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Film

All Apologies (2012)

all_apologies_0Regista indipendente, Emily Tang trova nel suo terzo lungometraggio un equilibrio dopo l'artefatto Conjugation (2001) e il cerebrale Perfect Life (2008), raccontando una storia periferica e durissima sulla situazione della donna nella Cina neanche troppo rurale. Accordandondosi a uno stile più strettamente narrativo, con una fotografia contrastata e una colonna sonora ingentilita, in All Apologies riesce a far intravvedere una rabbia lieve, che non ha bisogno di declamare la propria avversità o di urlare giudizi morali didascalici.

 

Complex, The (2013)

complex_0Dopo la deludente prova anglosassone di Chatroom (2010), Nakata Hideo torna sui passi a lui famigliari del j-horror. Come nella migliore tradizione di questo genere, l'orrore alligna nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni, che in questo film è rappresentata dal complesso residenziale in cui vive la protagonista, la studentessa in infermeria Asuka, un casermone fatiscente e squallido, fatto di cemento, costituito da piccoli appartamenti, frutto dello sviluppo urbano atomistico giapponese. Un'ambientazione opprimente, desolata, dove tra vicini di casa vige la prassi dell'incomunicabilità, che si rivelerà come un formicaio degli orrori, teatro nel passato di eventi delittuosi e, inevitabilmente, infestato da fantasmi. E gli incubi emergeranno dai ricordi d'infanzia, dai giochi di cortile, altalena, scivolo, che spuntano nello spiazzo di cemento. Gli eventi che si susseguono, uno più spaventoso dell'altro, rendono sempre più precario l'equilibrio mentale di Asuka.

 

Comrade Kim Goes Flying (Corea del Nord, 2012)

comrade_kim_goes_flying_0La minatrice Yong-mi ha sempre coltivato il sogno nel cassetto di esibirsi al trapezio, sentendo di avere un talento innato per l'acrobazia. Il padre la dissuade e l'impatto con il mondo circense è drammatico, ma Yong-mi non si dà per vinta e, con l'aiuto dei colleghi della miniera di Pyongyang, lavora alacremente per realizzare le sue aspirazioni.

 

El Condor Pasa (2012)

el_condor_pasa_0Padre Park è molto affezionato a una ragazzina della sua piccola parrocchia, sola e abbandonata da tutti. Ma la tragedia incombe, quasi a presagire la morte della bambina, che avviene in circostanze misteriose. La sorella maggiore Soo-hyun viene quindi in contatto (e in conflitto) con il prete, condividendo con lui il dolore per una perdita inspiegabile.

 

Weight, The (2012)

weight_0Un mondo, quello di The Weight, dove i vivi si distinguono dai morti per il solo fatto di stare in piedi, o meglio, di respirare (a fatica, oltretutto). Non è il mondo ritratto nelle primissime immagini spensierate di alcune capitali straniere, no. Nel sottobosco di desolazione in cui i personaggi si aggirano impotenti, come bestie in cattività, nemmeno i corpi privi di vita sono esenti dalla colpa, e se non possono più infliggere dolore, possono senz’altro ancora subirlo, sebbene inconsapevoli oggetti di macabri rituali di perversione.

 

Zodiac Mystery, The (2012)

zodiac_mystery_0Dopo Bliss (2006), passato al festival di Locarno, e alcuni documentari sulla scena rock cinese, Sheng Zhimin torna con il suo primo film di genere, prodotto da Fruit Chan, per il quale aveva in passato lavorato. The Zodiac Mystery, nelle intenzioni, voleva essere un nuovo punto di partenza per i thriller cinesi, ma si dimostra solo un patchwork pretenzioso e confuso, soggiogato a una sceneggiatura pasticciata, con riferimenti schizofrenici, che da Dieci piccoli indiani si dipanano a pescare a casaccio in ogni direzione.

 

Japan's Tragedy (2012)

japans_tragedy_0Japan's Tragedy si conclude con una dedica alle vittime del terremoto e dello tsunami del 2011 e alle 31.560 persone che nel 2010 hanno commesso suicidio, per vari motivi, in Giappone. Il film inizia con una lunga inquadratura statica che ritrae un uomo anziano, il grande attore classico Nakadai Tatsuya, nel suo appartamento. Un dettaglio di questa immagine fornisce subito un elemento narrativo centrale: si intravede in una stanza un altare funebre con la foto della moglie, segno che l'uomo è da poco vedovo. Minato dal cancro decide di ritirarsi nella sua casa, rifiutare cure e cibo e vivere gli ultimi momenti della propria vita nel ricordo della defunta consorte, nonostante le suppliche del figlio che, a sua volta, ha appena perso la moglie e la figlia nel recente tsunami.

 

Your Time is Up (2012)

your_time_is_up_0Lee Seok-ho è stanco di provvedere al fratello Jin-ho, mantenuto e scialacquatore. Decide di dargli un ultimatum sull'ultimo prestito; per rispettare l'impegno Jin-ho deve recuperare i soldi da Hee-young, la prostituta di cui è innamorato, ambigua e circondata da soggetti assai poco raccomandabili.

 

Fatal (2012)

fatal_0La forza del cinema sudcoreano sta anche e soprattutto nel costante ricambio di autori. Forze fresche che si aggiungono alla nutrita truppa di registi da tenere d'occhio e che mostrano ben presto di saperci fare a livello tecnico e creativo. Fatal  è un esempio perfetto di questo fenomeno. Lee Don-ku è al debutto, ma ha già per le mani una storia che farebbe gola a diversi registi in circolazione. Le tematiche sono quelle care a una parte sempre crescente della cinematografia coreana: bullismo giovanile, una grave colpa nel passato, illusione di redenzione, possibile pietà, certezza di tragedia; dei topoi ormai ricorrenti.

 

Pluto (2012)

pluto_0Ormai Battle Royale (2000) è storia del passato: non è più un intervento diretto della società a spingere i giovani a una letale lotta per la sopravvivenza, sono gli studenti stessi a innescare un gioco al massacro per scoprirsi finalmente superiori ai compagni. Nel suo secondo lungometraggio dopo l'insolito Passerby #3 (2010), Shin Su-won abbandona la palude metacinematografica e illustra con stile contundente le estreme conseguenze del desiderio di primeggiare a ogni costo, in uno slancio individualistico che non ha più ancore di sostegno sociali - i genitori sono fantasmi assenti, mentre la struttura scolastica è interessata solo a mantenere la quiete.

 

After School Midnighters (2012)

after_school_midnighters_0Un concentrato di animazione digitale impazzita per l'esordio nel lungometraggio di Takekiyo Hitoshi: allargando il concetto del precedente corto in motion capture After School Midnight (2007), After School Midnighters si rivela un'avventura orrorifica fuori controllo, con personaggi strampalati, situazioni surreali, humor nero e colori notturni. La trama si contorce presto su se stessa, e il target risulta contraddittorio, con l'ambientazione alle elementari che si mescola a un umorismo raffinato di probabile difficile interpretazione per i più piccoli, ma Takekiyo gestisce l'insieme con divertimento bizzarro, capace di elaborate invenzioni e continui scarti nel non-sense.

 


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