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Seediq Bale (Taiwan, 2011)

Sunday, 04 September 2011 18:32 Emanuele Sacchi Film - AltrAsia
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seediq_bale_0All'inizio del XX secolo gli orgogliosi guerrieri dell'Arcobaleno difendono le loro tradizioni ancestrali dagli invasori. Quando la Cina cede l'isola di Taiwan al Giappone, segue uno scontro di civiltà tra l'esercito di occupazione nipponico e la furia degli indomabili indigeni.

Con il coraggio proprio di chi ha pochi film alle spalle (un solo lungometraggio), ma già vanta un clamoroso successo al botteghino (Cape n. 7), Wei Te-sheng affronta il genere – il film di guerra – in maniera impavida, dimostrando, al netto di alcune ingenuità, di saperlo padroneggiare. Complice forse l'influenza di un produttore come John Woo, sempre più coinvolto nei meccanismi dell'industria taiwanese, Seediq Bale riprende in parte il respiro epico del maestro di Hong Kong, concentrandosi su un meticoloso studio antropologico di una minoranza etnica come quella del popolo di Wushe, indomiti guerrieri dell'Arcobaleno pronti a tutto per difendere la propria terra e le proprie tradizioni, anche brutali, dall'intrusione degli invasori stranieri. Il villain è ancora una volta il Giappone, popolo del Sole come gli indigeni lo sono dell'Arcobaleno, ma lontano mille miglia per concezione della vita, della natura e del ruolo dell'uomo a contatto con essa: la civiltà nipponica non riesce a scalfire la selvaggia e libera natura dei guerrieri animisti di Wushe, neanche dopo un ventennio di dominazione. Una prova vibrante e intensa, come in un Apocalypto ancor più incline a svelare tutto ciò che sta ai confini del filmabile (difficilmente sostenibili le sequenze di suicidio collettivo o di infanticidio), che incontra i suoi unici, seppur assai evidenti, limiti nelle ingenuità che minano la narrazione. Un uso abbondante ma poco curato di cgi e il ricorso eccessivo allo slow motion inficiano l'ultima parte dell'opera, ma non ne cancellano la natura di affresco a tinte forti della tragedia di un popolo trascurata dai libri di storia, in cui anche star – qui totalmente private di glamour - come Ando Masanobu (Sukiyaki Western Django, Kids Return) e Vivian Hsu (The Accidental Spy, Hot Summer Days) si mettono al servizio di una storia collettiva di lacrime e sangue.
Al festival di Venezia 2011 è stata presentata la versione internazionale, lunga 150 minuti. La versione integrale, divisa in due film, supera le 4 ore.


paese: Taiwan
anno: 2011
regia: Wei Te-sheng
sceneggiatura: Wei Te-sheng
attori: Landy Wen Lan (Mahung Mona), Vivian Hsu (Takayama Hatsuko), Ma Chih-hsiang (Temu Walis), Law Meh-ling (Kawano Hanako), Ando Masanobu (Kojima Genji), Cheng Chih-wei (Wu Chin-duen), Ma Ju-lung



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