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Vive l'amour (Taiwan, 1995)

Friday, 11 February 2011 16:39 Valentina Verrocchio Film - AltrAsia
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vive_lamour_0Una lei e due lui, a Taipei. Perfetti sconosciuti, una lavora per un´agenzia immobiliare, uno è un rappresentante di un´impresa funebre, e un altro è un venditore ambulante di vestiti. Le esistenze dei tre entrano in un labile contatto per caso, per sesso, per inerzia, complice un appartamento vuoto e un mazzo di chiavi lasciato incustodito.

Tsai Ming Lian e Hou Hsiao Hsien sono argomento sicuro di polemica, nelle discussioni cinematografiche. Ma non sono uguali, la loro pesantezza e/o bravura si fonda su radici profondamente diverse. Hou Hsiao Hsien è stilisticamente più rigido, ma comprensivo, indulgente verso le vicende trattate. Tsai Ming Lian è forse registicamente più impreciso e improvvisato, ma risoluto e impietoso nella descrizione degli sfaceli umani. Vive l´Amour paradossalmente non è un film da festival, perché va visto isolato per accettare di venir riempiti del disagio dei personaggi. Lee Kang-Sheng, specie di Leslie Cheung taiwanese, meno sfrontato sebbene ugualmente umorale e istintivo, dà del suo personaggio un´interpretazione remissiva e introversa, facile preda di pulsioni onanistiche e liberatorie (la scena col cocomero). Chen Chao-Jung è veloce e animalesco, profittatore di fine millennio autosufficiente e e privo di introspezione, che per un caso, per vaga necessità, e per curiosità narcisistica e puerile si mette sulle tracce dell´impiegata dell´agenzia immobiliare, quasi solo per passare il tempo, e intreccia una specie di amicizia con l'impresario funebre, che rappresenta un mondo un gradino più su del suo, ma lo stesso precario e a rischio, in una Taipei giardino di cemento meccanico e deserto, in cui il benessere non è cosa scontata per nessuno. Yang Kuei-Mei è semplicemente grandiosa nella disinvoltura dei suoi gesti quotidiani, trangugiare velocemente un boccone accucciata sul pavimento di un appartamento da vendere, fare la pipì, attaccare a un albero un cartello immobiliare, aprire e chiudere porte e spegnere e accendere luci, nel percorso inevitabile quanto senza senso verso un sesso casuale, sfregamento sterile di cinghie, di rabbie e di sudori, e che dopo la lascia più vuota e desolata di prima, fino a portarla a quel pianto finale di rossetto infreddolito e lacrime vere, che ormai non è un segreto più per nessuno, e che non cessa di venir sbolognato snobbisticamente con qualche parola di sdegno vigliacco da cinefili dell´ultim´ora e critici che vedono l´Asia come un tutt´uno di film incomprensibili e troppo lunghi. Vive l´Amour si presta bene ad essere guardato e riguardato in loop, come sfondo maledetto di una realtà che nessuno ha voglia di razionalizzare, e che è quella della dissoluzione dei rapporti umani allo stato puro, senza intereferenze di trama e fronzoli stilistici, in un montaggio di piani sequenza che senza accorgercene potrebbe benissimo essere quello operato dalla nostra mente tutti i giorni, vivendo esistenze esauste, false, trascinate e svuotate di senso, con la maggiorparte del tempo trascorsa a far cose che ci negano. Uno dei migliori e più intensi film degli anni novanta. (Febbraio 2004)

 


paese: Taiwan
anno: 1995
regia: Tsai Ming-liang
sceneggiatura: Tsai Ming-liang, Tsai Yi-chun, Yang Pi-ying
attori: Yang Kuei-Mei (May Lin), Chen Chao-Jung (Ah Jung), Lee Kang-Sheng (Hsiao-kang)

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