat Wachirabunjong è piacevole e intenso, a patto di non porsi troppe domande sull'ingenuità e l'ambiguità con cui sono messe in scena le scelte e le pulsioni sessuali. (s.l.)

MUAY THAI CHAIYA di Kongkiat Komesiri
Muay Thai ChaiyaClassica storia di riscatto sportivo, ambientata nel torbido mondo del thai boxing. Le belle scene di lotta, dal montaggio frenetico e con l'uso di ralenti e split-screen, basterebbero a farne un buon prodotto di genere. Il regista si permette qualche vezzo artistico, forse per esibire l'apprendistato con Apichatpong Weerasethakul e Wisit Sasanatieng. Un incipit in bianco e nero seppia e paesaggi di mare dai colori saturi: facili estetismi che non bastano a elevare il film dalla mediocrità. (g.r.)

THE SCREEN AT KAMCHANOD di Songsak Mongkolthong
The Screen at KamchanodHorror sovrannaturale con i soliti fantasmi di contorno, ispirato a un dubbio fatto di cronaca avvenuto nel 1991: dei proiezionisti itineranti hanno proiettato un film nella provincia di Kamchanod, riportando che si presentarono degli spettatori solo dopo la mezzanotte, rigorosamente divisi per sesso, donne vestite di bianco da una parte e uomini vestiti di nero dall'altra. Una equipe guidata dal dottor Yuth cerca di fare luce sulla leggenda, ma dopo aver visionato la bobina originale prendono il via misteriose apparizioni. Tensione di routine e ritmo poco agguerrito. (s.l.)

SICK NURSES di Thospol Sirivivat e Piraphan Laoyont
Sick NursesIn un ospedale, dove le infermiere sono inspiegabilmente tutte sexy, si pratica il commercio clandestino di cadaveri. Ma il fantasma di uno di questi non è molto d'accordo. Un thai-horror strutturato come un porno, dove i corpi femminili vengono prima esibiti, con vestiti attillati, e poi smembrati, seviziati o dissezionati, anziché impiegati sessualmente. Una sfilza di truculenze, efferate quanto fantasiose, realizzate con ingegnosi trucchi artigianali. Un giochino che diviene presto monotono. (g.r.)

 

 



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