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Film

Lost in Thailand (2012)

lost_in_thailand_0Uscito prima delle vacanze natalizie, con quasi 200 milioni di dollari guadagnati, Lost in Thailand ha segnato il più alto incasso complessivo per un film cinese nella storia del paese. Un successo inaspettato anche per il regista - nonché produttore, sceneggiatore e protagonista della pellicola -, l’attore Xu Zhung, alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa. Il segreto di tanta fortuna al box office può essere rintracciato nella semplicità degli elementi messi insieme con perizia da Xu, il quale ha prodotto un film in grado di incontrare i gusti di tutti. Dopo il fortunato Lost on Journey (2010), Xu ha riproposto infatti lo stesso modello, facendo di nuovo coppia comica con Wang Bao-qiang, ma aggiungendo alcuni spunti chiaramente presi di peso dalle fortunate commedie americane di Todd Phillipps, come Una notte da leoni (il cui secondo capitolo è ambientato, guarda caso, proprio in Thailandia) e Parto col folle.

 

Thieves, The (2012)

thieves_0La banda di Popie, eterogenea gang di ladri professionisti, si unisce all'ambiguo Macao Park e a dei colleghi di Hong Kong nell'impresa, pericolosa quanto stimolante, di rubare un gioiello a un implacabile e misterioso boss della mafia cinese. Ma ben presto riemergono vecchie cicatrici, insieme alla consapevolezza che nel mondo del crimine è impossibile fidarsi di qualcuno.

 

All Apologies (2012)

all_apologies_0Regista indipendente, Emily Tang trova nel suo terzo lungometraggio un equilibrio dopo l'artefatto Conjugation (2001) e il cerebrale Perfect Life (2008), raccontando una storia periferica e durissima sulla situazione della donna nella Cina neanche troppo rurale. Accordandondosi a uno stile più strettamente narrativo, con una fotografia contrastata e una colonna sonora ingentilita, in All Apologies riesce a far intravvedere una rabbia lieve, che non ha bisogno di declamare la propria avversità o di urlare giudizi morali didascalici.

 

Japan's Tragedy (2012)

japans_tragedy_0Japan's Tragedy si conclude con una dedica alle vittime del terremoto e dello tsunami del 2011 e alle 31.560 persone che nel 2010 hanno commesso suicidio, per vari motivi, in Giappone. Il film inizia con una lunga inquadratura statica che ritrae un uomo anziano, il grande attore classico Nakadai Tatsuya, nel suo appartamento. Un dettaglio di questa immagine fornisce subito un elemento narrativo centrale: si intravede in una stanza un altare funebre con la foto della moglie, segno che l'uomo è da poco vedovo. Minato dal cancro decide di ritirarsi nella sua casa, rifiutare cure e cibo e vivere gli ultimi momenti della propria vita nel ricordo della defunta consorte, nonostante le suppliche del figlio che, a sua volta, ha appena perso la moglie e la figlia nel recente tsunami.

 

Your Time is Up (2012)

your_time_is_up_0Lee Seok-ho è stanco di provvedere al fratello Jin-ho, mantenuto e scialacquatore. Decide di dargli un ultimatum sull'ultimo prestito; per rispettare l'impegno Jin-ho deve recuperare i soldi da Hee-young, la prostituta di cui è innamorato, ambigua e circondata da soggetti assai poco raccomandabili.

 

Fatal (2012)

fatal_0La forza del cinema sudcoreano sta anche e soprattutto nel costante ricambio di autori. Forze fresche che si aggiungono alla nutrita truppa di registi da tenere d'occhio e che mostrano ben presto di saperci fare a livello tecnico e creativo. Fatal  è un esempio perfetto di questo fenomeno. Lee Don-ku è al debutto, ma ha già per le mani una storia che farebbe gola a diversi registi in circolazione. Le tematiche sono quelle care a una parte sempre crescente della cinematografia coreana: bullismo giovanile, una grave colpa nel passato, illusione di redenzione, possibile pietà, certezza di tragedia; dei topoi ormai ricorrenti.

 

Russian Novel, The (2012)

russian_novel_0Dopo che dalla Corea del Sud è arrivato uno dei più bei film sulla poesia, Poetry (2010), dallo stesso paese giunge ora un'affascinante pellicola sulla letteratura. The Russian Novel ha per protagonisti Shin-hyo e un gruppo di amici, con la passione per la scrittura, costituiscono una sorta di Living Novelist Society, il corrispettivo della Dead Poet Society di L'attimo fuggente (1989). Si riuniscono in mezzo ai boschi, la loro Arcadia si chiama Wuyeonje. E, tra colori autunnali, boschetti di bambù, campi di grano di colore giallo oro, concepiscono e scrivono i loro romanzi. Il film comincia con una riflessione sottilissima sulla narratologia, con un continuo andirivieni tra scrittura e messa in scena. La storia del film è raccontata e commentata da una polifonia di voci off diverse, che combaciano con quelle dei personaggi, che si intrecciano, e con lunghe didascalie. Come in un romanzo che alterna dialoghi, discorsi diretti, e narrazione. I personaggi sono quindi al contempo scrittori e scritti, narratori, produttori di storie, ed espressioni narrative. E, ad aumentare la complessità, c'è anche il teatro. Le loro storie vengono messe in scena, subito visualizzate in immagini, da un gruppo di attori off che fanno pure parte della  Wuyeonje. La storia può così passare dalla tragedia greca al romanzo russo.

 

Complex, The (2013)

complex_0Dopo la deludente prova anglosassone di Chatroom (2010), Nakata Hideo torna sui passi a lui famigliari del j-horror. Come nella migliore tradizione di questo genere, l'orrore alligna nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni, che in questo film è rappresentata dal complesso residenziale in cui vive la protagonista, la studentessa in infermeria Asuka, un casermone fatiscente e squallido, fatto di cemento, costituito da piccoli appartamenti, frutto dello sviluppo urbano atomistico giapponese. Un'ambientazione opprimente, desolata, dove tra vicini di casa vige la prassi dell'incomunicabilità, che si rivelerà come un formicaio degli orrori, teatro nel passato di eventi delittuosi e, inevitabilmente, infestato da fantasmi. E gli incubi emergeranno dai ricordi d'infanzia, dai giochi di cortile, altalena, scivolo, che spuntano nello spiazzo di cemento. Gli eventi che si susseguono, uno più spaventoso dell'altro, rendono sempre più precario l'equilibrio mentale di Asuka.

 

Comrade Kim Goes Flying (Corea del Nord, 2012)

comrade_kim_goes_flying_0La minatrice Yong-mi ha sempre coltivato il sogno nel cassetto di esibirsi al trapezio, sentendo di avere un talento innato per l'acrobazia. Il padre la dissuade e l'impatto con il mondo circense è drammatico, ma Yong-mi non si dà per vinta e, con l'aiuto dei colleghi della miniera di Pyongyang, lavora alacremente per realizzare le sue aspirazioni.

 

El Condor Pasa (2012)

el_condor_pasa_0Padre Park è molto affezionato a una ragazzina della sua piccola parrocchia, sola e abbandonata da tutti. Ma la tragedia incombe, quasi a presagire la morte della bambina, che avviene in circostanze misteriose. La sorella maggiore Soo-hyun viene quindi in contatto (e in conflitto) con il prete, condividendo con lui il dolore per una perdita inspiegabile.

 

Weight, The (2012)

weight_0Un mondo, quello di The Weight, dove i vivi si distinguono dai morti per il solo fatto di stare in piedi, o meglio, di respirare (a fatica, oltretutto). Non è il mondo ritratto nelle primissime immagini spensierate di alcune capitali straniere, no. Nel sottobosco di desolazione in cui i personaggi si aggirano impotenti, come bestie in cattività, nemmeno i corpi privi di vita sono esenti dalla colpa, e se non possono più infliggere dolore, possono senz’altro ancora subirlo, sebbene inconsapevoli oggetti di macabri rituali di perversione.

 


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