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Invitation Only (Taiwan, 2009)

Friday, 11 February 2011 16:11 Stefano Locati Film - AltrAsia
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invitation_only_0La risposta taiwanese all'ondata di torture-porn stile Saw (2004) e soprattutto Hostel (2005). Smerciato come il primo vero slasher autoctono, Invitation Only non è altro che un patchwork di cliché del genere, a partire dall'idea base. Wade è un giovane squattrinato che si barcamena come autista e tuttofare. Un giorno il suo ricco datore di lavoro, presidente di una grande finanziaria, gli regala un invito per una festa ultra esclusiva a cui gli chiede di partecipare, fingendosi suo cugino. Titubante, Wade si fa ammaliare dalla promessa di soldi e luccichii.

Convenuto nell'elegante villa, Wade conosce atri quattro invitati che, come lui, appaiono del tutto fuori luogo: anche loro in effetti non navigano nell'oro e sono stati invitati per interposta persona. Presto diviene chiaro che i loro inviti non avevano nulla di casuale e i cinque non sono altro che il sollazzo della società bene di Taiwan, riunitasi per godere in decorosa privacy di qualche sadica tortura su carne umana. Wade e gli altri cercano di sfuggire al massacro (non prima della necessaria parentesi di sesso con la più bella del gruppo), ma i ricchi sono duri a morire.
L'obiettivo pare presentare in senso letterale la quotidiana guerra tra ricchi e poveri, abitanti di due universi distinti, lontani, che spesso non si toccano e non si conoscono. La metafora è però tanto scoperta, ingenua e didascalica da chiarire subito la sua natura di pretesto. Ciò che importa al giovane Kevin Ko, venticinquenne al suo esordio nel lungometraggio, è scimmiottare i teen horror hollywoodiani, con quel tanto di sangue e coltellate a giustificare l'attenzione. Le prime sequenze fanno ben sperare, ma dopo l'introduzione dei personaggi si scade nella coazione a ripetere di trovate già viste e riviste, in cui la costruzione affrettata distrugge qualsiasi senso di attesa. Gli effetti speciali gore, riservati invero a poche inquadrature, sono per quel che conta sufficientemente sanguinolenti. Bene anche fotografia e montaggio, segno che la produzione non è esattamente risicata, ma manca completamente una visione registica personale, che sappia coinvolgere e affondare (fosse anche in senso letterale) oltre gli stereotipi.

 


paese: Taiwan
anno: 2009
regia: Kevin Ko
sceneggiatura: Sung In, Carolyn Lin
attori: Bryant Chang (Wade), Maria Ozawa (Dana), Jerry Huang (presidente Yang ), Vivi Ho, Joseph Ma, Ma Kuo-hsien, Krisitian Brodie

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