404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Film Cina Beijing Blues (2012)

Beijing Blues (2012)

Friday, 31 August 2012 09:54 Stefano Locati Film - Cina
Print

beijing_blues_0Dopo il successo dello spionistico The Message (2009) e il clamore dell'esasperato action Wind Blast (2010), Gao Qun-shu torna a una dimensione umana, meno fracassona, nell'esplorare il lato umbratile e proletario della capitale cinese. Ispirato alla storia vera di un poliziotto di strada con all'attivo migliaia di arresti, Beijing Blues ritrae infatti una città dolente, brulicante, lontana dai riflettori propagandistici. Utilizzando attori non professionisti, in larga parte micro-blogger del circuito Weibo, che siano presentatori televisivi, scrittori, sceneggiatori, produttori o semplici cittadini "qualunque", Gao torna ai tempi di Old Fish (2008), in cui per il suo procedurale rurale aveva scelto in maggioranza poliziotti veri, e dà un volto dimesso ai suoi personaggi, meno spettacolare, scavato da rughe e imperfezioni.

Zhang Huiling è un poliziotto veterano di stanza nel distretto Haidian di Pechino, nel nord est della città. Il suo nome, come ricordano il titolo cinese (Detective Hunter Zhang) e un cartello posto a inizio film, viene dalla più famosa serie tv poliziesca cinese degli anni '80, Hunter. Zhang è abituato a muoversi per le strade del suo quartiere e a distinguere con occhio calcolatore imbroglioni, truffatori, ladri e piccoli spacciatori. La sua vita quotidiana è fatta di riprese nascoste, appostamenti, inseguimenti - una trafila che illumina i lati nascosti della vita urbana, tra stenti, sogni infranti e piccole ingiustizie.
Beijing Blues accantona l'arco narrativo classico di presentazione e risoluzione dell'intreccio per concentrarsi su micro-storie susseguentesi l'una all'altra, procedendo ad accumulare casi ed eccezioni, fino a far emergere l'insoddisfazione strisciante dei cittadini più poveri. Si tratta di una fotografia del reale ambigua, in grado di far risaltare i problemi senza darne una lettura di parte, in modo che ciascuno percepisca a suo modo. Con una macchina da preso a mano spesso in movimento, l'aria dismessa di palazzi, strade e persino persone, una fotografia ingrigita e sgranata, la colonna sonora che a parte brevi momenti di stacco lascia il posto ai caotici rumori di fondo, il film assume una dimensione documentaria capace di immergere nelle vie trafficate della città. La scrittura minimale fa emergere sprazzi di vita claudicante e poetica delle grandi periferie, con quell'aria malinconica, richiamata dal titolo internazionale, a far da glassa. Il novello attore Zhang Lixian, nella vita reale noto editore, si rivela perfetto nella sua dinoccolata imperfezione, con uno sguardo magnetico che pare sempre fuori fuoco, eppure è in grado di notare qualsiasi dettaglio, restituendo sofferenze e disillusioni senza necessità di parole. Salvo la reiterazione esagerata della formula, allungata a dismisura, cui probabilmente avrebbe giovato maggior contenimento in fase di montaggio, Beijing Blues si scopre ipnotico cantore di una Cina sotterranea e insofferente in cui la moltitudine sovrasta sui singoli individui.


paese: Cina
anno: 2012
regia: Gao Qun-shu
sceneggiatura: Gao Qun-shu
attori: Zhang Lixian (Zhang Huiling), Zuo Ye-ben, Zhou Yun-peng, Wang Xiao-shan, Ning Cai-shen, Gu Xiao-bai, Zhang Ming-yi, Xu Wen, Qi Xi, Zhang Yezi, Shu Ke-wen, Murong Xue-cun, Zhang En-chao



sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook