Best of Times, The (Taiwan, 2002)

best_of_times_0Wei lavora nel parcheggio di un nightclub appartenente a un gangster; quando viene incaricato di riscuotere i debiti per conto del suo padrone riesce a far assumere al proprio fianco Jie, suo cugino e miglior amico, ma la tragedia è in agguato. I padri sono scialacquatori e ubriaconi, le madri defunte oppure scappate via, le sorelle in fin di vita e gli amici solo dei buoni a nulla.

Come il connazionale Tsai Ming-liang, anche Chang Tso-chi rappresenta Taipei come un teatro di derive esistenziali; ma se lo stile del regista di Vive l'Amour trova sempre un magnifico equilibrio tra lentezza narrativa e coinvolgimento emotivo, Chang al contrario - pur non annoiando - non ci fa mai entrare nel cuore della storia: si è in continua attesa di un colpo d'ala, di un sussulto improvviso, ma non si ottiene nulla, solo un finale sbagliato ed esageratamente poetico. Ci sono alcuni bei momenti, ma il distacco che si avverte sembra troppo studiato per emozionare davvero.
Presentato in concorso alla Mostra di Venezia nel 2002, The Best of Times non è un film riuscitissimo: non è neanche bello, ma merita comunque di essere visto. Merita perché parla di miseria, di morte e di rassegnazione, ma lo fa sempre a testa alta, senza mai piangersi addosso; c'è una bella visione di fondo delle cose e del mondo, forte e per nulla patetica. Le disgrazie quotidiane, piccole o grandi che siano, si accettano per quello che sono e si tenta di superarle, senza guardarsi indietro e senza fare filosofia spicciola: ogni tanto è bene ricordarlo. Chissà cosa ne avrebbe saputo tirare fuori un regista italiano.

 


paese: Taiwan
anno: 2002
regia: Chang Tso-chi
sceneggiatura: Chang Tso-chi
attori: Wing Fan (Wei), Gao Meng-jie (Jie), Yu Wan-mei (Granny), Tien Mao-ying, Chang Shang-ting, Tsai Ming-hsiu