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Way Back Home (Taiwan, 2010)

Wednesday, 17 October 2012 09:05 Stefano Locati Film - AltrAsia
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way_back_home_0Ritratto minimale della gioventù taiwanese in un interno: Shen Ko-shang, documentarista che aveva esordito nel film di finzione con il corto Two Juliets presente nell'ombibus Juliets (2010), intreccia le storie quotidiane dei quattro protagonisti con empatia soffusa, prendendo a snodo nevralgico l'appartamento in cui vivono, che assurge a vero e proprio co-protagonista, caratterizzato dalla penombra caotica del soggiorno, con in primo piano il grande divano su cui spesso si siedono a parlare, mangiare o guardare la tv.

Le festività per il capodanno cinese si avvicinano e nel modesto appartamento in cui convivono tre giovani, due ragazzi e una ragazza, compare inaspettatamente Aki, figlia dei proprietari, tornata a Taiwan per incontrare i genitori, a loro volta all'estero per lavoro, dopo una lunga separazione. Aki pensava di trovare la casa vuota, ma per diverse ragioni i tre coinquilini non hanno raggiunto le rispettive famiglie. A-Tian è un tassista solitario e silenzioso, orfano. Yi-jyun è una commessa in una profumeria che cerca di evitare la madre, perché vuole costringerla a trovare marito tramite appuntamenti al buio. Chicken è un diciottenne scapestrato che fugge dal ricordo dei genitori. La presenza di Aki cambierà le loro esistenze sempre uguali.
A dominare Way Back Home non sono grandi drammi o sconvolgimenti epocali. L'evoluzione dei protagonisti è invece sottolineata da piccoli mutamenti quotidiani, da quella radiografia delle piccole cose in grado di raccontare gli sbalzi d'umore e le palpitazioni passeggere. Uno sguardo vicino ai personaggi, senza essere opprimente o voyeuristico, capace di scavare in profondità pur se in apparenza non sembra succedere niente. In effetti il film lavora per sottrazione, ma riesce a lasciare un retrogusto nostalgico e aperto alla speranza. Aki, A-Tian, Yi-jyun e Chicken parlano, interagiscono – tra piccoli battibecchi, complicità, incomprensioni – dando vita a un microcosmo familiare, in qualche modo anche buffo, come dimostra il banale incidente domestico che dà il via, in flashforward, alla narrazione. Il pretesto festivo, con quella necessità sociale di ritrovare i propri cari e l'unità con le proprie radici, assume così un calore umano dal tono gentile e rassicurante, senza mai diventare pedissequo o inutilmente melenso.


paese: Taiwan
anno: 2010
regia: Shen Ko-shang
sceneggiatura: Wu De-yuan, Lu Shin-je, Lai Wen-shiuan
attori: Ying Wei-min, Tan Jen-gang, Wei Ru-yun, Kao Yi-ling, Wu Jung-tian


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