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One Take Only (Thailandia, 2002)

Tuesday, 01 November 2011 00:00 Matteo Di Giulio Film - AltrAsia
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one_take_only_0Il percorso registico di Oxide e Danny Pang ne sta configurando l'opera, strada facendo, come portatrice di un'immagine ben precisa della Thailandia. I due gemelli prodigio sono guidati dal preciso intento di fotografare un panorama al tempo stesso folkloristico e aggiornato, ritratto - pre? post? - moderno di una cinematografia (e di una generazione) ancora in divenire.

Si parte da un (pre)concetto fin troppo banale: la Thailandia come terreno fertile per prostituzione e droga. In One Take Only, scritto e diretto da Oxide, non nuovo alla regia in solitaria, i due poli (negativi) si incontrano e sprizzano energia (positiva): un piccolo spacciatore si innamora, ricambiato, di una prostituta. Ci si appassiona alle gesta dei due perdenti - proprio come in Nothing to Lose del fratello Danny, ma in tono minore, con maggiore consapevolezza e meno voglia di scherzare -, meno adulti di quanto vorrebbero farci credere, che si trovano per caso, si frequentano, imparano a conoscersi, a fidarsi reciprocamente, a spendere i pochi risparmi per darsi un tono. Nel tentativo di tirarsi fuori dallo squallore di periferia, i due organizzano un colpo grosso, che poco casualmente finisce malissimo.
Commedia amara, thriller poliziesco e contemporaneamente dramma sociale, Som + Bank: Bangkok for Sale (è il titolo alternativo, si riferisce ai nomi dei due protagonisti) prosegue sulla scia del simile Bangkok Dangerous, di cui recupera l'attore principale. Rubacchiando qua e là, da Wong Kar-wai, da Abel Ferrara, da Oliver Stone, Oxide Pang prova a mascherare le proprie ambizioni sporcandole con ironia picaresca, nichilismo rabberciato e una patina di rispettabilità autoriale sotto forma di estrema perizia tecnica. Imita con rigore stili altrui, applicandone le fiammeggianti pulsioni alla fotografia sgranata, ai volti interessanti degli attori e al montaggio videoclipparo, inevitabile residuo del proprio passato pubblicitario.
La storia è poca cosa (violenza quotidiana, intimismo trasversale, inquadrato di sfuggita dalle camere di sorveglianza di un negozio o dagli angoli di un ascensore, in un bianco e nero glaciale), ma basta per un piccolo film tutto sommato sincero, a suo modo coraggioso nel non abusare dei clichés - ricorrendo per esempio al sesso nel momento meno indicato, o rifiutando colpi di scena fini a se stessi - e nel cercare di ricucire in poche inquadrature un universo di estrema povertà - in contrasto con i colori accesi e gli improvvisi squarci di luce - dove umanità, belle speranze, crimine e disperazione vanno tristemente a braccetto.


paese: Thailandia
anno: 2002
regia: Oxide Pang
sceneggiatura:
attori: Pawarit Mongkolpisit (Bank), Wanatchada Siwapornchai (Som), Chalermporn Paprach, Tok Payathai, Yukaparn Ngarmsomchart, Kitti Churuang

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