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Painted Skin: The Resurrection (2012)

Wednesday, 17 October 2012 14:25 Stefano Locati Film - Cina
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painted_skin_2_the_resurrection_0Dopo l'inatteso successo di Painted Skin (Gordon Chan, 2008), ecco l'immancabile reprise, questa volta diretto dall'estroso Wuershan: il budget aumenta, tornano gli stessi attori, a esclusione di Donnie Yen, ma in ruoli diversi, e si amplifica l'orizzonte di una commistione tra fantastico, storico e melodrammatico dai toni sempre più brarocchi e frastornanti. Il cuore di una doppia storia d'amore tragico è infatti ricoperta da una glassa stratificata di effetti digitali in cgi roboanti, ralenti insistiti, musiche mielose, visuali spericolate, inquadrature prospettiche sbilenche e un sano gusto per l'esagerazione più caciarona. Painted Skin: The Resurrection, anche noto più semplicemente come Painted Skin 2, si salva solo grazie alla genuina propensione allo stupore della messa in scena e alla professionalità dei protagonisti, ma è costretto a cedere sotto l'onda montante della sua grandeur fuori controllo.

Xiao Wei è una demone volpe imprigionata in una montagna di ghiaccio da cinquecento anni per aver trasgredito le leggi degli immortali. E' liberata da Quer, una demone uccello attratta dal suo coraggio. Insieme i due spiriti riprendono ad ammaliare i maschi mortali, al fine di rubare loro il cuore, di cui si nutrono. Xiao Wei però non vuole più saperne, il suo nuovo obiettivo è diventare un'essere umano. Il passaggio è possibile, ma complicato: deve avvenire durante un'eclissi solare, in cui un mortale le offra volontariamente il suo cuore. La candidata è la principessa Jing, sfigurata da giovane e ora costretta a portare una maschera a coprirle metà volto: la donna è innamorata del generale Huo Xin, sua guardia del corpo ai tempi dell'incidente, ma l'uomo non ricambia, comprendendo la differenza sociale che li separa. La situazione è complicata dalla pressione di un regno esterno, che trama per far sposare la principessa con il loro erede.
Painted Skin: The Resurrection è una macchina del meraviglioso rigogliosa ed esasperata, ma anche scopertamente finta nel continuo ricorso a trucchi digitali che formano un filtro perenne tra l'occhio dello spettatore e la storia. Wuershan, che già in The Butcher, the Chef and the Swordsman (2010) aveva dato prova della sua opulenza visiva, può qui entrare in uno stadio successivo grazie al budget faraonico, che permette alla storia di uscire dai confini ristretti entro cui era stato rinchiuso per forza di cose il primo Painted Skin. Le atmosfere sono quelle fiabesco-orrorifiche dei classici racconti di spiriti cinesi irrequieti, note nelle loro diverse declinazioni da Storia di fantasmi cinesi (Ching Siu-tung, 1987) in poi, compreso l'alto tasso di sensualità di gesti, movenze e sospiri che qui vedono spesso protagoniste le bellissime Zhou Xun e Vicky Zhao. L'intreccio sentimentale - punteggiato da qualche scena d'azione non troppo convincente e frammentato dai siparietti più leggeri tra Quer e Pang Lang, presunto cacciatore di demoni - è teso al parossismo, propendendo per una visione tragica e fatalista. Nonostante il soggetto di fondo sia denso di rimandi, con lo scambio metaforico di piani tra mondo degli spiriti e mondo umano, Painted Skin: The Resurrection sconta una certa presunzione della messa in scena, che rattrappisce ogni possibile approfondimento di caratteri e motivazioni sotto l'impellenza del gimmick visivo, destinando a una superficialità alla lunga deleteria. A livello spettacolare questo seguito-non seguito, campione d'incassi in Cina, subissa il predecessore, che pur avendo fatto storcere il naso a molti fan, all'epoca dell'uscita, si dimostra più significativo sul terreno mélo, con una sensualità vellutata qui troppo insistita, tendenzialmente pacchiana.


paese: Cina
anno: 2012
regia: Wuershan
sceneggiatura: Ran Ping, Ran Jia-nan
attori: Zhou Xun (Xiao Wei), Vicky Zhao (principessa Jing), Chen Kun (generale Huo Xin), William Feng (Pang Lang), Yang Mi (Quer), Lu Nuo, Kris Phillips, Chen Ting-jia



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