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Exit (Taiwan/Hong Kong, 2014)

Tuesday, 26 August 2014 16:32 Paolo Villa Film - AltrAsia
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exit 2014 0Ritratto compassato di una donna di mezza età che vive un tran tran automatico e quotidiano fatto di solitudine e inconsapevolezza dei propri piaceri, dei propri bisogni: Exit racconta senza ricami la storia di Ling, donna un tempo piuttosto piacente, ma sfiorita pian piano negli anni, con una figlia fuori casa e un marito lontano per lavoro, entrambi mai disponibili al telefono quando lei li chiama.

Un giorno perde anche l’ultima ancora che ancora le nascondeva la realtà della sua solitudine: un piccolo lavoro da sarta che le teneva occupate le giornate. Le rimane solo la scorbutica suocera malata, costretta a letto in ospedale, cui badare, ed è in questo luogo che dal grigiore incasellato che le era sino a quel momento unicamente familiare spunta l’imprevisto, in forma di paziente ortopedico parecchio grave; fasciato e ingessato, persino con gli occhi bendati, l'unica cosa che il poveretto riesce a fare nello stato di semicoscienza in cui si trova è emettere un lamento cantilenato e intollerabile, probabilmente senza nemmeno rendersi conto. Nel cercare di aiutarlo come può, Ling apre una porta nel grigiore che la porterà un passo più lontano dentro la sua essenza di persona e di donna.
L’immagine della porta è proprio una delle immagini chiave di questo debutto alla regia per Chienn Hsiang, già direttore della fotografia di delicata sensibilità, che riassume il groppo psicologico di Ling nelle periodiche sfide con la sua porta di casa, dalla chiusura difettosa e apertura a volte ardua, e intorno alla porta, alle porta, i muri grigi, le scale, i palazzi, le tende delle camere di ospedale che rappresentano immediatamente le celle elementari della struttura in cui vengono incasellate le vite di personaggi come la protagonista, che finiscono in gabbie senza catene, ma di dimensioni ridotte, a volte complici dei propri carcerieri metafisici. Nella tenue speranza di umanità (e relazioni interpersonali asimmetriche) che scintilla dall’incontro di Ling e dello sconosciuto ingessato e dolente c’è tutta l’eco del cinema di Tsai Ming-liang, che abita potente il rapporto impossibile tra i due: non a caso a dare un’anima al film è una delle attrici feticcio di Tsai, una superba Chen Shiang-chyi, che sembra riecheggiare un po’ il suo ruolo di fidanzata di Hsiao Kang in Il fiume/The River (1997).
Con una cura estrema per l’inquadratura e il ritmo, il film rode interiormente anche senza impressionare con la forza, tanto che si finisce con l’impressione che non spicchi mai il volo. Ma quando qualche giorno dopo la memoria torna ad alcune scene e inquadrature, capisci che il segno lo ha lasciato.



paese: Taiwan, Hong Kong
anno: 2014
regia: Chienn Hsiang
sceneggiatura: Budding Chen
attori: Chen Shiang-chyi, Easton Dong




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