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Colic (Thailandia, 2006)

Tuesday, 01 November 2011 00:00 Stefano Locati Film - AltrAsia
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colic_0La fiammata dell'horror tailandese, dopo l'innesco di Shutter (2004), non ha mantenuto sempre le premesse, preferendo affidarsi a cliché e ridondanze mitologiche, piuttosto che costruire un'estetica propria. È anche il caso di questo Colic , che ha attirato l'attenzione più che altro per la grande cura posta in due locandine shock: in una si vede un bambino con il braccio triturato in un frullatore, nell'altra il palmo di una mano scavato sul pancino dell'infante piangente. Oltre la presentazione rimane però ben poco, se non qualche idea potenzialmente fruttuosa, ma mal gestita.

Prae e Pong sono una giovane coppia in carriera. La notizia inaspettata di una gravidanza li getta nel panico, tanto che arrivano quasi alla separazione. Poi però tutto si risolve e arriva il matrimonio riparatore, con conseguente trasferimento nella più grande e comoda casa di campagna, dove convivono con la madre di lui. La nascita del bambino porta molti problemi pratici, ad esempio gli orari di lavoro disumani di Pong, sempre lontano da casa. Ma soprattutto fa emergere un imprevisto: il bambino è tormentato da pianti continui e prolungati, che la scienza non è in grado di spiegare appieno. E se, come suggerisce un monaco buddista, non fosse qualcosa di legato alle vite passate del nuovo nato?
Tra psicologia sperimentale, religione, spiritismo e semplice dramma familiare, Colic avrebbe avuto la possibilità di lavorare su ambiguità e paure moderne, scavando nei territori di confine tra le diversissime discipline, magari mantenendo aperte diverse possibilità e puntando sulle crescenti incomprensioni tra i due spaventati novelli sposi. Sceglie invece la strada più semplice, quella di un sovrannaturale derivativo da Poltergeist (1982) ed epigoni. Il ritmo contemplativo della prima parte non trova riscontro nel confuso proseguo, semplice crescendo di episodi di tensione slegati tra loro che hanno il solo scopo di aumentare lo scarno body count. Un peccato si sia lasciata alla deriva la storia, perché probabilmente attori e ambientazione potevano essere sfruttati per qualcosa di più.


paese: Thailandia
anno: 2006
regia: Patchanon Thammajira
sceneggiatura:
attori: Pimpan Chalaikupp (Phrae Ploy), Vittaya Wasukraipaisan (Pong), Kulthida Sattabongkoch (Jeen )

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