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Film

Time in Quchi, A (Taiwan, 2013)

time_in_quchi_0Quello delle vacanze estive è un rito che si ripete per tantissimi bambini, per quanto siano diverse le loro esistenze, le loro culture, e sparse le loro case agli angoli del mondo. Quella di Bao è a Taiwan, nella grande capitale Taipei, con due genitori in via di separazione, una sorellina pestifera, il tablet e lo smartphone sempre in mano e un muso imbronciato indossato più per abitudine che per effettivo disagio. Bao è un bimbo come tanti, che dalla Taipei di macchine, vetro e cemento viene spedito a passare le vacanze nella casa del nonno, nell’entroterra tutto fiumi e verdi colline. Qui, nel piccolo villaggio di Quchi, Bao – che da principio sembra un piccolo alieno atterrato su una terra che non conosce e ha poco interesse a conoscere – si trova a fare i conti con un’umanità superficialmente simile a quella con cui è abituato a rapportarsi, ma profondamente differente. La sua estate di nuove amicizie e nuovi giochi diventerà in poco tempo una di quelle che marcano la crescita da bimbo verso la consapevolezza della vita adulta.

 

Backwater (2013)

blackwater_01988: Toma è un diciassettenne che vive in una piccola città fluviale. La sua esperienza di vita passa attraverso i rapporti con un padre manesco e losco, con cui vive insieme alla sua compagna, con la madre, una donna dimessa che fa la pescivendola, che va a trovare spesso, e con le esperienze amorose adolescenziali. Tensioni, gelosie, violenze. Ma il fiume continua a scorrere, indifferente alle vicende degli uomini che vivono sulle sue rive.

 

Like Father, Like Son (2013)

like_father_like_son_0Quello della famiglia è uno dei temi cardine del cinema nipponico, da quello classico di Ozu fino ai nuclei disfunzionali di Miike, Ishii, Suo e Sono, ed è un motivo conduttore della filmografia stessa di Koreeda. Con Like Father, Like Son il regista arriva, come aveva fatto anche in Nobody Knows, attraverso una situazione limite, a mettere in forte discussione i legami famigliari stessi. Koreeda racconta di un caso di scambio di neonati in un reparto maternità – a quanto pare una situazione che si verifica con una certa frequenza e un tema molto battuto al cinema, soprattutto in film francesi, dove si è spesso giocato, come in questo film, sul divario sociale tra le due famiglie. Koreeda, nel merito, ha fatto ricerche su casi di cronaca di quel tipo avvenuti in Giappone nel periodo di forte crescita demografica degli anni Sessanta, ma solo per un semplice spunto. Quello che gli interessa è mettere in forte conflittualità il concetto stesso di paternità e maternità. Quali sono davvero i propri figli? Quelli biologici o quelli di fatto? I legami famigliari sono quelli di sangue o quelli che si creano con un meccanismo etologico di imprinting?

 

Thieves, The (2012)

thieves_0La banda di Popie, eterogenea gang di ladri professionisti, si unisce all'ambiguo Macao Park e a dei colleghi di Hong Kong nell'impresa, pericolosa quanto stimolante, di rubare un gioiello a un implacabile e misterioso boss della mafia cinese. Ma ben presto riemergono vecchie cicatrici, insieme alla consapevolezza che nel mondo del crimine è impossibile fidarsi di qualcuno.

 

All Apologies (2012)

all_apologies_0Regista indipendente, Emily Tang trova nel suo terzo lungometraggio un equilibrio dopo l'artefatto Conjugation (2001) e il cerebrale Perfect Life (2008), raccontando una storia periferica e durissima sulla situazione della donna nella Cina neanche troppo rurale. Accordandondosi a uno stile più strettamente narrativo, con una fotografia contrastata e una colonna sonora ingentilita, in All Apologies riesce a far intravvedere una rabbia lieve, che non ha bisogno di declamare la propria avversità o di urlare giudizi morali didascalici.

 

Japan's Tragedy (2012)

japans_tragedy_0Japan's Tragedy si conclude con una dedica alle vittime del terremoto e dello tsunami del 2011 e alle 31.560 persone che nel 2010 hanno commesso suicidio, per vari motivi, in Giappone. Il film inizia con una lunga inquadratura statica che ritrae un uomo anziano, il grande attore classico Nakadai Tatsuya, nel suo appartamento. Un dettaglio di questa immagine fornisce subito un elemento narrativo centrale: si intravede in una stanza un altare funebre con la foto della moglie, segno che l'uomo è da poco vedovo. Minato dal cancro decide di ritirarsi nella sua casa, rifiutare cure e cibo e vivere gli ultimi momenti della propria vita nel ricordo della defunta consorte, nonostante le suppliche del figlio che, a sua volta, ha appena perso la moglie e la figlia nel recente tsunami.

 

Shield of Straw (2013)

shield_of_straw_0«Uccidete Kunihide Kiyomaru e vi pagherò un miliardo di yen»: questo è il proclama della taglia messa dal magnate Ninagawa (interpretato da Yamazaki Tsutomu, il vecchio attore feticcio di Itami Juzo) per vendicare la nipotina di sette anni, barbaramente abusata e uccisa. Il colpevole è stato catturato dalla polizia ed è tenuto presso la stazione di Fukuoka, da cui deve essere trasferito a Tokyo. Quattro ufficiali hanno il compito di trasportare e scortare quello che è un bersaglio vivente in un viaggio di 1.200 km, consapevoli della gran quantità di killer potenziali che possono annidarsi ovunque, anche tra le stesse forze dell'ordine, e convinti, per senso del dovere, a difendere un essere così abietto.

 

Lost in Thailand (2012)

lost_in_thailand_0Uscito prima delle vacanze natalizie, con quasi 200 milioni di dollari guadagnati, Lost in Thailand ha segnato il più alto incasso complessivo per un film cinese nella storia del paese. Un successo inaspettato anche per il regista - nonché produttore, sceneggiatore e protagonista della pellicola -, l’attore Xu Zhung, alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa. Il segreto di tanta fortuna al box office può essere rintracciato nella semplicità degli elementi messi insieme con perizia da Xu, il quale ha prodotto un film in grado di incontrare i gusti di tutti. Dopo il fortunato Lost on Journey (2010), Xu ha riproposto infatti lo stesso modello, facendo di nuovo coppia comica con Wang Bao-qiang, ma aggiungendo alcuni spunti chiaramente presi di peso dalle fortunate commedie americane di Todd Phillipps, come Una notte da leoni (il cui secondo capitolo è ambientato, guarda caso, proprio in Thailandia) e Parto col folle.

 

Russian Novel, The (2012)

russian_novel_0Dopo che dalla Corea del Sud è arrivato uno dei più bei film sulla poesia, Poetry (2010), dallo stesso paese giunge ora un'affascinante pellicola sulla letteratura. The Russian Novel ha per protagonisti Shin-hyo e un gruppo di amici, con la passione per la scrittura, costituiscono una sorta di Living Novelist Society, il corrispettivo della Dead Poet Society di L'attimo fuggente (1989). Si riuniscono in mezzo ai boschi, la loro Arcadia si chiama Wuyeonje. E, tra colori autunnali, boschetti di bambù, campi di grano di colore giallo oro, concepiscono e scrivono i loro romanzi. Il film comincia con una riflessione sottilissima sulla narratologia, con un continuo andirivieni tra scrittura e messa in scena. La storia del film è raccontata e commentata da una polifonia di voci off diverse, che combaciano con quelle dei personaggi, che si intrecciano, e con lunghe didascalie. Come in un romanzo che alterna dialoghi, discorsi diretti, e narrazione. I personaggi sono quindi al contempo scrittori e scritti, narratori, produttori di storie, ed espressioni narrative. E, ad aumentare la complessità, c'è anche il teatro. Le loro storie vengono messe in scena, subito visualizzate in immagini, da un gruppo di attori off che fanno pure parte della  Wuyeonje. La storia può così passare dalla tragedia greca al romanzo russo.

 

Complex, The (2013)

complex_0Dopo la deludente prova anglosassone di Chatroom (2010), Nakata Hideo torna sui passi a lui famigliari del j-horror. Come nella migliore tradizione di questo genere, l'orrore alligna nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni, che in questo film è rappresentata dal complesso residenziale in cui vive la protagonista, la studentessa in infermeria Asuka, un casermone fatiscente e squallido, fatto di cemento, costituito da piccoli appartamenti, frutto dello sviluppo urbano atomistico giapponese. Un'ambientazione opprimente, desolata, dove tra vicini di casa vige la prassi dell'incomunicabilità, che si rivelerà come un formicaio degli orrori, teatro nel passato di eventi delittuosi e, inevitabilmente, infestato da fantasmi. E gli incubi emergeranno dai ricordi d'infanzia, dai giochi di cortile, altalena, scivolo, che spuntano nello spiazzo di cemento. Gli eventi che si susseguono, uno più spaventoso dell'altro, rendono sempre più precario l'equilibrio mentale di Asuka.

 

Comrade Kim Goes Flying (Corea del Nord, 2012)

comrade_kim_goes_flying_0La minatrice Yong-mi ha sempre coltivato il sogno nel cassetto di esibirsi al trapezio, sentendo di avere un talento innato per l'acrobazia. Il padre la dissuade e l'impatto con il mondo circense è drammatico, ma Yong-mi non si dà per vinta e, con l'aiuto dei colleghi della miniera di Pyongyang, lavora alacremente per realizzare le sue aspirazioni.

 


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