I Carried You Home (Thailandia, 2011)

i_carried_you_home_0Da una storia che potrebbe adattarsi al contesto indie di qualsiasi latitudine - il tragitto di due sorelle tra loro distanti per riportare al villaggio natale la salma della madre morta improvvisamente - Tongpong Chantarangkul trae un esordio rigoroso e calmo, capace di scavare nelle incomprensioni delle due protagoniste, mentre intorno si succedono paesaggi spogli e piccoli imprevisti. Con intermezzo di flashback a raccontare la situazione antecedente, I Carried You Home costruisce un ritratto intimo di una famiglia tailandese contemporanea stretta tra aneliti al miglioramento, attaccamento per le tradizioni (la passione della madre per le canzoni popolari) e spinte centrifughe (la sorella maggiore che vive e lavora all'estero, quella minore che studia nella capitale Bangkok).

Presentato al Busan International Film Festival 2011 e quindi proposto anche al Rotterdam International Film Festival 2012, I Carried You Home è un road movie di riconciliazione, modulato da quei lenti passi di riconoscimento che le due sorelle, la minore Pann e la maggiore Pinn, devono mettere in atto prima di poter tornare a comunicare, prima di poter riattivare i ricordi di gesti e automatismi che le legavano, fino al disvelamento del segreto causa dell'allontanamento di Pinn. Entrambe con sensi di colpa per non aver assistito agli ultimi momenti di vita della madre (Pinn era in viaggio, Pann si è addormenta nella hall dell'ospedale), non riescono comunque a parlarne, come mostra anche la prossemica della loro disposizione all'interno dell'ambulanza che le riaccompagnerà a casa, ciascuna disposta agli angoli opposti dell'abitacolo, Pann che subito inforca le cuffie, divise dalla presenza incombente della barella con sopra il cadavere. Chantarangkul, laureato della Rangsit University con un master alla London Film School, dimostra personalità fin dalla prima sequenza, una soggettiva dall'interno dell'ambulanza che scende nel garage dell'ospedale in retromarcia per accogliere la salma della donna: prosegue con inquadrature misurate, che sfruttano la profondità di campo e preferiscono luoghi angusti, lavorando sul senso di spaesamento con toni tra il malinconico e il nostalgico. Il viaggio assume così una tonalità rituale, e anche se alcuni accenti sono sovradrammatizzati resta impresso nelle sue valenze catartiche.


paese: Thailandia
anno: 2011
regia: Tongpong Chantarangkul
sceneggiatura: Pramett Chankrasae, Piyakarn Bootprasert, Tongpong Chantarangkul
attori: Akhmasiri Suwanasuk, Apinya Sakuljaroensuk, Torphong Kul-on