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Flowers of War, The (2011)

Tuesday, 02 October 2012 12:04 Stefano Locati Film - Cina
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flowers_of_war_0Da un libro di Yan Geling, Zhang Yimou trae un commovente blockbuster, tra i più costosi film della storia cinematografica cinese, che rievoca le atrocità dell'occupazione di Nanchino da parte dei giapponesi partendo dal microcosmo che gravita intorno a una chiesa, suo malgrado rifugio per studentesse, cortigiane e un tanetoesteta sotto le mentite spoglie di un prete. Ricordo di atti disumani ancora oggi vivo, il massacro avvenuto nel 1937 è stato ritratto al cinema innumerevoli volte, come nel recente, toccante City of Life and Death di Lu Chuan (2009): The Flowers of War, pur concentrato su un caso particolare, trova la giusta prospettiva per esportarlo a una platea internazionale, grazie anche alla presenza di Christian Bale come protagonista.

Dopo un lungo assedio alle porte della città, i soldati cinesi sono stati praticamente spazzati via. Le truppe giapponesi iniziano a installarsi nell'ex capitale: sulla loro strada seminano morte, violenza, aggressioni sessuali, torture, non risparmiando la popolazione, le donne, i bambini. Un gruppo di studentesse riesce miracolosamente a far ritorno alla propria chiesa, aiutato da un gruppo di soldati cinesi sopravvissuti. Nella chiesa arrivano anche alcune cortigiane in fuga dal quartiere del piacere e un occidentale, John Miller, becchino giunto per seppellire, dietro ricompensa, il prete della parrocchia. Il corpo del sacerdote è però stato vaporizzato da un'esplosione e nella chiesa non sono rimasti soldi per pagarlo. John è deciso ad andarsene al più presto, ma quando un gruppo di soldati entra nella chiesa per violentare le ragazze, sceglie di indossare i vestiti del prete morto e fingersi un pastore, a difesa delle giovani.
The Flowers of War non risparmia colpi bassi, mostrando la guerra in tutto il suo frenetico orrore, tramite una macchina da presa a mano che traballa impaurita tra le strade fumanti di macerie e cadaveri carbonizzati. Gli eccessi sono bilanciati dal senso di urgenza nel raccontare un instabile crocevia di umanità nell'imperante disumanità circostante, fortino simbolico e letterale nella devastazione della città. Il fatto storico è qui solo il pretesto per una storia universale di coraggio e sacrificio nei momenti di massima paura e disperazione: e il sacrificio maggiore è richiesto come sempre alle donne, qui rappresentate nei due opposti, l'innocenza pronta a svanire delle studentesse da un lato, l'esperienza minacciata delle cortigiane dall'altro. Christian Bale - insieme al giovane Huang Tianyuan, che impersona un orfano - è l'ago della bilancia che pur non volendolo si trova a ispirare una reazione coesa. L'attore statunitense, di ritorno in Cina dai tempi di L'impero del sole di Steven Spielberg (1987), riesce a non sembrare impacciato su un set che è evidentemente alieno alle modalità hollywoodiane, e offre una interpretazione caricata, ma mai fuori registro. La cura nella messa in scena maniacale, costante per Zhang Yimou perlomeno dallo spartiacque Hero (2002), è presente anche in questo contesto: talvolta il regista si lascia prendere la mano da scoperti virtuosismi fuori luogo (come nel caso della ripetuta scena dei vetri colorati del rosone in frantumi), ma nel complesso la suddivisione drammatica dei tempi funziona e regge le oltre due ore. Un film toccante, pronto anche per le platee occidentali.


paese: Cina
anno: 2011
regia: Zhang Yimou
sceneggiatura: Liu Heng, Yan Geling
attori: Christian Bale (John), Ni Ni (Mo), Zhang Xinyi (Shu), Huang Tianyuan (George), Han Xiting, Zhang Doudou, Tong Dawei, Watabe Atsuro, Cao Kefan, Yuan Yangchunzi, Sun Jia, Li Yuemin, Xue Bai, Yamanaka Takashi, Kobayashi Shigeo



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