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Gimme Kudos (2005)

Friday, 28 January 2011 01:03 Stefano Locati Film - Cina
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gimme_kudos_0Huang Jianxin, esponente di punta della quinta generazione insieme ai più blasonati Chen Kaige e Zhang Yimou, continua a indagare i territori della commedia nera sociale. Questa volta è prodotto e supervisionato dall'eroe del cinema popolare Feng Xiaogang (A World without Thieves), incontrato sul set del precedente The Marriage Certificate (2001). Lo strano connubbio porta a un ibrido difficilmente classificabile, tra satira sociale e riflessione sui costumi della moderna Cina.

Narrato in voice over da Gu, giornalista-star di una rivista di Nanchino (Nanjing), affronta un caso morale: l'indefesso e ingenuo lavoratore Yang Hongqi si presenta un giorno in redazione sostenendo di aver salvato una ragazza da uno stupro, e per questo chiede che la sua azione sia pubblicamente riconosciuta tramite un articolo sul giornale. Il problema è che - al di là delle parole dell'uomo - non esistono prove. Spinto dal direttore, ma soprattutto dall'insistenza di Yang, Gu inizia a indagare, cercando indizi che provino il racconto. Riesce a rintracciare Hua Ouyang, studentessa universitaria presunta vittima della violenza, ma lei nega qualsiasi coinvolgimento. Anche nella stazione di polizia dove Yang aveva denunciato il crimine nessuno pare saperne nulla. Gu è propenso a lasciar cadere il caso, ma Yang non demorde, continuando a sostenere di star mentendo. Il giornalista si reca allora a casa di Yang, e qui ne incontra il padre: l'uomo, ormai anziano e gravemente malato, è stato un modello di altruismo e dedizione alla patria, tanto che le pareti della sua stanza sono tappezzate con i riconoscimenti pubblici delle sue azioni. Prima di morire vorrebbe vedere un riconoscimento riguardante l'onesto figlio. Qual è dunque la verità? Yang si è inventato tutto per compiacere il padre, oppure la ragazza ha dei motivi per negare ciò che è accaduto?
Partendo da un evento in qualche modo banale (un uomo che perseguita un giornalista perché pubblichi un articolo), Huang Jianxin riesce a costruire un ordito più complesso, che comprende diversi spunti di riflessione universali: sul ruolo dei media, sul senso della ricerca della verità, sulla necessità di veder socialmente riconosciute le proprie azioni. Tematiche impegnative, messe in scena con leggerezza e un senso dell'umorismo divertito - si vedano ad esempio i siparietti con la moglie poliziotta di Gu, sospettosa del rapporto tra il marito e la studentessa. Alcune note stonate stridono però con l'atmosfera generale, creando un contrasto che snatura la pellicola. Tralasciando il messaggio di fondo (in alcuni frangenti Gimme Kudos sembra quasi suggerire che sia giusto fare buone azioni solo perché siano riconosciute dalla comunità, e non viceversa), rimangono alcuni lati oscuri, come tasselli inseriti a forza da altri contesti o progetti. Alcuni personaggi non sono approfonditi (su tutti la studentessa, le cui ragioni, pur intuibili, rimangono totalmente astratte), mentre certe parentesi stonano completamente con il contesto (l'ossessione del collega di Gu per le ragazzine universitarie, i giochini con cellulari e immagini digitali). Gimme Kudos ha dalla sua un ottimo ritmo, attori decisamente in parte (sopra tutti Wang Zhiwen, visto di recente nell'hongkonghese Love Battlefield, e l'ostinato Fan Wei) e un soggetto insolito. Gli manca però la coerenza di approfondire le idee sino in fondo, forse per paura di spaventare il pubblico, e un finale abbastanza forte da giustificare gli esiti tanto nefasti (o liberatori, a seconda) sulla vita del protagonista.

 


paese: Cina
anno: 2005
regia: Huang Jianxin
sceneggiatura: Xin Huang, Fan Yi
attori: Wang Zhiwen (Gu), Chen Hao (Ouyang), Fan Wei (Yang Hongqi), Miao Pu (Miyi), Liu Zifeng, Liao Fan

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