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Film

Mysterious Island (2011)

mysterious island 0Co-produzione a impianto horror tra Hong Kong e Cina che si è rivelata un inaspettato successo di pubblico nella Repubblica Popolare, di fatto gettando benzina sulle braci della nuova ondata horror cinese. Mysterious Island è un incrocio tra Survivor, uno slasher e un immenso pasticcio: a dirigere un regista di Hong Kong in passato abituato ad alti (A-1 Headline, 2004) e bassissimi (Who's Next, 2007), come cast un eterogeneo amalgama panasiatico.

 

August in Tokyo (2014)

august in tokyo 0Nakagawa Ryutaro è un giovane cineasta parte del gruppo Tokyo New Cinema, fondato nel 2011, tramite cui ha già realizzato diversi cortometraggi e due lungometraggi. August in Tokyo, presentato nella sezione Japanese Cinema Splash del Tokyo International Film Festival 2014, è il suo terzo film, storia in parallelo di alcune vite amare che si sfiorano nell'estate della capitale giapponese.

 

 

Gun Woman (2014)

gun woman 0Scampagnata statunitense nel territorio del grottesco con vasche di sangue, nudità assortite e inconsequenzialità di vario grado. Mitsutake Kurando prova a fare il Tsukamoto Shinya con ormone impazzito, ma non raggiunge neanche il grado di Iguchi Noboru della porta accanto. Gun Woman rimane una riscrittura al ribasso di Nikita con aggiunta di necrofilia, cannibalismo, operazioni chirurgiche impossibili e un piano delirante orchestrato da un dottore vendicativo che si fa chiamare Mastermind (chapeau!).

 

Bunshinsaba 3 (2014)

bunshinsaba 3 0Terzo capitolo del franchise horror cinese Bunshinsaba diretto dal coreano An Byung-ki (Ahn Byeong-ki). Dei tre film, usciti a ritmo annuale nel periodo estivo, tutti indipendenti tra loro, è il meno stereotipato, quello che osa di più in termini di intreccio e messa in scena, ma è anche il più squilibrato e vacillante, prostrato dai continui sbalzi umorali della sceneggiatura. Un passo in avanti e due indietro, insomma, nel costante tentativo di far maturare un genere che nella Cina popolare ha ancora vita difficile.

 

Bunshinsaba 2 (2013)

bunshinsaba 2 0Secondo capitolo per la saga horror cinese del regista coreano An Byung-ki (Ahn Byeong-ki), ormai, sembra, stabilmente espatriato. Totalmente slegato sia dal precedente episodio, del 2012, che dall'omonimo film coreano del 2004, se non nel titolo (una parola inventata sul tipo di abracadabra): il richiamo, nella versione cinese, è al gioco del bĭxiān (“penna fatata”), concettualmente simile alla tavoletta ouija. Tentativo leggermente più equilibrato rispetto al primo, ma anche meno evocativo. Si tratta comunque di un film istericamente generico, che scorre senza interessare né appassionare.

 

Crows Explode (2014)

crows explode 0aTerzo episodio della saga sul liceo maschile Suzuran, tratta dal manga di Takahashi Hiroshi, originariamente pubblicato tra il 1990 al 1998. A cinque anni di distanza da Crows Zero II e a sette da Crows Zero, il nuovo capitolo è affidato a Toyoda Toshiaki, che prende il posto di Miike Takashi alla regia. Anche il cast è quasi completamente rinnovato, non fosse per un pugno di comparsate di personaggi minori noti. A complicare la continuity, il film si posiziona in mezzo ai due precedenti e si svolge un mese dopo la fine del secondo episodio, dopo il diploma di Takiya Genji e Serizawa Tamao, con nuovi studenti che arrivano nell'istituto con la più alta concentrazione di teppisti dell'intero Giappone (e possibilmente dell'universo) per cercare di conquistare la vetta.

 

Starting Over (2014)

starting over 0Presentato al Tokyo International Film Festival (23-31 ottobre 2014) in anteprima mondiale, Starting Over è un piccolo film indipendente, prodotto tramite autofinanziamento e con una mini troupe. Racconta di solitudine e ricerca di contatti umani in un mondo fatto di silenzi e incomprensioni. Al secondo film dopo Blue Ray (2011), una carriera come documentarista televisivo, Nishihara Takashi scrive, produce, dirige e monta con piglio minimale.

 

Pretty Maid (2014)

pretty maid 0Semplice ritratto agiografico del rapporto tra una badante proveniente dalla provincia, la solare Chunzhi, e un anziano professore di Pechino, lo scorbutico He. Prima lui vorrebbe mandarla via, per disperarsi in solitudine del suicidio della moglie, poi trovano un loro equilibrio, dopo che lei gli ha insegnato a cucinare le uova, come da buon manuale dello sceneggiatore. I colori saturi della fotografia, qualche bel paesaggio del Wenzhou e un paio di dialoghi vivaci su Virginia Woolf non salvano la pellicola dalla banalità piana del buonismo melenso.

 

Midnight Hair (2014)

midnight hair 0L'acerbo comparto horror dell'industria cinematografica cinese, rinato nei primi anni del nuovo millennio, con una decisa impennata a partire dal 2010, propone ormai decine di esempi all'anno. Si tratta nella maggior parte dei casi di prodotti a basso budget che rimasticano cliché abusati nel tentativo di aggirare in modi pittoreschi le limitazioni della censura sulle storie di fantasmi, in assenza di un sistema di rating che certifichi i film per soli adulti o soggetti maturi. Midnight Hair cerca di spingere ulteriormente in là i confini, puntando su presenze fantasmatiche dai lunghi capelli corvini e su insistite inquadrature dei seni abbondanti della protagonista (debitamente velati).

 

Bunshinsaba (2012)

bunshinsaba 1 0Seguendo un trend in crescita, il più conosciuto regista di horror sudcoreano, An Byung-ki (Ahn Byeong-ki), responsabile di una serie di pellicole piuttosto insignificanti, per quanto di successo, come Nightmare (2000), Phone (2002) e APT (2006), si trasferisce in Cina per provare a sondarne il vasto mercato. Lo fa ripescando il titolo internazionale di un suo film del 2004, Bunshinsaba, parola inventata sullo stile di abracadabra, mettendo in scena una storia orrorifica scritta da tre sceneggiatori cinesi.

 

Brotherhood of Blades (2014)

brotherhood of blades 0Un wuxia stratificato sulle conseguenze di una scelta per tre guardie imperiali di umili origini, schiacciate dalle macchinazioni dei nobili. Al suo terzo film dopo il tenero My Spectacular Theatre (2010), su un cinema per non vedenti, e il mai distribuito A Motor Home Adventure (2012), Lu Yang rivela una maturità sorprendente, costruendo un film storico privo di elementi fantastici, verso un crescendo drammatico che bilancia coreografie marziali terrene ed emozioni tragiche, come nella migliore tradizione del genere.

 


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