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Coming Soon (Thailandia, 2008)

Tuesday, 19 July 2011 12:36 Emanuele Sacchi Film - AltrAsia
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coming_soon_0I proiezionisti Shane e Yod usano la sala cinematografica anche per produrre copie pirata dei film. Quando riprendono la proiezione del film Evil Spirit, sul linciaggio di una pazza rea di aver accecato le bambine del villaggio, gli eventi narrati e la realtà cominciano a confondersi in maniera inquietante.

La riflessione metacinematografica di Sopon Sukdapisit - già co-sceneggiatore di due classici del genere come Shutter (2004) e Alone (2007) - sulla pirateria e il furto delle immagini, oltre che sulla crudeltà del mondo del cinema, visto come inarrestabile e senza scrupoli, tocca temi già ampiamente trattati, ma la sincerità e la dedizione alla causa che qui vengono profuse non sono da sottovalutare. Il cinema tailandese si è già soffermato spesso sulla brutalità della macchina-cinema, schiacciasassi incurante del singolo e di affetti-vita-morte; sovente i registi e/o i produttori paiono dispotici fino all’inumano, inducendo a riflettere su quanto si prenda spunto da un elemento in qualche modo presente nella realtà dell’industria thai.
Ma a Coming Soon questo genere di riflessione in fondo interessa poco: quel che conta è atterrire lo spettatore, tanto più con situazioni a lui familiari o vicine al quotidiano. Forte di un montaggio serrato e di una cura notevole per il packaging, Coming Soon gioca bene la sua sporca partita di intrattenimento terrificante, purché si sia disposti a sorvolare sulla sostanziale inespressività dei protagonisti (due cantanti pressoché al debutto) e su ingenuità assortite, tipiche del film buff alle prime armi. Tra queste spiccano l'incipit con occhio che si apre (mutuato da Lost), la sequenza in loop, trompe l’oeil della continuity narrativa, di cui è prigioniero il protagonista (Nightmare 4 – Il non risveglio), il film la cui visione uccide (The Ring), il film maledetto in cui la morte è al lavoro (Masters of Horror: Cigarette Burns di Carpenter). Sorprendentemente efficace invece, pur nella sua indubbia naïveté, la scena in cui il cellulare del personaggio scomparso risponde da dentro lo schermo, come se il gusto di stupire ancora in Tailandia non fosse del tutto sopito. Nonostante i difetti Sukdapisit poteva fare molto peggio, specie considerata la vischiosità del tema metacinematografico. Da vedere rigorosamente in una sala cinematografica, possibilmente semivuota, la sera tardi. Camminare nei corridoi del cinema, magari scarsamente illuminati, potrebbe tramutarsi in un’esperienza difficilmente dimenticabile.


paese: Thailandia
anno: 2008
regia: Sopon Sukdapisit
sceneggiatura: Sopon Sukdapisit
attori: Chantavit Dhanasevi, Vorakan Rojchanawat



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