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Celestial Kingdom (2011)

Saturday, 29 September 2012 14:25 Stefano Locati Film - Cina
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celestial_kingdom_0Celestial Kingdom richiede molta dedizione da parte del suo pubblico, non è un film immediato né semplice, ci vuole una certa predisposizione d'animo per affrontarlo senza venirne schiacciati. Ma se si riesce a entrare nell'ottica estrema con cui è girato, allora restituisce un'immagine incredibilmente vivida e abbacinante della Cina rurale, in particolare delle regioni del nord/nord est del paese, con paesaggi sterminati e spettrali fatti di montagne di pietra e polvere, con la sua povertà, con le sue città arroccate nel grigiore e con il suo lascito di tradizioni ataviche che si trascinano anche nella contemporaneità.

In una zona del nord della Cina Yangdong, un organizzatore di matrimoni, è impegnato a procurare spose per i lavoratori delle miniere. Tra legami mal riusciti a causa di problemi assicurativi o infertilità, Yangdong deve anche trovare cadaveri di donne non sposate da seppellire insieme ai minatori morti sul lavoro. Secondo un'antica credenza, infatti, gli uomini trapassati prima di sposarsi sono costretti a vivere in un aldilà infernale; per impedirlo è necessario un matrimonio di anime postumo. Per liberarsi del peso di una famiglia in lutto, Yangdong arriva a progettare l'omicidio di una ragazza ripudiata.
L'asprezza del contesto antropologico e ambientale si traduce in una ricercata intransigenza della messa in scena: grazie ai lunghi piani sequenza con inquadratura fissa, o più raramente con macchina mobile a mano, e al montaggio solenne, con frequenti dissolvenze al nero per sottolineare i passaggi più significanti, Wang Chao (Day and Night, Luxury Car) sprofonda lo sguardo in una storia all'apparenza innocua, in realtà sempre più spietata, fatta di credenze barbare, soprusi e infine omicidio. Con il suono in presa diretta, l'assenza di colonna sonora extra-diegetica e una costante presa di distanza dai suoi protagonisti, quasi mai ripresi in primo piano, ad aumentare la confusione su volti ed espressioni, il regista sembra voler respingere l'immedesimazione, ricostruendo la storia con scampoli inesplicati che riescono quasi a ferire (si veda ad esempio la terribile sequenza dell'omicidio della ragazza, ripreso dalla lunga distanza, in campo lungo, senza commento o tagli di montaggio).
Il rituale detto minghun, “matrimonio ultraterreno”, creato per prevenire una vita eterna infernale agli uomini morti prima di essersi sposati, è ritenuto sorpassato, ma si mantiene vivo in una zona mineraria in cui spesso i lavoratori muoiono soli. Una credenza che assurge a simbolo di quella vorticante guerra tra poveri che si compie nella periferia dell'impero celeste, come si comprende quando ad esempio i due organizzatori di matrimoni si incontrano per caso e discutono delle loro fortune nello sfruttare la morte altrui. Partendo da un argomento di cui si preferisce tacere, Wang Chao compone un film indipendente talvolta criptico, ma capace di ipnotizzare nella sua crudezza.


paese: Cina
anno: 2011
regia: Wang Chao
sceneggiatura: Wang Chao
attori: Hong Wei Wei


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