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Bullet Wives, The (Thailandia, 2005)

Thursday, 10 March 2011 00:00 Stefano Locati Film - AltrAsia
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bullet_wives_0Nel 2007 in Tailandia la proporzione tra uomini e donne sarà di uno a due, e la forbice è destinata ad aumentare, tanto che nel 2017 il rapporto potrebbe diventare di uno a quattro. Da questa improbabile premessa nasce un film impensabile in qualsiasi altro contesto: vista la penuria di uomini, solo poche donne possono conquistare il loro principe azzurro. Le poche fortunate, divenute mogli legittime (mia luang in tailandese), devono però guardarsi le spalle. Le amanti, o seconde mogli (mia noi), sono in agguato, pronte a sottrarre la preda alla prima occasione. La divisione si polarizza, portando alla nascita di due fronti: da una parte la FCWI (First Class Wife International), dall'altra la EMWI (Economy Wife International). Fino a quando due prime moglie sono uccise in un agguato e si scatena una lotta all'ultimo sangue tra gang.

Senza pudore, Kittikorn Laiwsirikun ha il coraggio di assemblare un film folle, che gettate le poche basi necessarie si perde in un calderone di strategie e scontri tra donne armate di tutto punto, pronte a riversare caricatori interi contro le rivali in amore. Nel cortocircuito tra critica sociale annacquata, satira generalizzata, riutilizzo della morale tradizionale, ingenuità da osteria, assemblaggio di immaginari pop e stilizzazioni tra il pulp e il flower power sta tutta la creatività ridanciana dell'industria cinematografica tailandese, capace di passare da 8 film usciti nelle sale nel 2000 ai 46 usciti nel 2004. In questo contesto diventa difficile considerare un singolo film nei suoi evidenti limiti - e The Bullet Wives (in originale The Mia) è sgangherato, squilibrato, incompleto. Più facile è rimanere ipnotizzati, se non imbambolati, a osservare la poetica dolce, scoperta, autoesplicantesi, di un cinema che lotta con tutta sincerità per scoprire un suo pubblico, per crearlo e tenerselo stretto. Una sfida sempre più spesso vinta anche dal punto di vista economico, considerata l'impennata nelle esportazioni.
In The Bullet Wives la storia si regge su stuzzicadenti, ma è caricata di tali e tanti elementi da finire con lo stupire. Voyeurismo, demenza, commedia, discorso serio ripreso da un'angolatura insolita: il film assembla tutto, senza fornire soluzioni, privo di preconcetti. Non ne ha bisogno. Bastano un nugolo di giovani donne che si sfida a colpi di smorfie da dure e pistolettate, in un'arena fatta di atri e vicoli invasi dall'acqua. Le coreografie delle sparatorie si trasformano letteralmente in balletti, in un tango in cui non importa il realismo (tra movimenti inutili e una mira da far invidia alle truppe imperiali di Guerre stellari), solo l'unione di stile, moda e sorrisi.
E gli uomini? Assenti. O meglio: figure deboli, che stanno ai margini, fanno il doppio gioco, tradiscono le compagne ignari di tutto se non del loro tornaconto e piacere. Nessun discorso femminista all'orizzonte (la morale, da questo punto di vista, lascia a desiderare, non fosse per la chiosa finale), solo la voglia di sbeffeggiare tutti. Dal punto di vista narrativo Kittikorn Laiwsirikun si lascia traviare da tempi morti e da una voglia estetizzante fin troppo ridondante, un chiaro passo indietro rispetto a Goal Club (2001). Eppure con The Bullet Wives prosegue nella destabilizzazione dei generi già messa in atto in Saving Private Tootsie (2002). La strategia è chiara: temi scottanti, voglia di stupire, sguardo ironico. Se la formula riuscisse ancora ad affinarsi, sarà destinata a esplodere.


paese: Thailandia
anno: 2005
regia: Kittikorn Laiwsirikun
sceneggiatura: Kittikorn Laiwsirikun
attori: Nussaba Punnakan (Jittra), Metinee Kingpayome (Maya), Tharanya Suttabusya (Vayu), Apasiri Nitibhon (Bo), Naowarat Yuktanan (Luis), Phenpak Sirikul (Jayai), Manswee Eritanukun (Bam), Pimsiree Pimsee (Sangdade)

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