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Rebels of the Neon God (Taiwan, 1992)

Friday, 11 February 2011 16:22 Riccardo Rosati Film - AltrAsia
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rebels_of_neon_god_0Nel suo primo vero lungometraggio, Tsai Ming-liang espone quelle che saranno le tematiche presenti in modo quasi ossessivo nella sua opera: la presenza immancabile dell'acqua, l'utilizzo dei suoni acusmatici, la colonna sonora come fenomeno indipendente dalla narrazione, lunghi silenzi e dialoghi ridotti all'essenza. Tutto ciò lo si ritrova in questa pellicola lenta e malinconica, dove siamo testimoni dell'isolamento e straniamento culturale della gioventù asiatica. Che sia il Giappone, la Cina o, come per Tsai, Taiwan, la sfrenato modernismo orientale, che si incarna in megalopoli inumane e rumorose, fa le proprie "vittime" preferibilmente tra i giovani.

I quattro protagonisti di Rebels of the Neon God vagano senza meta. Due si arrangiano con piccoli furti, mentre un terzo, Hsiao Kang, scivola inesorabilmente verso un rifiuto senza ritorno della società. Fa da contorno un personaggio femminile che ha come unica funzione quella di stigmatizzare l'incapacità di costruirsi un rapporto con uno dei due teppistelli; come a voler ammettere che quello in cui vivono è un mondo vuoto, insensibile. Il regista temporeggia, indugiando come suo solito su campi medi, scanditi sovente dalla pioggia. Quest'acqua minacciosa e inarrestabile è la firma di un artista che rifugge il clamore e le urla, prediligendo una protesta silenziosa, mutuata dalla "zitta ribellione" dei suoi personaggi.
Strano regista davvero Tsai Ming-liang. È come se rifiutasse il cinema e il suo linguaggio, in primis il montaggio, giacché questo non viene utilizzato, come di consuetudine, quale artificio narrativo; ma risulta essere un semplice, quanto indispensabile, strumento per tenere insieme un intreccio esilissimo. Una sceneggiatura vuota che però non è difetto, anzi è coerente con la poetica di un cineasta che ha fatto dell'assenza (colonna sonora, dialoghi, ecc.) il proprio manifesto intellettuale. Tuttavia egli puntualmente ci stupisce donando significato al nulla, colmando il silenzio con suoni banali e distanti, e che in virtù di ciò si riempiono di significati. Un storia fatta di vite solitarie, schiacciate dal frastuono dei giochi elettronici e del traffico. Proprio per questo siamo spinti ad "allungare le orecchie", per capire cosa si trova nel "buco" aldilà del caotico "Dio al Neon".

 


paese: Taiwan
anno: 1992
regia: Tsai Ming-liang
sceneggiatura: Tsai Ming-liang
attori: Chen Chao-jung (Ah Tze), Jen Chang-bin (Ah Bing), Lee Kang-sheng (Hsiao Kang), Lu Yi-ching (madre), Miao Tien (padre), Wang Yu-wen (Ah Kuei)

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