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Decaying, The (Filippine, 2017)

Tuesday, 20 March 2018 12:58 Francesco Saverio Marzaduri Film - AltrAsia
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The DecayingThe Decaying (Nabubulok) segna il debutto dietro la macchina da presa dello sceneggiatore televisivo Sonny Calvento. Liberamente ispirato a un fatto di cronaca di quindici anni prima, avvenuto nelle Filippine, mescola corpi e luoghi in un impasto tipicamente thrilling: una donna scomparsa, occhi indiscreti, una minuscola cittadina, tracce di sangue, amanti segreti, figli angosciati, un marito carico di rabbia, un persistente odore di marcio, il germe di un dubbio che cresce a macchia d’olio in un ambiente sempre più xenofobo.

Un tentativo di critica sociale, in sostanza, che porta a interrogarsi se il Male serpeggi nell’ambito domestico o nella stessa società filippina. La scrittrice Jessica Zafra, a mo’ di provocazione, sostiene che i serial killer del Paese avrebbero vita dura dovendosi confrontare con una nazione di ficcanaso. I segreti non si possono mantenere in una comunità: sospettosi per natura, i filippini osservano il comportamento altrui senza trascurare la più piccola stranezza; ciò perché le comunità sono molto unite, specie in provincia dove tutti conoscono tutti. Più che un tratto positivo, in The Decaying diventa persecuzione fomentata da pettegolezzi quotidiani. Né manca la stoccata al governo e all’amministrazione di Rodrigo Duterte, mentre il volto del Presidente imperversa ovunque e persino sulla maglia di uno dei protagonisti. In tal modo, suggerisce l’autore, quell'odore stagnante di putrido è causa dello stato attuale e della società.
Il potere è criticato anche attraverso le forze dell'ordine grazie alla prova di Lao Rodriguez, l'ambiguo e triste capo della polizia, o quando un poliziotto che ingaggia un duello verbale con Ingrid (l'attrice-regista Gina Alajar) improvvisamente ignora la donna, cambia tono e diviene allegro per un pacco recapitato in ufficio. Calvento si serve sapientemente di humour, tragedia e suspense per denunciare chi o cosa non funziona. Il direttore della fotografia Neil Daza utilizza il chiaroscuro per evidenziare eventi e personaggi, luci naturali (il sole che risalta i colori della locale festa) o artificiali (i lampioni nell'oscurità che illuminano le espressioni di Rommel, l'attore JC Santos), per poi sceglierne una posta dietro al soggetto o per rivelare una silhouette nella scena clou. Tutti di livello gli interpreti, in particolare un Billy Ray Gallion in sottrazione, ambiguo e inquietante, che lascia trasparire dietro l'apparente controllo una rabbia sempre sul punto di esplodere. E se Jameson Blake ha poche battute, e tanto basta a staccarsi dall'usuale ruolo di adolescente, Dannah Cardoza e Krystal Mejes sanno andare oltre gli stereotipi di meticce, suscitando empatia per le loro complicate esistenze.

 


paese: Filippine
anno: 2017
regia: Sonny Calvento
sceneggiatura: Sonny Calvento
attori: Gina Alajar, JC Santos, Jameson Blake, Billy Ray Gallion, Lito Pimentel, Ella Yu, Jerom Canlas, Dannah Cardoza, Krystal Mejes



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