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Mr. Tree (2011)

Thursday, 11 October 2012 08:51 Stefano Locati Film - Cina
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mr_tree_0Dopo il semiautobiografico Walking on the Wild Side (2006), nel suo secondo film Han Jie, assistente di Jia Zhang-ke in Still Life (2006), indaga i multiformi mutamenti della Cina contemporanea a partire dalle periferie delle zone a sviluppo speciale. Il paese in cui abita il protagonista, un piccolo centro urbano con prospettive ancora rurali, è sotto minaccia di sfratto per dare la possibilità a una miniera di carbone di espandersi, mentre le figure che animano il centro si ingegnano quotidianamente per sbarcare il lunario, tra lavori temporanei e piccole truffe. Han Jie espone le contraddizioni del progresso utilizzando un realismo sognante che trova sbocco nel surreale.

Shu, che in cinese significa “albero”, lavora in una officina d'auto. Il suo carattere ingenuo e i suoi comportamenti strambi lo rendono vittima dei bonari scherzi dei coetanei. A causa di un infortunio che lo rende temporaneamente cieco, Shu viene licenziato. Mentre cerca di farsi assumere da un vecchio amico, emigrato in una grande città e diventato preside di un istituto scolastico, Shu si innamora di Xiaomei, una ragazza sordomuta che inizialmente lo ignora.
Shu – figura a metà strada tra lo “scemo del villaggio” e lo sciamano, tra la persona con problemi relazionali e la disarmante ingenuità, unico in grado di vedere la realtà nella sua crudezza/crudeltà – diventa metafora di una trasformazione dolorosa. La sua ricerca di dignità è punteggiata di pericoli (le ubriacature autodistruttive, il dolore nel vedere il fantasma del fratello morto, di cui si intuisce soltanto la terribile sorte) e pare avere sfogo in un costante presente fatto di illusioni, come svela con delicatezza amara il finale.
Prodotto da Jia Zhang-ke, cui lo accomuna la prospettiva tematica, pur svolta con uno stile assai diverso, Mr. Tree (in originale Hello! Shu Xia Sheng) è una riflessione al contempo spensierata e disperata sullo stato di costante migrazione verso un progresso irraggiungibile. A questa frenesia senza fine, propria dell'odierna Cina, si contrappone l'instabile solidità di Shu, ovvero degli alberi, come ha chiarito lo stesso regista: “Sono stato in molti villaggi dismessi e ho visto che al contrario delle case cadenti e fatiscenti, gli alberi crescono ancora forti”. Non si tratta della usuale e banale ricetta che contrappone un passato idealizzato a un presente visto come totalmente negativo, ma della messa in relazione tra fluidità del presente e le proprie radici. Han Jie, con una splendida fotografia contrastata e panorami urbani di selvaggia decadenza, è in grado di raccontare con leggerezza di personaggi lasciati ai margini (non solo Shu, ma anche Xiaomei), partendo dal loro punto di vista insolito per restituire una diversa immagine del presente.


paese: Cina
anno: 2011
regia: Han Jie
sceneggiatura: Han Jie
attori: Wang Baoqiang, Tan Zhuo, He Jie, Li Jingyi, Wang Dazhi, Wang Yabin



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