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Midnight Hair (2014)

Wednesday, 05 November 2014 15:08 Stefano Locati Film - Cina
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midnight hair 0L'acerbo comparto horror dell'industria cinematografica cinese, rinato nei primi anni del nuovo millennio, con una decisa impennata a partire dal 2010, propone ormai decine di esempi all'anno. Si tratta nella maggior parte dei casi di prodotti a basso budget che rimasticano cliché abusati nel tentativo di aggirare in modi pittoreschi le limitazioni della censura sulle storie di fantasmi, in assenza di un sistema di rating che certifichi i film per soli adulti o soggetti maturi. Midnight Hair cerca di spingere ulteriormente in là i confini, puntando su presenze fantasmatiche dai lunghi capelli corvini e su insistite inquadrature dei seni abbondanti della protagonista (debitamente velati).

Una coppia in attesa del primo figlio si trasferisce in una vecchia e nobiliare casa di campagna - arredata con gusto eccessivo ed eclettico dall'art director. Non appena giunti la ragazza, Xiao Mei, che ha la significativa abitudine di girare con vestiti semitrasparenti e scolli ammiccanti, sperimenta terribili visioni, legate sembra a una bambola vestita di rosso e a un pettinino laccato di rosso. Il ragazzo, A Mu, oltre ad accorrere dopo le numerose urla della donna, si limita a girovagare per la zona in macchina, rincontrando vecchi amici d'infanzia dal passato più che tenebroso.
Sull'onda del successo di Mysterious Island (Rico Chung, 2011), che puntava su banali scare tactics sonore e inquadrature di ragazze urlanti con vestitini aderenti, Liu Ning, insieme allo sceneggiatore Tiang Jiaqi, si impossessa della formula e la applica al solito horror sulla magione isolata con contorno di misteri scabrosi (in questo caso c'entra un orfanotrofio e una vaga leggenda sullo spazzolarsi i capelli dopo la mezzanotte). L'intreccio è talmente sfilacciato e inconsistente, che risulta subito evidente come sia un semplice pretesto per scandagliare potenziali sfondamenti dell'ormai sempre più risibile sistema censorio cinese. Non manca lo spiegone finale, in effetti, che razionalizza tutte le visioni, ma è ovviamente un ripiego – come in molti horror cinesi – cui è dedicata poca attenzione.
I due protagonisti si specializzano in facce spaventate per eventi inesistenti. Il taiwanese Li Wei, tra i protagonisti di Blue Cha Cha (Cheng Weng-tang, 2005), ultimamente dedicatosi all'horror cinese – come in The Chrysalis (Qiu Chu-ji, 2013) e Vertigo (altrimenti noto come Lost, Zhang Fan, 2013) – ha uno sguardo tra il sornione e lo spento. Ma è con tutta evidenza Wang Li Danni, conosciuta anche come Daniella Wang, l'unica star della pellicola: Liu Ning si inventa ogni possibile ragione per mostrarla quanto meno vestita possibile, senza necessariamente inquadrarle il volto – e non è un caso che lei fosse tra i protagonisti dell'ammiccante Categoria III hongkonghese Due West: Our Sex Journey (Mark Wu, 2012). Nel complesso Midnight Hair rimane un'esperienza ridicola, ma affascinante se vista come tassello di un processo di sperimentazione e crescita per un genere che in Cina sta faticosamente riscoprendo sé stesso.



paese: Cina
anno: 2014
regia: Liu Ning
sceneggiatura: Liu Ning, Tiang Jiaqi
attori: Li Wei, Wang Li Danni, Xuan Lu, Yang Zitong, Dai Xiangyu, Sun Guitian, Zhang Aili, Er Mayna


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