How to Disappear Completely (Filippine, 2013)

how_to_disappear_completely_0I film di Raya Martin, giovane e alquanto prolifico (in maniera che è quasi sospetta, per chi non è uso regalare buonafede alla fama festivaliera), non hanno mai brillato sinora per scelte di cosiddetta linearità narrativa. Di qui, la difficoltà a parlarne in maniera semplice, che li approcci partendo dalla loro storia, dal loto tema, dal loro argomento/argomentazione di base. How to Disappear Completely si distacca un po’ da queste caratteristiche, e mostra al contrario un Martin che sfoggia un certo gusto citazionista (proveniente dall’horror statunitense, soprattutto) e lo innesta sulla storia di una ragazzina che vive in una delle centinaia di isole delle Filippine, in una piccola comunità dove l’evasione è data solo per stordimento da alcool e gioco (la via che sceglie il padre), oppure per la trascendenza del ripetitivo gesto religioso (la via che sceglie la madre), chiusa tanto da stare stretta stretta alla ragazzina che ha già in partenza cuciti addosso episodi di (quotidiana?) cronaca nera famigliare. A questa storia si fondono quelle degli abitanti del villaggio isolano e isolato, della leggenda di una vecchia fantasmatica dai bianchi e lunghi capelli che si aggira nella foresta, e di una recita (teatrale) scolastica dopo la quale nulla sarà com’era prima.

Una colonna sonora electro-noise, insistente e molto azzeccata per l’atmosfera che crea, accompagna il viaggio dentro l’oscurità e la morbosa ambiguità di sfaldamento famigliare e sociale del contemporaneo filippino (e non solo, si direbbe), con il filo conduttore della voglia di scomparire e cancellare tutto quello che di brutto circonda il sogno della protagonista, che è un sogno da adolescente di purezza e giustizia. Una piccola vicenda racchiusa in un privato di orizzonti limitati e punti di vista particolari si tramuta allora, nel giusto tempo che si prende Raya Martin per la preparazione più dello spettatore che della maturità dei personaggi, in un palco d’anti-catarsi collettivo e nazionale, ritratto coi toni dell’orrore cinematografico, anche se a dir il vero la sostanza del racconto somiglia più a quella di un orrore tangibile, del reale.
How to Disappear Completely è un film di discreta intensità, senza fronzoli e verace nei suoi moventi, che ogni tanto sembra tirarsela un po’ e guardarsi allo specchio, ma che sa anche stemperare con l’ironia alcune punte di dramma ai limiti del piagnisteo, e regala scene memorabili come quella in cui il padre della protagonista, sbronzo ma non troppo, pontifica in camera mentre spiega al suo gallo da combattimento la parabola dell'origine della sua, pennuta, specie.


paese: Filippine
anno: 2013
regia: Raya Martin
sceneggiatura: Raya Martin
attori: Shamaine Buencamino, Noni Buencamino, Ness Roque, Ronnie Martinez, Abner Delina