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Raid, The (Indonesia, 2011)

Wednesday, 07 December 2011 19:29 Emanuele Sacchi Film - AltrAsia
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raid_0Una squadra speciale della polizia prende d'assalto il condominio-fortezza di un signore della droga, anche se si rende conto ben presto di essere attesa dai criminali. E l'accoglienza non è delle migliori. Gareth Huw Evans è gallese di nascita ma indonesiano d'adozione, tanto che la componente europea del suo cinema risulta sostanzialmente assente; uno sprezzo del pericolo come quello ammirato in The Raid resta patrimonio di altre latitudini. L'Indonesia si conferma terra devota al cinema di genere e così Evans, come Brian Yuzna prima di lui, in cerca di manodopera a basso costo e voglia sincera di exploitation, confeziona qualcosa che assomiglia molto a un nuovo standard, un punto di riferimento con cui fare i conti per molto cinema che del disprezzo del politicamente corretto ha fatto una religione.

The Raid – ma la traduzione letterale del titolo indonesiano Serbuan maut sarebbe Death Invasion - non è solo una scarica di piombo e sangue dall'elettroencefalogramma rigorosamente piatto, è un prodigioso compendio di quel che un B-movie post-tutto dovrebbe essere. Con lo spirito che albergava nelle grindhouse di tarantiniana memoria, lo scontro cruento tra poliziotti (buoni) e narcotrafficanti (cattivi) offre al suo pubblico di riferimento tutto quel che si può desiderare, attraverso ingenti dosi di arti marziali che sorpassano a destra l'ipercinetica di Ong Bak 2 (2008). Ma dove Jaa si fermava alla perfezione del gesto, dimenticando totalmente i cardini della narrazione, Evans costruisce un'opera che ha il solo, umile, intento di tenere incollato lo spettatore davanti allo schermo. Iko Uwais ribadisce quanto ammirato in Merantau (2009), debutto indonesiano di Evans, e si propone come un nuovo prodigio della tecnica, mescolando nello stile del suo silat il muay thai di Tony Jaa con colpi di estrazione eterogenea: minimo il ricorso della regia a espedienti di montaggio e ralenti. Atmosfera (molto) vagamente carpenteriana e struttura da videogame, con “mostri di fine livello” d'ordinanza e ambientazioni al servizio di duelli di qualità crescente.
Che si assista in sala o dal divano di casa alle prodezze di guardie e ladri indonesiane, è come se l'“ohh” di meraviglia o le grasse e disdicevoli risate di chi esulta per crani fracassati, frigoriferi esplosivi e machete impazziti fossero annessi in maniera inestricabile al film di Evans. Merito delle coreografie di Yayan Ruhian, che si riserva il ruolo di Mad Dog, super-villain che accetta di sfidare lealmente, persino in inferiorità numerica, i poliziotti, riducendoli perlopiù a polpette. Come a suo tempo per lo storico Born to Fight tailandese – tanto l'originale quanto il falso remake - The Raid si candida a nuovo termine di paragone per l'action movie indonesiano e non solo, caposaldo di un cinema di stuntmen che non si vergogna di elencare innumerevoli massaggiatori e fisioterapisti nei titoli di coda. Proprio come sarebbe – mutatis mutandis – celebrare le fluffer che tanto hanno fatto per l'hardcore, in un doveroso atto di riconoscenza per chi rappresenta la spina dorsale di un cinema che non esisterebbe senza il loro sforzo; come una nuova dittatura del proletariato, anche se Marx, quando coniò il termine, difficilmente aveva in mente le maestranze del cinema exploitation.


paese: Indonesia
anno: 2011
regia: Gareth Evans
sceneggiatura: Gareth Evans
attori: Iko Uwais (Rama), Doni Alamsyah (Andi), Ananda George (Ari), Verdi Solaiman (Budi), Yayan Ruhian (Mad Dog), Ray Sahetapy (Tama)



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