Last Life in the Universe (Thailandia, 2003)

last_life_in_the_universe_0Pellicola thailandese che, alla luce di quel che finora ho visto di questa cinematografia, spiazza alquanto: non siamo di fronte a una ripresa/attualizzazione degli stilemi classici del cinema tailandese (il melodramma, i colori iper-saturi della fotografia, i personaggi spesso ingenui o monodimensionali, come ad esempio nel caso de Le lacrime della tigre nera e Mon-rak Transistor, il film precedente di Pen-ek Ratanaruang), ma a un omaggio al cinema giapponese contemporaneo, a cominciare dal protagonista (Asano Tadanobu), passando per il divertente cameo del regista Miike Takashi, fino ad arrivare alla trama che mescola yakuza movie e tormento esistenziale (durante la prima parte il protagonista Kenji - bibliotecario giapponese trapiantato in Thailandia - progetta e tenta svariate volte il suicidio, fino all'incontro surreale/agghiacciante con la prostituta tailandese Noe - l'attrice Sinitta Boonyasak - della quale s'innamora); inoltre c'è la fotografia fredda delle sequenze metropolitane ambientate a Bangkok in contrapposizione a quella calda/ovattata della campagna thailandese, il tutto ad opera di Christopher Doyle, da sempre stretto collaboratore del regista hongkonghese Wong Kar-wai... ci siamo intesi!

Il film viaggia compatto e senza sbavature fino al termine, ricco di colpi di scena e spiazzamenti per lo spettatore, ma conservando un incedere fluido, rilassato, interrotto soltanto da alcune sequenze piuttosto lente/claustrofobiche o, all'opposto, iper-dinamiche; è inoltre pervaso da un'ironia sottile, che stempera e alleggerisce la cupezza dei temi trattati e arricchisce ulteriormente lo spettro emotivo ed emozionale della pellicola.


paese: Thailandia
anno: 2003
regia: Pen-ek Ratanaruang
sceneggiatura: Prabda Yoon, Pen-ek Ratanaruang
attori: Asano Tadanobu (Kenji), Sinitta Boonyasak (Noi), Matsushige Yutaka (Yukio), Takeuchi Riki (Takashi), Laila Boonyasak (Nid), Miike Takashi, Tanaka "Boba" Yohji, Sato Sakichi