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Film

Right Now, Wrong Then (2015)

Right Now, Wrong Then (2015)Il regista Ham Choon-soo arriva a Suwon un giorno prima rispetto alla proiezione di un suo film, comprensiva di incontro con il pubblico, a cui è stato invitato come oratore. Decide quindi di visitare il tempio che si trova di fronte al suo albergo e lì incontra Hee-jeong, una giovane pittrice. I due trascorrono la giornata insieme, ma quando Ham rivela di essere sposato Hee-jeong non intende più vederlo. Nella seconda parte la situazione si ripete da capo: stessi luoghi, stessi personaggi e in parte stessi dialoghi, ma mutano gli atteggiamenti di Ham, sincero fino all'autolesionismo, e di Hee-jeong, malinconica e inquieta sul proprio futuro: muterà anche l'esito del loro incontro?

 

Kyoto Elegy (2014)

kyoto elegy 0Sugino Kiki, attrice e produttrice, è una degli astri nascenti della scena indipendente asiatica. Nata a Hiroshima nel 1984, di origini nippo-coreane, ha prodotto Fukada Koji (Hospitalité, Au revoir l'été), Uchida Noboteru (Odayaka), Lim Kah-wai (Magic and Loss). Il 2014 è stato un anno impegnativo per lei, visto che ha esordito alla regia lavorando a ben tre lungometraggi. Kyoto Elegy, presentato nella sezione Asian Future del Tokyo International Film Festival 2014, è il suo esordio, in ordine cronologico, anche se il film è stato proiettato dopo Taksu (selezionato a Busan). In attesa di anteprima c'è anche Boy's Dream.

 

Red Detachment of Women, The (1961)

red detachment of women 0Tra i film più significativi del periodo maoista, che va dalla definitiva presa del potere nel 1949 agli esordi della Rivoluzione Culturale nel 1966, The Red Detachment of Women è un maestoso film di guerra che unisce tenore propagandistico, fervore militante e potenza impressionistica delle immagini. Il regista, Xie Jin, dal ritmo classico, ma tutt'altro che prono ai soli dettami di propaganda, torna a guardare al mondo femminile, facendone una metafora dello sfruttamento delle classi agiate sul proletariato contadino.

 

Ecotherapy Getaway Holiday (2014)

ecotherapy getaway holiday 0Il regista di A Story of Yonosuke (2013) e The Woodsman and the Rain (2011) torna con un'altra commedia stralunata e atipica su un gruppo di ultra-quarantenni perse in un bosco. Presentato al Tokyo International Film Festival 2014 come Ecotherapy Getaway Holiday, è conosciuto anche come Go See the Fall, traduzione letterale del titolo giapponese Taki wo mini iku.

 

August in Tokyo (2014)

august in tokyo 0Nakagawa Ryutaro è un giovane cineasta parte del gruppo Tokyo New Cinema, fondato nel 2011, tramite cui ha già realizzato diversi cortometraggi e due lungometraggi. August in Tokyo, presentato nella sezione Japanese Cinema Splash del Tokyo International Film Festival 2014, è il suo terzo film, storia in parallelo di alcune vite amare che si sfiorano nell'estate della capitale giapponese.

 

 

Gun Woman (2014)

gun woman 0Scampagnata statunitense nel territorio del grottesco con vasche di sangue, nudità assortite e inconsequenzialità di vario grado. Mitsutake Kurando prova a fare il Tsukamoto Shinya con ormone impazzito, ma non raggiunge neanche il grado di Iguchi Noboru della porta accanto. Gun Woman rimane una riscrittura al ribasso di Nikita con aggiunta di necrofilia, cannibalismo, operazioni chirurgiche impossibili e un piano delirante orchestrato da un dottore vendicativo che si fa chiamare Mastermind (chapeau!).

 

Tabloid Truth (2014)

tabloid truth 0Dopo l'affabile My Dear Desperado (2010), Kim Kwang-sik torna con un film decisamente più ambizioso che parte da temi particolarmente sentiti in Corea del Sud di questi tempi, come l'effetto del gossip indiscriminato e il lato oscuro degli attori, seguendo la scia di film come Top Star (Park Joong-hoon, 2013) e Norigae (Choi Seung-ho, 2013). Tabloid Truth abbandona però presto il terreno delle maldicenze per trasformarsi in un thriller esagerato che cerca di unire complottismo alla Moby Dick (Park In-je, 2010) e violenza alla The Man from Nowhere (Lee Jeong-beom, 2010).

 

100 Yen Love (2014)

100 yen love 0Take Masaharu si è sempre in qualche modo interessato alla marginalità, dai sobborghi coreani di Café Seoul (2009) agli adorabili transessuali di Eden (2012): in 100 Yen Love segue la storia di una trentenne perdente a vita, costruendone un ritratto pestifero e in qualche modo dolce. Presentato al Tokyo International Film Festival 2014, nella sezione Japanaese Cinema Splash, dove ha vinto il premio per il miglior film, è un racconto spigoloso, sgranato, talvolta scorretto, eppure sorprendente.

 

Mysterious Island (2011)

mysterious island 0Co-produzione a impianto horror tra Hong Kong e Cina che si è rivelata un inaspettato successo di pubblico nella Repubblica Popolare, di fatto gettando benzina sulle braci della nuova ondata horror cinese. Mysterious Island è un incrocio tra Survivor, uno slasher e un immenso pasticcio: a dirigere un regista di Hong Kong in passato abituato ad alti (A-1 Headline, 2004) e bassissimi (Who's Next, 2007), come cast un eterogeneo amalgama panasiatico.

 

Starting Over (2014)

starting over 0Presentato al Tokyo International Film Festival (23-31 ottobre 2014) in anteprima mondiale, Starting Over è un piccolo film indipendente, prodotto tramite autofinanziamento e con una mini troupe. Racconta di solitudine e ricerca di contatti umani in un mondo fatto di silenzi e incomprensioni. Al secondo film dopo Blue Ray (2011), una carriera come documentarista televisivo, Nishihara Takashi scrive, produce, dirige e monta con piglio minimale.

 

Pretty Maid (2014)

pretty maid 0Semplice ritratto agiografico del rapporto tra una badante proveniente dalla provincia, la solare Chunzhi, e un anziano professore di Pechino, lo scorbutico He. Prima lui vorrebbe mandarla via, per disperarsi in solitudine del suicidio della moglie, poi trovano un loro equilibrio, dopo che lei gli ha insegnato a cucinare le uova, come da buon manuale dello sceneggiatore. I colori saturi della fotografia, qualche bel paesaggio del Wenzhou e un paio di dialoghi vivaci su Virginia Woolf non salvano la pellicola dalla banalità piana del buonismo melenso.

 


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