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20:30:40 (Taiwan, 2004)

Friday, 11 February 2011 15:30 Valentina Verrocchio Film - AltrAsia
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20_30_40_0Una stewardess con due cellulari e due fidanzati, uno giovane e in vena di sposarsi, l'altro maturo e già sposato. Una aspirante cantante giovanissima, appena arrivata dalla Malesia e messa in stanza con una altrettanto giovane cantante da un compositore-scopritalenti di Hong Kong mezzo fallito. La proprietaria di un negozio di fiori che avendo deciso di farla finita col marito (non solo perché ha un gusto orrendo per le camicie) si imbatte in una serie di bellimbusti giovani e vecchi constatando che non ce n'è nemmeno uno che non faccia ridere e non abbia un retrogusto grave di scemo.

20: 30: 40 originariamente era un album di canzoni registrato da Sylvia Chang con Lee Sin-je e a Rene Liu. Successivamente dall'album alcuni pezzi si sono trasformati e dilatati in storie e poi in sceneggiatura per quello che è un film decisamente per donne e di donne. Non però donne che sanno tutto e non sbagliano mai. Anzi. Donne che piuttosto sono prigioniere di un'età e di una città, la Taipei del terremoto che anni fa consolidò nella testa dei taiwanesi, via tv, l'impressione che la Cina sia ormai lontana e Taiwan sia una nazione autonoma, unita specialmente di fronte ai grandi eventi mediatici. Ognuna delle protagoniste di 20: 30: 40 ha le sue magagne: la ventenne brava e mite non riesce a domare l'amichetta e non è capace, eventualmente, di fare il salto di qualità che le permetterebbe di conoscere l'attrazione per un'altra persona da una nuova prospettiva. La trentenne si comporta come una bambina piccolissima, non vuole sentir parlare di niente di serio e le sue distrazioni hanno un che di ottusamente cronico che può essere perdonato solo grazie alla fisicità sempre eterea, bella e buffa di Rene Liu. La quarantenne riesce a liberarsi di un marito fetido, ma poi non riesce a capire davvero cosa fare di se stessa e si imbarca in una serie di figure una più imbarazzanti dell'altra, alla ricerca di una qualche forma di fidanzato (povero Richie Ren, che si prende una cornettata telefonica in fronte perché troppo focoso!). Insomma un universo di donne un po' confuse, messe in scena da Sylvia Chang con enorme ironia, buon senso del ritmo e anche delicatezza. Belle come sempre le scene in aeroporto (spesso presenti, gli aeroporti, nei film di Sylvia Chang). Bello il voler raccontare il disagio di essere donne e non volersela cavare da sole (Rene Liu indispettita e capricciosa sotto la pioggia che fa telefonate a destra e a manca per trovare qualcuno che la venga a prendere...). Perché questo è il secolo in cui cavarsela da sole non è che un amaro ripiego per sfuggire l'inaffidabilità maschile. Senso dell'umorismo, secchiate d'acqua gelata in faccia, busti e pancere per fisici attempati, sesso ginnico, ogni tipo di interesse tra uomo e donna tranne l'amore, e gli occhi candidi di due ragazzine che potrebbero capire che l'amore è altrove, non negli uomini, ma finiscono col ripiegare sul bamboccio di turno, abbandonando libertà sfrenate e sogni di gloria (Anthony Wong manager depresso è come sempre impagabile, non c'è nemmeno bisogno di dirlo!). 20: 30: 40 è tutto questo, un film che con leggerezza fa commedia di quelle che sono le tragedie, tutte a quanto pare superabili, della vita delle donne. (febbraio 2006)

 


paese: Taiwan
anno: 2004
regia: Sylvia Chang
sceneggiatura: Sylvia Chang, Vincci Cheuk, Cat Kwan
attori: Sylvia Chang (Lili), Rene Liu (Hsiang Hsiang), Angelica Lee Sin-je (Hsiao Jie), Kate Yeung (Tong Yi), Anthony Wong (Shi ge), Tony Leung Kar-fai (Jerry Zhang), Richie Ren

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