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Still Life (2006)

Friday, 28 January 2011 02:04 Giampiero Raganelli Film - Cina
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still_life_0Il villaggio bimillenario di Fengjie, presso la zona panoramica delle Tre Gole sul fiume Yangtze, sta per essere cancellato: verrà sommerso una volta ultimata la realizzazione della diga più grande del mondo, detta appunto delle Tre Gole. Un'opera faraonica, iniziata nel 1993, che comporta lo spostamento di oltre un milione di persone. Questo ambiente è il crocevia di due storie, tra loro complementari.

Vi giunge un minatore alla ricerca della ex moglie, che non vede da 16 anni. La incontra presso il grande fiume e scelgono di risposarsi. Si stabiliscono nel villaggio, dove lui trova lavoro come demolitore. Arriva anche un'infermiera per cercare il marito andatosene via da casa due anni prima. Lo trova davanti alla grande diga, si abbracciano e improvvisano una danza. Ma decidono di divorziare.
Protagonista del film è il paesaggio in trasformazione: ovunque è un brulicare di operai intenti a smantellare i vecchi palazzi e a costruirne di nuovi a monte del futuro lago artificiale. Le carcasse dei vecchi edifici, da una parte, e costruzioni hi-tech dall'altra. Dopo i cartoni animati di The World, Jia Zhang-ke continua nella sua ricerca visiva, facendo uso anche di effetti speciali: compare senza spiegazione un Ufo, e un palazzo moderno, che fa da sfondo al dialogo tra due personaggi, spicca improvvisamente il volo, come fosse un'astronave. Elementi surreali che simboleggiano quanto siano vertiginosi i cambiamenti tecnologici in Cina.
Il film è suddiviso in capitoli, che hanno come titoli oggetti della vita quotidiana (sigarette, liquori, tè, caramelle): piccoli piaceri in grado di dare gioia alla gente semplice. E' proprio dal focalizzarsi su questi che deriva il titolo internazionale inglese del film Still Life (natura morta). Il titolo originale cinese Sanxia haoren (le persone buone delle Tre Gole) è invece una parodia dal testo di Brecht L'anima buona del Sezuan, la cui traduzione letterale dal tedesco suona proprio come "le persone buone del Sezuan". La sintonia con quest'opera del grande drammaturgo è evidente: i protagonisti sono le persone povere della provincia cinese di Sichuan, proprio dove si trova Fengjie.
Al complesso disegno autoriale di Jia si aggiunge un nuovo tassello, ad arricchire la sua concezione dei tempi e dei luoghi. In Platform dieci anni di storia cinese si rispecchiano in un luogo circonscritto, il teatro, attraverso gli spettacoli che vi vengono rappresentati. In The World nello spazio del parco tematico coesistono tantissimi luoghi di tutto il mondo. La località di Fengjie è un crocevia di persone che arrivano da fuori, ma è anche un posto dove si stratificano tre tempi: il passato storico dei vecchi palazzi, il presente delle costruzioni moderne e il futuro ipotetico degli oggetti fantascientifici, il disco volante, il palazzo-astronave.
Jia Zhang-ke, ormai nome di spicco della Sesta Generazione di registi cinesi, si conferma come un grande autore di storie inscritte in paesaggi, degno successore del cinema di Michelangelo Antonioni. Sull'ambiente di Fengjie, Jia Zhang-ke aveva già realizzato il documentario Dong. Ha poi deciso che, con un'opera di finzione, avrebbe potuto raccontare la vita degli abitanti del villaggio, anche nei loro momenti privati. Una frase di François Truffaut esprime pienamente questa sensibilità: "Quando si vede un documentario e si è un cinéphile un po' drogato, (…) ci si dice: queste montagne, questi deserti andrebbero bene con due personaggi che si inseguono. Ciò significa che si ama talmente il cinema sotto l'aspetto della convenzione che si diventa incapaci di ammirarlo sotto l'aspetto della bellezza registrata. Per questo i cinefili non amano i documentari". Riflessione, questa, che il regista della nouvelle vague fece proprio in un contesto analogo a quello di Still Life: la regione parigina allagata, in questo caso a causa di un grande alluvione, che fece da sfondo per un suo cortometraggio giovanile, Une histoire d'eau.

 


paese: Cina
anno: 2006
regia: Jia Zhang-ke
sceneggiatura: Jia Zhang-ke
attori: Zhao Tao, Han Sanming, Wang Hongwei

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