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Morning Fog (Taiwan, 1978)

Friday, 11 February 2011 16:19 Valentina Verrocchio Film - AltrAsia
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morning_fog_0Tu Hsiao-meng (Brigitte Lin) è una ragazza moderna e vivace alla quale capita di incontrare, nel restituirgli il portafogli perso per sbaglio, il baldo e svettante Tai Ya-lun (Chin Han), immediatamente folgorato dalla freschezza turbinosa della fanciulla, al punto da trovarne in quattro e quattr'otto l'indirizzo e invitarla a cena. I due vanno d'accordo, si vede subito; peccato che lui sia già fidanzato in casa con l'isterica quanto appariscente quanto volgare Shi Mei-ni, figlia di un potente uomo d'affari, che nella vita ha il solo rimpianto di non essere stato sufficientemente vicino alla sua compagna prematrimoniale, della quale ha perso le tracce, e da cui ha avuto una figlia.

In concomitanza col primo bacio tra Ya-lun e Hsiao-meng, quest'ultima trova lavoro come tutrice di Tang Yung-pin, giovane e intrattabile ragazzino ricchissimo, costretto sulla sedia a rotelle da una misteriosa malattia, ma disposto a, letteralmente, passi da gigante verso la guarigione, solo a essere trattato come un adolescente normale e non come un malato. Naturalmente tutto va storto quando la fidanzata ufficiale di Ya-lun decide che nessuno le ha mai messo i piedi in testa, ed è quindi ora di eliminare la selvatica rivale poverella, del resto offesa a morte tanto da abbandonante lo spaesato Ya-lun in balìa di un palleggio di indecisioni e azioni fallose. Tra minacce e tragedie vere e false, oggetti infranti e rivelazioni scomode, chi se lo merita avrà la meglio e chi no andrà in punizione, con qualche sacrificato che non aveva fatto nulla di male, per amor di sceneggiatura.
Un tipico film con Brigitte Lin postadolescente, nel periodo taiwanese. Weepies si chiamano questi film, ossia, a voler italianizzare, piagnucolini, nel senso che all'epoca queste erano pellicole rigorosamente per tutti, ma soprattutto per la gioia dei fazzoletti di mamme figlie sorelle e eventuali fidanzatini, rispettando e ripetendo in ogni variante possibile lo schema con al centro la giovane eroina pulita e fiera (e un po' scorbutica, perché a Brigitte Lin il broncio ha sempre donato), e tutt'intorno le mascherine della società perbenista borghese e tradizionalista, assortite in un teatrino di disavventure, colpi di fortuna e di scena e coincidenze cataclismatiche.
Morning Fog entra subito nel vivo fin dai titoli di testa, energetici e frizzanti (quasi come Run Lover, Run), e per il resto, grazie alla bellezza, alla bravura e al guardaroba da rotocalco sbarazzino di Brigitte Lin, si barcamena ed è un film guardabile e godibile, solo a voler essere un minimo indulgenti e ben predisposti a schivare o attutire l'impatto involontariamente comico (e non solo perché il film è datato) di certi momenti altamente drammatici, come quello in cui Chin Han, maschio e deciso, spacca un vetro della linda casetta di Brigitte Lin solo perché lei ci sta mettendo tempo a concedergli di entrare, visto che stanno litigando (e poi però lo stesso Chin Han, a testa bassa e con una passività ebete da far un baffo agli uomini di oggi, si va a cacciare in una serie di errori fatali che gli comprometteranno l'esistenza); o come quell'altra sequenza in cui l'adolescente Yung-pin, solo un attimo prima incontrollabile riottoso e infermo, un attimo dopo sotto consiglio di Hsiao-meng si alza dalla sedia a rotelle e come se niente fosse-miracolo-cammina-magia, anche se poi inciampa ma non cade, solo perché rimane in bilico su una delle due ginocchia immobilizzate e malate. Ecco, a parte questi esempi di cinema finzione finta e fatta male, Morning Fog comunque riesce a reggere e a raccontare la propria storia, intrattenendo e anche intenerendo, nel suo intento moraleggiante ma tutto sommato non ottuso. Chi non regge, specie al confronto con le mode, è Chin Han, vestito in modo tra il raccapricciante e l'esilarante, incapace di muovere la faccia in modo espressivo, e non aiutato da inquadrature che vorrebbero incorniciarlo a modello di uomo anni settanta, anche se meno atteggiato di Alan Tang (uno degli altri vari compagni (quasi) fissi di schermo di Brigitte Lin (1)), cosa che davvero non guasta e ha un suo peso.
In un giudizio complessivo e finale a Morning Fog, che è perfino tratto da un romanzo di Yuan Hsiao-for, si potrebbe dare una piena sufficienza, come nel valutare un oggetto di modernariato che ha il grandissimo pregio di racchiudere al suo interno una Brigitte Lin giovane e leggera, ma dai principi saldi e genuini: "Io non voglio che la mia vita dipenda dai miei amici" sarà una delle sue prime battute, e chiunque non può far altro se non essere con lei!

 

1Lin Ching Hsia, insieme a Lin Feng-chiao (più tardi moglie di Jackie Chan), Chin Han e Charlie Chin Hsiang-lin, inseparabili e mescolati e rimestati in ogni possibile salsa cinematografica, erano negli anni settanta noti come il gruppo delle due Lin e dei due Chin, ossia i rubacuori incontrastati dei ragazzini e ragazzine di mezza Asia.


paese: Taiwan
anno: 1978
regia: Lin Wen-jing
sceneggiatura:
attori: Brigitte Lin (Tu Hsiao-meng), Chin Han (Tai Ya-lun)

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