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Film

Black Lizard (1968)

black_lizard_0Black Lizard è un misterioso e leggendario ladro che minaccia il furto di un diamante preziosissimo, posseduto da un importante gioielliere. A tutela della preziosa gemma viene ingaggiato il famoso investigatore privato Akechi Logoro.

 

Azumi (2003)

azumi1_0Nel Giappone feuduale, l'orfana Azumi è allevata da un vecchio guerriero, maestro di arti marziali. Lontana da qualsiasi tipo di vita civile, la ragazza apprende insieme ad altri nove compagni le più efficaci tecniche di combattimento con la spada. Dopo anni di addestramento e dopo una terribile prova che riduce il gruppo in appena cinque componenti, Azumi parte con i suoi fratelli d'armi per compiere la prima missione da assassina: uccidere un potente signore della guerra che mira a distruggere la pace precaria del paese.

 

Atragon (1963)

atragon_0Caposaldo del sottogenere della fantascienza giapponese che tratta le cosiddette "fantatecnologie", ciononostante non si può annoverare tra i capolavori del maestro Honda. Quest'ultimo, mentore del cinema fantastico nipponico, con Atragon non ci regala una storia socialmente impegnata come al solito. Tuttavia, non è una pellicola del tutto priva di interesse.

 

Antenna (2003)

antenna_0Antenna è spiazzante, ammorbante, un thriller talmente effimero e misterioso da rasentare l'incomprensibilità; un dramma dilagante che parte da un presupposto semplice - e abusato nel cinema horror nipponico - per svilupparlo in maniera ellittica, creando atmosfere morbose e giocando sul non detto e sulle amnesie.

 

Amalfi: Rewards of the Goddess (2009)

amalfi_0Nishitani Hiroshi torna al thriller dopo Suspect X (2008) con un budget più sostanzioso, grazie ai festeggiamenti per i cinquant'anni della finanziatrice Fuji Tv, e un set internazionale che ha come teatro l'Italia, in particolare Roma e, per una piccola porzione, Amalfi. La storia ruota intorno al solito, complesso complotto da sventare.

 

All Around Us (2008)

all_around_us_0Otto anni, dal 1993 al 2001, nella vita di una coppia come tante. Kanao è un disegnatore che lentamente, per sopravvivere, scende a patti con un lavoro che non ama: disegnare bozzetti nelle aule di giustizia giapponesi, dove non è permesso l'ingresso ai fotografi. Shoko, al contrario, sta faticosamente risalendo la china dopo l'implosione conseguente all'aborto spontaneo che ha portato via loro figlio.

 

Avalon (2000)

avalon_0Un universo spento e narcotizzato in cui l'unica via di fuga è un war game virtuale a cui i giocatori si connettono, combattendo da soli o in gruppo, fino a passare di livello - per accedere a nuovi scenari sempre più complessi. Ma giunti al livello superiore alcuni incontrano un fantasma, forse un bug di sistema, finendo in un livello sconosciuto, la Classe A, dal quale nessuno è mai tornato; la loro mente viene risucchiata, e rimane solo un corpo completamente privo di reazioni, un vegetale.

 

April Story (1998)

april_story_0La storia è poco più che abbozzata, tanto che di primo acchito si potrebbe pensare quasi a un filmino amatoriale girato per gioco. La giovane Uzuki si trasferisce dalla campagna a Tokyo per seguire la scuola. Tra vicini di casa bizzarri e compagne di corso dispettose, cerca Yamazaki, che a Tokyo ci è andato per l'università.

 

Amazing Lives of the Fast Food Grifters (2006)

amazing_lives_of_fast_food_grifters_0Il "tachigui", la pratica di mangiare di fretta in baracchini di strada, si diffuse nel Giappone postbellico, quando i ristoranti tradizionali erano inaccessibili alla maggior parte della popolazione. Presso uno di questi chioschi, in cui si serve soba (tagliolini di grano saraceno), fa la sua apparizione Plenilunio Ginji, primo dei leggendari Maestri dello Scrocco dei Fast Food.

 

All Mixed Up / Manji (1964)

all_mixed_up_0Riduzione del romanzo Manji di Tanizaki Junichiro, uscito originariamente sul finire degli anni '20 e in italiano pubblicato come La croce buddista . La catena di amori incrociati tra i quattro protagonisti, trasposta nel Giappone coevo, rifulge di un erotismo insinuante, rilucente, rabbioso.

 

Alive (2002)

alive_0Fautore di un cinema frastornante (ed estenuante) di pose stilizzate ed effettacci fini a se stessi, Kitamura Ryuhei trascende l'opera cui dovrebbe ispirarsi - l'omonimo manga in un unico volume di Takahashi Tsutomu - per trasportarla nel suo mondo di prolissi combattimenti, veloci movimenti di macchina e pacchianerie assortite.

 


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