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Suzhou River (2000)

Friday, 28 January 2011 02:11 Stefano Locati Film - Cina
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suzhou_river_0Macchina da presa instabile spesso in soggettiva, ellissi continue, montaggio frammentario, voice over indolente, colori sgranati e una storia d'amore urbana per raccontare il lato impalpabile, notturno e decadente di una grande metropoli come Shanghai. Suzhou River, inizialmente pensato come parte di una produzione televisiva, è stato gonfiato a lungometraggio grazie all'interessamento del produttore tedesco Philippe Bober, che in questo modo ha fatto conoscere il nome di Lou Ye in tutto il mondo.

Esponente di punta della cosiddetta sesta generazione - composta tra gli altri anche da Zhang Yuan, Jia Zhangke, Wang Xiaoshuai, Li Xin - il regista predilige una narrazione disconnessa, che porta a maturazione tutte le ambiguità di una storia in filigrana. Un videoartista solitario, che non vediamo mai in faccia (ne sentiamo solo voce e pensieri), è disposto a qualsiasi lavoro su commissione. Un giorno viene contattato dal proprietario di un locale notturno perché realizzi un filmato promozionale del posto, in particolare della vasca in cui nuota una sirena. L'artista si innamora della sirena, Meimei, e i due iniziano a uscire. Ma Meimei è un tipo difficile e spesso si assenta per giorni senza dare spiegazioni. Lui è geloso: osservando la gente che cammina ignara per le strade, prende vita una storia di un amore tragico. Mardar è un fattorino motorizzato. Per soldi è disposto a trasportare di tutto. Un padre ubriacone lo contatta perché trasporti dai parenti la figlia, Moudan, ogniqualvolta lui ha degli appuntamenti (non molto) galanti con delle donne. I due giovani si innamorano, ma Mardar è invischiato in affari loschi ed è obbligato a rapire Moudan per estorcere soldi al padre. Scoperti i suoi intenti, Moudan si sente tradita nel profondo. Una volta liberata, scappa lontano da Mardar e si getta da un ponte nel fiume Souzhou, dicendogli che tornerà sotto forma di sirena. Mardar è sconvolto, e dopo aver scontato una lunga detenzione per il rapimento e la morte della ragazza, inizia a cercarla disperatamente. Ritorno al presente: Mardar si presenta all'artista sostenendo che Meimei sia in realtà la sua Moudan, nonostante Meimei non abbia nessun ricordo dell'uomo...
Lo stile libero e traballante richiama prepotentemente Hong Kong Express, di Wong Kar-wai, ma Lou Ye mescola abilmente i piani fino a creare un'opera indipendente, innegabilmente affascinante, in cui le due storie d'amor fatuo si intrecciano, si confondono, si compenetrano per costruire un'elegia marginale dei lati oscuri della città. Suzhou River ha la forza di un segreto rivelato in sogno: gioca con i sensi, costringe a interpretare, e anche se nel finale tutto diventa persin troppo chiaro, lascia un'elegante sensazione di mistero. La fotografia in movimento di Wang Yu e il lavoro degli attori completano il quadro: Zhou Xun, destinata a futuro splendore, si destreggia con passione nel doppio ruolo, mentre Jia Hongshen, assiduo frequentatore dei film della sesta generazione, la cui storia di dipendenza è stata in qualche modo raccontata da Zhang Yang in Quitting, è pervaso da spoglia intensità.

 


paese: Cina
anno: 2000
regia: Lou Ye
sceneggiatura: Lou Ye
attori: Zhou Xun (Meimei/Moudan), Jia Hongshen (Mardar), Hua Zhongkai (Lao B), Yao Anlian (boss), Nai An

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