Killer Tattoo (Thailandia, 2001)

killer_tattoo_0Killer Tattoo conferma l'idea associata al nuovo cinema thai di un estetica pulp, tremendamente kitsch, da esportazione, becera imitazione di ideali altrui - Tarantino e l'heroic bloodshed hongkonghese - priva di personalità, anche (e soprattutto) nei momenti non d'azione. L'ispirazione americana - come tanti colleghi anche Sippapak, al debutto dopo tre anni di tentativi, ha perfezionato gli studi negli Usa dopo la laurea in patria - per una volta non è uno spunto su cui lavorare con personalità, ma un deleterio scalo d'approdo su cui adagiarsi.

Nella circostanza si arriva alla produzione di un poliziesco troppo folkloristico e mirabolante, con divagazioni mélo di scarso rilievo e una recitazione parrocchiale. I volti segnati di alcuni degli attori sono più curiosi che interessanti, le psicologie dei loro personaggi più caricaturate che caratteristiche. L'eccessivo ricorso al solito wire work, in maniera anonima, e alle ultime tendenze cinetiche (leggi: un Matrix povero e senza digitale) invece di arricchire il puzzle o di omaggiare esperienze (più o meno sincere e) vincenti, mortifica ritmo e credibilità, prossimi allo zero. Alla base, altra fondamentale causa dello scarso risultato, una sceneggiatura sì fantasiosa ma alla lunga fastidiosamente irreale, a tratti addirittura noiosa e stucchevole, fatta di dialoghi volgari e doppi sensi mai divertenti.


paese: Thailandia
anno: 2001
regia: Yuthlert Sippapak
sceneggiatura: Yuthlert Sippapak
attori: Somchai Kemglad (Kid Silencer), Thep Phongam (Pae Buffgun), Thao Rae (Ghost Rifle), Mum Jokmok (Dog Badbomb), Theng Therdtherng, Pailin Pichitumphol