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Hell (Thailandia, 2005)

Tuesday, 01 November 2011 00:00 Stefano Locati Film - AltrAsia
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hell_0Una piccola troupe televisiva in trasferta per filmare un documentario ha un terribile incidente stradale causato da un colpo di sonno del guidatore. Il gruppo è trasportato d'urgenza in ospedale, ma, nonostante le condizioni critiche, gli amici si risvegliano in un mondo infernale popolato da demoni e supplizianti assortiti. Inizia una strenua lotta per riemergere dall'incubo e tornare nel mondo dei vivi. Ma è davvero possibile sfuggire al proprio destino?

Complice una locandina evocativa, Hell (Narok in originale) aveva incuriosito anche in occidente già prima della sua uscita. Alla prova dei fatti si rivela un filmetto inconsistente, confortato da un comparto visivo degno di nota nonostante il budget limitato, eppure sterile e colpevolmente poco inventivo, soprattutto dato il materiale di partenza. I due registi, che vengono dal mondo della direzione artistica e dei trucchi di scena, si prodigano con buona volontà per ricreare una versione terribile dell'inferno buddista, ma tralasciano di seguire con altrettanto interesse la narrazione, farraginosa, stentata, preda di flashback deleteri, e la costruzione dei personaggi, che si rivelano macchiette sincopate prive di tratti capaci di distinguerli l'uno dall'altro. Hell non nasconde così la sua natura didascalica e moraleggiante, monito bacchettone a rispettare gli usi e costumi tradizionali. In fondo l'idea del film è tutta qui: non bere, perché altrimenti finisci all'inferno; non tradire, perché altrimenti finisci all'inferno; non guardare le immagini pornografiche, perché altrimenti finisci all'inferno - e via degenerando. A questo proposito, l'unico elemento interessante è osservare le differenze culturali di fondo tra il sostrato cristiano-cattolico e l'alveo buddista. Questione di sfumature, ma l'irritante sensazione di controllo rimane la stessa, a giudicare dal film. Lo si vorrebbe ispirato allo sconvolgente Hell/Jigoku, di Nakagawa Nobuo (1960), ma fortunatamente le due pellicole non hanno nulla a che spartire. Tentativo sbadato e controproducente di Tanit Jitnukul (Bang Rajan, Art of the Devil), produttore e longa manus dietro al progetto, di incassare soldi facili senza destabilizzare lo status quo e l'ipocrisia vigente, nel probabile tentativo di raggirare la censura. Ma qualche bel paesaggio e un uso onesto del make up non sono sufficienti a fare buon cinema.


paese: Thailandia
anno: 2005
regia: Sathit Praditsarn, Teekayu Thamnitayakul
sceneggiatura: Marisa Mallikamarl
attori: Nathawan Woravit (Ja), Kom Chauncheun (Toa), Punyapon Dhajsonk (Chod), Wuttinan Maikan (Akrapol), Dollaya Polthipattayakul (Kim), Nathawan Worawit (Athawadee), Sittichai Laungesalee, Baworanrit Chantasakda, Arkom Peedrakul

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