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Howling (2012)

howling_0Partendo dal romanzo della scrittrice di mystery giapponese Asa Nonami (The Hunter, originariamente pubblicato nel 1996), Yoo Ha torna alle atmosfere plumbee di A Dirty Carnival (2004), mettendo questa volta in scena il sessismo e la disperata misoginia della società coreana. Facendo procedere in parallelo le indagini su una serie di misteriosi omicidi perpetrati da un cane/lupo e i soprusi che la protagonista continua a subire sul posto di lavoro, Yoo riesce a gestire anche le parti emotivamente più forti, a differenza che nel precedente, incerto e urlato A Frozen Flower (2008).

 

Kick, The (2011)

kick_0Dopo lo statunitense Elephant White (2011), con Kevin Bacon e Djimon Hounsou, Prachya Pinkaew si conferma il regista tailandese commercialmente più esportabile dirigendo una co-produzione con la Corea del Sud: The Kick è un classico action di arti marziali per famiglie dal ritmo frenetico e la trama inconsistente, con buon dispiegamento di coreografie spettacolari, un blando tocco comico e il naufragio in un finale allo zoo meno epico degli scontri antecedenti.

 

11.25: The Day Mishima Chose His Own Fate (2012)

11_25_the_day_mishima_chose_his_own_fate_0Per la seconda volta Wakamatsu Kōji affronta la figura di Mishima Yukio: lo aveva già fatto nel 1970, con il film The Woman Who Wanted to Die, su impulso immediato del grande impatto suscitato dal tentato colpo di stato e conseguente suicidio dello scrittore, il 25 novembre del 1970. Con lo spirito anarcoide che caratterizzava quella sua fase artistica, il regista vedeva la figura dello scrittore, insieme alla tradizionale saga dei 47 ronin, come portatrice di valori tradizionali di morte, il seppuku, il suicidio rituale del samurai, e lo shinjū, il doppio suicidio di amanti, che inducono nei personaggi del film una tensione all’autodistruzione in un connubio di eros e tanathos. Oggi la figura di Mishima rientra in un percorso di rilettura storica che il regista sta facendo, con il dovuto distacco, di quegli anni, come già il precedente United Red Army (2007), in cui era invece politicamente coinvolto.

 

Penny Pinchers (2011)

penny_pinchers_0Edonista e disoccupato, Ji-woong ha un rapporto molto particolare con il denaro: finisce troppo rapidamente senza. Caso vuole che la sua vicina di casa, Hong-shil, sia l'esatto opposto: un'oculata calcolatrice di ogni mezzo possibile per racimolare denaro senza sperperarlo. Come è noto, nella vita, nella chimica, come nelle commedie romantiche, gli opposti finiscono per attrarsi.

 

For Love's Sake / Ai to Makoto (2012)

for_loves_sake_0Tratto dal manga Ai to Makoto di Kajiwara Ikki, l’autore di L’Uomo Tigre, e Nagayasu Takumi, già trasposto al cinema negli anni '70, l’ultimo film di Miike inizia, e finisce, in forma di anime. È il prologo della vicenda, ambientato in una pista da sci, che vede il primo incontro dei due protagonisti, da bambini. Ai, che si è persa, viene salvata da Makoto. Da subito un’enunciazione delle due coordinate su cui si muoverà il film: il sangue che sgorga dalla fronte di lui, le macchie di rosso che imbrattano il candore della scena tra le nevi, e il divario sociale: Makoto rinfaccia ad Ai di vivere in una grande villa. Passano 11 anni, Miike torna in live action, e tutto è pronto perché i due, ormai adolescenti, si reincontrino. Siamo nel 1972, nel pieno boom economico del Sol Levante.

 

Nightmare Detective 2 (2008)

nightmare_detective_2_0Torna Kagenuma Kyoichi, il Nightmare Detecive, personaggio caro a Tsukamoto Shinya, che da anni, se non decenni, pensava a questa figura di investigatore dell’incubo, nata, come afferma lo stesso regista, dalle paure e dagli incubi che lo tormentavano nell’infanzia. Nightmare Detective 2 si apre con il terribile incubo che ricorre nella mente di Kagenuma Kyoichi, un incubo che ha come protagonista sua madre, suicidatasi ormai malata di mente quando lui era appena un bambino.

 

Architecture 101 (2012)

architecture_101_0Il regista del discreto horror Living Death/Possessed (2009), già attivo nel reparto produttivo di molti film di Song Il-gon (The Magicians, Feathers in the Wind, Spider Forest), torna con un velato mélo sospeso tra presente e passato, con le ripercussioni di un amore di gioventù sulle relazioni attuali. Tra il primo anno di università e l'attività di architetto, la scelta è di mettere a confronto due coppie di attori, a marcare il salto temporale e soprattutto caratteriale dei due protagonisti. L'esile intarsio è coinvolgente, ma insufficiente a reggere la durata del montato finale, che ha ambizioni esagerate rispetto alla concreta ma risicata pretesa della storia.

 

Afro Tanaka (2012)

afro_tanaka_0Dal manga di Noritsuke Masaharu, il giovane esordiente Matsui Daigo trae una commedia stralunata basata sull'eccentricità scombinata del protagonista e dei comprimari, che pur partendo da una struttura da avventura di formazione sentimentale consolidata, riesce a costruire tempi comici perfetti, basati su attesa e reiterazione. La caratteristica che salta subito all'occhio è naturalmente il cespuglio di capelli afro del nostro eroe, ma con acume viene scelto di lasciare il particolare sullo sfondo, come un dato di fatto acquisito che non ha bisogno di ulteriori sottolineature: rimane così spazio per l'interazione disarticolata tra i personaggi, in vista di una chiusura che, pur solare, non ha paura di essere amara.

 

Sukiyaki (2011)

sukiyaki_0Capodanno è l'unico momento dell'anno in cui i detenuti di un carcere assaporano il cibo che hanno scelto di mangiare. I cinque inquilini della cella in cui finisce Kenta hanno istituito una tradizione: alla vigilia dell'anno nuovo si raccontano reciprocamente storie delle loro vite precedenti legate a piatti indimenticabili.

 

Woodsman and the Rain, The (2012)

woodsman_and_the_rain_0La tranquilla routine del silenzioso boscaiolo Katsu viene turbata da una troupe cinematografica, che necessita del suo aiuto per girare nella foresta un horror a basso costo. Dapprima diffidente, quindi curioso e infine totalmente coinvolto, Katsu scoprirà un'inaspettata propensione per il cinema, dedicandosi anima e corpo alla riuscita del bizzarro progetto.

 

Nightmare Detective (2006)

nightmare_detective_1_0Costante del cinema di Tsukamoto Shinya è il sublime connubio tra metallo, carne e sangue. Si tratta di elementi ben evidenti sin dall’opera che diede a Tsukamoto grande richiamo internazionale, quel Tetsuo (1989) che rappresenta a buon diritto uno dei capolavori del cinema indipendente e alternativo giapponese. Questa costante ritorna con successo nell’ambizioso Nightmare Detective, film noir che entra, letteralmente, nei meandri della mente umana.

 


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