404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

Quick (2011)

Print

quick_0Uno dei simboli, insieme a Sector 7, del fallimento al botteghino coreano dei blockbuster ad alto budget programmati nel 2011, Quick è una dispendiosa e disperata giostra variopinta, ancorata agli anni '80 (dal punto di vista estetico, simbolico, persino teorico) e per questo fuori tempo massimo; una giostra isterica e misogina, fracassona e incoerente, con una recitazione urlata e sopra le righe, una trama in filigrana e una messa in scena che richiama l'incosciente incrocio tra un Fast & Furious sbroccato e un cinepanettone deprimente.

Gi-su, ex membro di una gang su due ruote, si limita nel presente a fare il pony express. Un giorno viene contattato per una consegna urgente. Arrivato sul luogo dell'appuntamento, scopre che deve trasportare la sua ex fidanzata, che ora si fa chiamare A-rom, a un concerto di cui lei è la star. Nel mentre però uno sconosciuto sostituisce il suo casco con un complicato ordigno e tramite il ricatto di farli entrambi saltare in aria li costringe a consegnare dei pacchi bomba in diverse parti della città, entro un tempo prestabilito. Presto la polizia si mette sulle loro tracce e per Gi-su e A-rom inizia una fuga senza soste.
Fin dagli anni '50, ma poi soprattutto nei decenni successivi, in Giappone esplose la moda delle bande di motociclisti, dette bosozoku ("tribù della velocità sfrenata"), che portarono anche a un certo numero di rappresentazioni cinematografiche, non ultimo il furente Godspeed You! Black Emperor (Yanagimachi Mitsuo, 1976). Quell'immaginario, ricolorato di contrasti esasperati e ridanciani, viene trasportato nella odierna Corea, a fare da sfondo a una storia che ha l'unico intento di unire sgommate, esplosioni e spacconate - nelle intenzioni il sogno bagnato di un qualsiasi adolescente bruciato dalla passione per motori e gloria con le ragazze. Jo Beom-goo, al terzo film dopo The Bad Utterances (2004) e Riverbank Legends/Ddukbang (2006), trasforma però l'occasione in un inno alla demenzialità, un'orgia di kitsch (volontario e non) alla lunga demoralizzante, scatenando un rigurgito anni '80 di sfrenato edonismo, in cui le donne si limitano a urlare ed essere oche imbecilli, gli uomini o sono ultra-cool o spalle macchiettistiche e dove la coerenza narrativa è solo l'ultimo orpello dei falliti. Giustamente punito negli incassi, oggetto di scherno e incredulità, Quick è il prodotto di contorno di un'industria cinematografica ipertrofica in cerca di continui stimoli al rialzo, in un impeto di grandeur spropositata per cui è pure difficile provare compassione o pietà.


paese: Corea del Sud
anno: 2011
regia: Jo Beom-goo
sceneggiatura: Park Su-jin
attori: Lee Min-ki (Gi-su), Kang Ye-won (A-rom), Kim In-kwon (Myeong-sik), Ko Chang-seok, Joo Jin-mo, Kim Byeong-cheol



Dim lights Embed Embed this video on your site §

sitemap